Toscana

Benvenuto Brunello a fianco delle donne: la piastrella 2025 sarà un messaggio contro i femminicidi

A firmarla nel corso dell'evento sarà l'attrice Paola Minaccioni. Il presidente del Consorzio Bartolommei: "Un dramma davanti a cui non si può restare indifferenti"

  • 30 Ottobre, 2025
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Sarà un Benvenuto Brunello socialmente impegnato quello che attende operatori e appassionati dal 20 al 24 novembre prossimi a Montalcino, con 122 cantine in assaggio per il Brunello 2021, il Brunello Riserva 2020 e il Rosso di Montalcino 2024. La kermesse organizzata dal Consorzio di tutela, e giunta all’edizione numero 34, ha scelto la Fondazione Una nessuna centomila e l’attrice ed autrice Paola Minaccioni per firmare la storica piastrella e lanciare un messaggio contro la violenza sulle donne.

L’impegno del Consorzio

La piastrella firmata per la Fondazione dalla Minaccioni (che vanta collaborazioni coi grandi registi italiani, da Verdone a Ozpetek ed è in tour nei teatri italiani con lo spettacolo Dal vivo sono molto meglio) sarà svelata sabato 22 novembre, durante la terza giornata e troverà spazio, come accade dal 1992, nel muro esterno dell’antico palazzo comunale del borgo senese.

«Abbiamo voluto dare un’anima diversa alla nostra storica piastrella. Il dramma dei femminicidi, che ha colpito anche il nostro settore – dichiara Giacomo Bartolommei, presidente del Consorzio del vino Brunello di Montalcino – ci impone di non restare indifferenti. Come comunità, territorio e comparto produttivo, vogliamo prendere una posizione chiara e netta: diciamo no a ogni forma di violenza sulle donne».

Paola Minaccioni – attrice

Responsabilità collettiva

Nell’occasione – che fa da prologo alla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne in programma qualche giorno dopo, il 25 novembre – sarà presente anche Debora Ghietti, segretario generale della Fondazione Una nessuna centomila. «La scelta del Consorzio del Brunello – ha sottolineato Giulia Minoli, presidente della Fondazione – è un segno concreto di responsabilità collettiva. Significa riconoscere che la cultura, in tutte le sue forme, dal vino al teatro, dalla musica alla comunità, può e deve farsi portavoce di un cambiamento reale».

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