The Sanpellegrino Table

Cipriano Pizzeria - Firenze - 30 ottobre

“The Sanpellegrino Table” è una rassegna gastronomica itinerante  - ideata da Acqua Panna e S.Pellegrino in collaborazione con Gambero Rosso - che prevede 10 appuntamenti con lo scopo di mettere in dialogo pizze d’autore e creazioni di fine dining

  • 19 Ottobre, 2025
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The Sanpellegrino Table. Cipriano Pizzeria – Firenze

La quinta cena degustazione di “The Sanpellegrino Table”, in programma tra settembre e dicembre, è prevista il 30 ottobre 2025 ore 20 presso Cipriano Pizzeria di Firenze (Tre Spicchi del Gambero Rosso). Protagonisti il pizzaiolo Mario Cipriano (della pizzeria sede dell’evento) e lo chef Alessandro Rossi (del ristorante Gabbiano 3.0 di Marina di Grosseto, stella Michelin e Due Forchette del Gambero Rosso), che proporranno un menu degustazione a quattro mani con pizze d’autore.

“The Sanpellegrino Table” è una rassegna gastronomica itinerante  – ideata da Acqua Panna e S.Pellegrino in collaborazione con Gambero Rosso – che prevede 10 appuntamenti con lo scopo di mettere in dialogo pizze d’autore e creazioni di fine dining. Dopo Ascoli Piceno, toccherà alcune delle città simbolo del gusto italiano come Napoli, Avellino, Firenze, Viareggio, Bergamo e Milano. In occasione di ogni serata, un maestro pizzaiolo e uno chef firmeranno insieme un menu degustazione che supera le categorie e restituisce al gesto gastronomico il suo significato più autentico: quello del confronto, della collaborazione e dello scambio.

N.B. In fondo a questa pagina il maestro pizzaiolo e lo chef ci parlano di sé e del menu degustazione.

MENU DEGUSTAZIONE
In abbinamento con le delicate bollicine di S.Pellegrino e il gusto morbido di Acqua Panna

Antipasto
Pizza liquida
***
Montanarina
(lardo miele limone e timo)
***
Pala romana
(con baccalà marinato, salsa livornese, capperi, foglia di cappero e peperoncino)
***
Verace
(fiordilatte, prosciutto di tonno fresco e cipolla rossa)
***
Padellino
(carpaccio scottato di manzo , maionese all’aglio nero e cavolo nero in doppia consistenza)
***
Dolce
(tra bombolone e zuppa inglese)

Prezzo del menu degustazione a persona: Euro 50,00
(Acqua compresa nel prezzo)

I posti sono limitati

Per partecipare è necessario contattare direttamente il locale ai recapiti indicati di seguito

Cipriano Pizzeria | 30 ottobre 2025 | ore 20.00
Viale Ludovico Ariosto, 1r | Firenze
Info e prenotazioni
Tel. 055 7605302
Mob. 392 4174342 

Scopri il programma del Tour

The Sanpellegrino Table fa tappa nella “città dei Medici”

Alla Cipriano Pizzeria, indirizzo imperdibile per chi cerca a Firenze l’autenticità della pizza napoletana unita all’eleganza toscana, va in scena un nuovo incontro tra grandi protagonisti della cucina italiana. Sarà, infatt, proprio questa insegna a ospitare il prossimo appuntamento di The Sanpellegrino Table, la rassegna gastronomica itinerante ideata da Acqua Panna e S.Pellegrino in collaborazione con Gambero Rosso. Il maestro pizzaiolo Mario Cipriano, giovedì 30 ottobre, accoglierà Alessandro Rossi, executive chef del ristorante Gabbiano 3.0, affacciato sul porto turistico di Marina di Grosseto, per firmare a quattro mani un menu dedicato alla qualità, dove ogni pizza diventa un racconto fatto di territorio, tecnica e passione condivisa.

Mario Cipriano, un angolo di Napoli nel cuore di Firenze

Mario Cipriano inizia a lavorare a soli sedici anni nel ristorante di famiglia a Napoli. Da lì si trasferisce, poi, a Firenze, dove fa esperienza in diversi locali della città, conquistando prestigiosi riconoscimenti e affermandosi come uno dei più promettenti nomi della nuova generazione di pizzaioli. Nel 2024 inaugura Cipriano Pizzeria, un progetto che porta il nome della sua famiglia e racchiude la sua idea di cucina: unire esperienza e visione personale, reinterpretando la tradizione culinaria napoletana in chiave moderna e internazionale. L’impasto è il punto di partenza di ogni creazione, frutto di una ricerca costante di equilibrio tra gusto, qualità e digeribilità. Per questo Mario utilizza la farina OIRZ, l’unica in Italia certificata Residuo Zero: senza additivi né tossine, priva di glutine aggiunto e lavorata in purezza. La stessa attenzione viene riservata da Mario anche agli ingredienti, selezionati tra prodotti freschi e locali, in collaborazione con fornitori scelti e nel pieno rispetto della stagionalità e della sostenibilità.

