La California sta vivendo un paradosso: questโanno il raccolto di Sonoma e Napa sembra essere molto promettente, eppure il mercato non sa piรน dove mettere le bottiglie mentre lโindustria del vino sta vivendo il suo peggior momento ยซdai tempi del Proibizionismoยป, si legge sul Wall Street Journal. Lโeccesso di offerta, il calo di consumi e le tensioni commerciali con il Canada insieme a nuovi stili di vita che ridisegnano il rapporto degli americani con lโalcol stanno ridisegnando le coordinate del vino statunitense.
Emerge una fotografia preoccupante, molto simile a quella europea: i magazzini sono pieni di vino invenduto, mentre lโultima vendemmia โ favorita da un clima quasi perfetto, fresco e senza estremi โ ha regalato una produzione ancora piรน abbondante. ยซร la prima volta in venticinque anni che abbiamo il 30% delle uve senza un acquirenteยป, dice John Balletto, uno dei volti storici della viticoltura di Sonoma.

Da decenni la California rappresenta lโ80% del vino americano, e la sua ascesa sembrava inarrestabile. Oggi i grandi gruppi come Constellation Brands e Jackson Family Wines tagliano gli acquisti, razionalizzano, ripensano i portafogli varietali. Mitch Davis, Chief Operating Officer di Jackson Family, parla di ยซuna fase di ricostruzioneยป: alcune vigne saranno estirpate per reimpiantare varietร piรน richieste, come il Sauvignon Blanc.
C’รจ anche una questione legata al prezzo, che fino a pochi anni fa, non riguardava il vino californiano (di prezzo e di crisi ne parla anche Eric Asimov sul New York Times). ยซCโรจ una linea magica, i 19,99 dollariยป, dice Shilah Salmon, vicepresidente marketing di Jackson Family. ยซSuperata quella soglia, molti consumatori esitanoยป. ร un segnale forte: i produttori piรน strutturati stanno abbassando i listini e investendo in etichette accessibili, come la nuova bollicina di Kendall-Jackson, posizionata sotto i 20 dollari.ย
Se lโinterno scricchiola, lโestero crolla. Le tensioni commerciali tra Washington e Ottawa hanno quasi azzerato le esportazioni verso il Canada, primo mercato straniero per il vino Usa: un -96% nel secondo trimestre dellโanno. ยซIl danno รจ reale e duraturoยป, ammette Robert Koch del Wine Institute. ร una ferita che pesa su migliaia di addetti, in una filiera che valeva oltre 50 miliardi di dollari solo pochi anni fa.

Dietro ai numeri si muove perรฒ qualcosa di piรน profondo: il cambiamento delle abitudini. Gli americani bevono meno. I dati Gallup parlano chiaro: solo il 54% degli adulti consuma alcol, il livello piรน basso in quasi novantโanni. Crescono le bevande a base di THC, i mocktail, la consapevolezza salutista e perfino gli effetti collaterali dei farmaci anti-obesitร come lโOzempic riducono il desiderio di bere. La generazione che aveva fatto del vino un simbolo di status e cultura oggi lascia spazio a una nuova fascia di consumatori piรน attenti alla sostenibilitร e meno disposti allโeccesso.
Di fronte a questa tempesta perfetta, molti produttori reagiscono con pragmatismo. Alcuni lasciano a riposo le vigne, altri vendono uve a basso prezzo per la produzione di โbulk wineโ destinato a marchi privati di catene come Trader Joeโs o Aldi. Una strategia di sopravvivenza, non senza rischi. ยซSi incassa poco, ma almeno si evita di buttare via un raccoltoยป, dice Balletto.
Nel frattempo, tra le colline di Russian River Valley, si stima che ยซtra 2mila e 5mila acri (tra gli 800 e i 2000 ettari)ย potrebbero essere estirpati nei prossimi anni. Alcuni vigneti non verranno piรน ripiantatiยป.ย
Come sottolinea Karissa Kruse, ceo di Sonoma County Winegrowers, ยซSe un produttore stava pensando di sostituire il vigneto nei prossimi dieci anni, in realtร lo sta giร facendo adessoยป. Forse da questa crisi nascerร unโaltra stagione per il vino californiano. Meno legata al mito del lusso e piรน al racconto del territorio. Perchรฉ come ricorda Balletto, ยซdobbiamo essere piรน incentrati sul consumatoreยป.
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