In collaborazione con Signorvino
Qual è la ragione che ha portato a una contrazione nelle vendite di vino nell’ultimo biennio? Nuove generazioni che non bevono più? Tendenze salutiste? Linguaggio troppo complesso che spinge le persone verso altre bevande? Probabilmente tutti questi fattori hanno un peso, ma ciò che incide più direttamente è la crisi del potere di acquisto. Sei italiani su dieci si dichiarano sotto pressione per il costo della vita, secondo l’ultima ricerca NIV. Ed è da qui che bisogna partire per leggere l’evoluzione recente: i consumatori non sono portati a non spendere, ma a cambiare il modo in cui lo fanno.
L’attenzione si sposta su ciò che considerano davvero rilevante. Non è un caso che, dentro questo scenario, la ristorazione continui a dimostrare una sorprendente capacità di tenuta, purché sia capace di offrire qualità, esperienza, riconoscibilità. È il paradigma del “meno ma meglio”, che oggi attraversa tutto il comparto.
I numeri di Signorvino fotografano bene questa trasformazione. Il gruppo ha chiuso il 2025 con un fatturato complessivo di 90 milioni di euro, con una netta prevalenza della ristorazione, che da sola vale 62,7 milioni e cresce del 6% rispetto all’anno precedente. Il retail si attesta a 25,5 milioni, mentre l’e-commerce vale 1,8 milioni.
I coperti hanno superato i 2,2 milioni (+4%), con lo scontrino medio che è salito a 49,50 euro. Oltre 3,6 milioni i pasti serviti (+10%), segno che l’esperienza gastronomica assume un ruolo sempre più centrale.
Anche il vino segue questa evoluzione. Il totale delle bottiglie movimentate supera i 2,3 milioni, ma cambia il modo in cui vengono consumate. Le bottiglie intere al tavolo registrano una lieve flessione (-3%), mentre cresce la mescita (+7%), con 270.000 bottiglie servite al calice.
Nel retail, che resta un pilastro con 1,6 milioni di bottiglie vendute per l’asporto, si osserva una geografia del gusto in trasformazione. I vini rossi mantengono il primato, rappresentando il 41% dei volumi e il 45% del valore, ma sono in calo del 5%. Crescono, invece, le bollicine, che arrivano a pesare per il 32% del fatturato complessivo, con Champagne e Franciacorta in testa per valore, mentre il Prosecco resta il primo spumante per volumi.
Anche i bianchi fermi segnano un incremento un +3% a valore insieme a un aumento del prezzo medio, a confermare la preferenza crescente per prodotti più leggeri e versatili.
«Il mondo del vino sta vivendo un passaggio epocale: non è più una “commodity” quotidiana, ma un bene legato all’esperienza», osserva l’amministratore delegato Federico Veronesi. Una chiave di lettura che si estende all’intero comparto: il valore non è più solo nel prodotto, ma nel contesto in cui viene vissuto.
In questo scenario, strumenti come il sommelier digitale AI introdotto nel 2025 — che ha già registrato oltre 15mila interazioni — rispondono a un’esigenza precisa: aiutare il cliente ad orientarsi tra oltre 2.000 etichette, rendendo la scelta più semplice e personalizzata.
Parallelamente cresce anche la dimensione di community, con un programma loyalty che ha raggiunto 550mila utenti, a conferma di un rapporto sempre più continuativo tra brand e consumatore.
Confidando in in una trasformazione, più che in un’inversione di rotta, il gruppo continua la propria espansione, puntando sulla bellezza e su location simboliche e di rilevanza storica in zone centrali delle principali città italiane. Signorvino cerca spazi che siano punti di riferimento per l’incontro e la socialità urbana, riportando il vino italiano al centro della vita cittadina.
Dopo la recente apertura nella Domus Mercatorum a Verona (Piazza delle Erbe) e il rinnovo del locale in Duomo a Milano, nei primi mesi del 2026 è stato inaugurato un nuovo grande spazio nel centro storico di Roma, in Largo dei Lombardi, che si aggiunge alle location iconiche come la terrazza su Ponte Vecchio a Firenze.??La strategia di espansione per i prossimi mesi punta verso territori inediti e nuovi segmenti di mercato, con l’obiettivo di intercettare un’audience sempre più ampia. Signorvino si prepara, infatti, a debuttare in piazze strategiche come quella di Udine, rafforzando al contempo il presidio nelle aree storiche con l’apertura di Erbusco, in Franciacorta, in centro a Napoli e in provincia di Caserta, Milano CityLife (sarà l’ottavo locale in città) e Trieste. Lo sguardo resta rivolto anche all’estero, dove entro l’inizio del 2027 sono previsti il raddoppio a Praga e l’individuazione di una seconda prestigiosa location a Parigi.
Il quadro che emerge, insomma, è quello di un equilibrio nuovo e ancora in evoluzione. I consumi sono sotto pressione, ma non si fermano. Si concentrano, si qualificano, cambiano forma. E in questo spazio, Signorvino continua a trovare una sua forza, perché intercetta un bisogno che va oltre la spesa: quello di vivere esperienze e dare valore ai momenti.
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