Chef Alessandro Rossi, il giovane talento stellato della cucina toscana

Ad occuparsi dei topping da abbinare alle pizze firmate Cipriano, l’enfant prodige dell’arte culinaria, lo chef Alessandro Rossi, che a soli venticinque anni ha conquistato la sua prima Stella Michelin, al ristorante La Leggenda dei Frati. Un traguardo che ha premiato la determinazione e il talento di un cuoco cresciuto tra Toscana e Umbria. Nato a Chiusi nel 1991 e diplomato all’Istituto alberghiero di Chianciano Terme, Rossi muove i primi passi al ristorante Zafferano di Città della Pieve, dove scopre le radici della cucina tradizionale e affina la tecnica sotto la guida dello chef Filippo Germasi, approfondendo poi la cucina di mare con Stefano Ciavatti. Dopo una breve esperienza con Alessandro Dal Degan a La Tana Gourmet di Asiago (1 Stella Michelin), rientra in Toscana e nel 2020 approda al Gabbiano 3.0 di Marina di Grosseto. Qui, in soli sei mesi, ottiene una nuova Stella Michelin, confermando la sua cifra stilistica fatta di tecnica, identità e profondo rispetto per il territorio. «Ogni piatto nasce da una tecnica che mira a esaltare il gusto primario dell’ingrediente, senza cedimenti alla contaminazione fine a sé stessa. È un processo che somiglia più a una sottrazione consapevole che a un’aggiunta» racconta chef Rossi. «Si estraggono aromi, si concentra l’umami, si lega ogni elemento in equilibrio, restituendo all’ospite la “voce” autentica della materia prima».

Campania e Toscana, il dialogo nel piatto

E proprio il “racconto del territorio”, senza compromessi, è il filo conduttore del menu: un percorso che intreccia tradizioni e sapori, unendo due visioni accomunate dall’attenzione alla qualità. Ogni piatto è pensato come un ponte tra due cucine e due culture gastronomiche, la Campania e la Toscana, diverse ma complementari nel modo di intendere il gusto. «L’idea del menu è nata da uno scambio con Alessandro, che conosco e seguo da tempo, anche per il suo talento» racconta il maestro pizzaiolo campano, oggi di stanza a Firenze. «Ho sempre apprezzato la sua filosofia di cucina e la sensibilità con cui interpreta la materia prima, e sento di condividere con lui — anche solo in parte — la capacità di trasformare ingredienti di alta qualità in piatti che, dietro un’apparente semplicità, nascondono grande tecnica e gusto. Nella mia pizzeria cerco di creare un dialogo tra Napoli e la Toscana, due terre diverse ma accomunate da una forte identità gastronomica e da un profondo rispetto per il prodotto. Con Alessandro, toscano d’origine, è stato naturale proseguire su questa strada».

Quando la pizza incontra il fine dining

«Lo scambio di idee con un collega è sempre un’occasione di crescita e dà modo di vedere qualcosa di nuovo e di diverso» commenta l’executive chef del Gabbiano 3.0. «E poi per me tornare a Firenze, la città dove ho conquistato la mia prima Stella, è sempre un’emozione. Con Mario ci siamo trovati subito in sintonia perché condividiamo la stessa idea: proporre piatti riconoscibili e di estrema qualità. D’altronde sono proprio la cura e la ricerca della qualità a unire la pizzeria e l’alta cucina. Nell’elaborazione del menu ci siamo divertiti a mettere in dialogo due regioni straordinarie, la Campania e la Toscana. Il risultato è una proposta contemporanea e sorprendente, come il piatto che apre il menu: un antipasto inedito a base di Pizza liquida». Si tratta di un’acqua di pomodoro condita con olio, un cubetto di mozzarella e croste di pizza sbriciolate. «L’idea – prosegue lo chef – era quella di offrire ai clienti uno shot che evocasse il gusto della pizza, un benvenuto da bere, leggero e godibile, per introdurre il tema della serata: la pizza in chiave gastronomica».

Un viaggio da Napoli fino alla Toscana

Anche la prima pizza in degustazione, la Montanarina, è una sintesi perfetta tra Campania e Toscana: la classica pizza fritta napoletana viene condita con ingredienti del territorio toscano, come lardo di Colonnata e miele. E la stessa logica attraversa l’intero percorso di degustazione. Nella pala, ad esempio, la salsa livornese – una sorta di caciucco senza pezzi di pesce – viene utilizzata per condire il baccalà marinato, poi guarnito con capperi, foglia di cappero e peperoncino. Si prosegue con il padellino, dove protagonisti sono la carne e i sapori toscani: carpaccio scottato di manzo, maionese all’aglio nero e cavolo nero in doppia consistenza, omaggio alla stagionalità. «La Verace richiama un tortellino amatissimo nel mio ristorante» racconta Chef Rossi. «Qui la base fiordilatte è arricchita con un prosciutto di ventresca di tonno fresco e cipolla rossa fermentata». A chiudere, un dolce che unisce semplicità e memoria. Un bombolone  ricoperto da crema di zuppa inglese, per un finale che resta fedele al tema della serata: la pizza reinterpretata in chiave gastronomica.

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