Nuovi enti di tutela

Il Consorzio vini Valdinoto prende forma. Obiettivo, un Nero d'Avola moderno

Trecento ettari vitati rivendicati a Doc, venticinque cantine e tre denominazioni da rinnovare con l'introduzione di nuove tipologie. Si apre la discussione tra i produttori. Parla la presidente Angela Sergio

  • 20 Novembre, 2025
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Piccoli consorzi crescono in Sicilia. L’area vitivinicola sud orientale inizia a muovere i primi passi verso una valorizzazione di prodotti, imprese e territori. Dopo una partecipazione soft al Vinitaly 2025, per il Consorzio di tutela vini Valdinoto è il momento del lancio e della presentazione ufficiali, in linea con un trend recente che vede sempre più consorzi del vino attivi in Italia.

L’appuntamento è per la mattina di sabato 22 novembre nell’ex cantina sperimentale di Noto, in provincia di Siracusa. I numeri dell’ente sono per ora esigui: circa 300 ettari vitati a Doc, 25 aziende associate (con una buona presenza di imprese al femminile), ma nel cassetto ci sono diverse iniziative che puntano a lasciare il segno nella vitivinicoltura siciliana, anche grazie a un rinnovato dialogo tra gli imprenditori locali, favorito dal ricambio generazionale.

La vera partenza

L’ente di tutela, ufficialmente riconosciuto dal Masaf nel dicembre 2023, ha rinnovato a fine 2024 le cariche sociali, e può fregiarsi delle funzioni erga omnes su tre denominazioni: Siracusa, Noto ed Eloro, comprendendo anche l’Igt Avola. Questi due anni, come ha spiegato al settimanale Tre Bicchieri del Gambero Rosso la giovane presidente Angela Sergio, sono serviti a «organizzare la struttura operativa», con la nomina di una direttrice, Teresa Gasbarro, e a lavorare sulla determinazione delle quote associative in base allo statuto interno. «Finora  – dichiara Sergio – non eravamo operativi, mentre è finalmente giunto il momento di presentarci e partire».

Consorzio Valdinoto – Azienda agricola Zisola – Noto

Ammodernare i disciplinari

Il Consorzio, tra i soci, non comprende grandi cantine cooperative ma tutte imprese medio-piccole. Uno dei primi obiettivi è «l’allargamento della compagine sociale: ci sono ancora – spiega Sergio – una decina di cantine al di fuori». Altro obiettivo è un lavoro di rinnovo dei disciplinari: «Dobbiamo cercare di allargare la gamma dei vini e fare un lavoro di svecchiamento dei disciplinari delle Doc, attualmente molto rigidi. Ad esempio – è questa la visione personale della presidente – la Doc Eloro comprende soltanto rossi e rosati, mentre sarebbe opportuno poter inserire i bianchi. Anche gli spumanti della Doc Noto si possono ottenere solo da uve moscato. Anche questo sembra un limite». Insomma, tanti argomenti, anche delicati, che dovranno essere messi sul tavolo dell’assemblea dei soci produttori.

Il cambio di passo sul Nero d’Avola

Si punta anche su un Nero d’Avola più moderno (il principe dei vini siciliani ha anche recentemente sperimentato la versione low alcol): «Un vino del territorio eccessivamente svalutato negli anni, considerato poco bevibile per il suo grado alcolico. Ma la situazione è cambiata», osserva la presidente Sergio, sottolineando che la Sicilia è migliorata molto sul piano enologico e le imprese hanno iniziato un lavoro importante sul Nero d’Avola verso vini più eleganti, senza stravolgere le caratteristiche del vitigno originario. «Tramite il Consorzio – ribadisce – vogliamo dare vita a studi, organizzare degustazioni, fare in modo che ci sia un denominatore comune tra le aziende nella produzione di questi vini, che devono diventare riconoscibili al mercato e al consumatore».

Valdinoto – cantina Feudo Maccari

I rapporti con la Doc Sicilia

Attualmente, la maggior parte delle imprese rivendica in etichetta la Doc Sicilia. Uno degli obiettivi del Consorzio Valdinoto è rinnovare i disciplinari favorendo un travaso di produzioni dalla Igt Avola verso le tre Doc tutelate. Inevitabilmente, si porrà il tema dei rapporti con la grande Doc regionale e della necessità o opportunità di un marchio ombrello. «Per ora sono tutte ipotesi – sottolinea Sergio – ma si potrebbe pensare di imbottigliare con le Doc di territorio e mantenere il nome “Sicilia” in etichetta. Ciò permetterebbe alle aziende di usufruire dei benefici di un Consorzio, quello della Doc Sicilia, che funziona bene, ma allo stesso tempo di valorizzare i vini siracusani. La mia – conclude – è un’idea, su cui confrontarsi».

Alla presentazione di sabato 22 novembre parteciperanno, oltre alla presidente Angela Sergio e alla direttrice Teresa Gasbarro, anche Carlo Scollo, (vicepresidente del Consorzio Valdinoto), Costante Planeta (componente del cda del Consorzio) e Vito Bentivegna, direttore dell’Istituto regionale del vino e dell’olio.

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