Imponente manifestazione di viticoltori nel sud della Francia, sabato 15 novembre. In circa quattromila (secondo le forze dell’ordine) si sono mossi per le strade di Béziers, cittadina dell’Aude, a sud di Tolosa e al confine coi Pirenei. L’iniziativa, promossa dai sindacati, è stata accompagnata da slogan da parte degli imprenditori vitivinicoli contro il governo di Parigi e, in particolare, nei confronti della ministra dell’Agricoltura francese, Annie Genevard, a cui sono state avanzate diverse richieste urgenti.
Per le strade c’erano i produttori delle regioni Hérault, Gard, Aude, Pirenei Orientali, assieme a rappresentanti della Garonna, Gers e Gironda, secondo il racconto dei quotidiani locali francesi. L’iniziativa è stata promossa da Fnsea, dai giovani agricoltori d’Occitania, dal sindacato dei vignerons dell’Aude. Sul tappeto, diverse rivendicazioni e richieste alla politica, per una situazione di mercato molto complicata: una remunerazione adeguata per le uve, nuove misure di estirpazione (sia temporanee sia definitive), semplificazione burocratica e di mercato, sostegno finanziario d’emergenza.

I sindacati non hanno nascosto i problemi del comparto, noti già da tempo. «Non siamo di fronte a una crisi passeggera ma a un allarme rosso. E c’è una regione sull’orlo del collasso», ha spiegato Damien Onorre (Vignerons de l’Aude). I costi di produzione sono alle stelle, le cantine stracolme, il mercato in stagnazione, la vendemmia 2025 scarsa e i prezzi sono tali da non consentire alle aziende di sopravvivere. Per tirare fuori l’industria vinicola da questa difficile situazione, secondo Jérôme Despey (Fnsea), sarà necessario «sbloccare immediatamente circa 200 milioni di euro» dalla riserva di crisi europea, come riferito dalla rivista specializzata Vitisphere.
La palla passa ora alla ministra Genevard, che una settimana fa aveva incontrato le organizzazioni sindacali del vino e che sarà attesa pubblicamente nelle prossime settimane, a fine novembre, in occasione di Sitevi che si terrà il 25-27 novembre a Montpellier. La Francia, che durante il 2025 ha avuto modo di applicare per la prima volta la misura degli estirpi, ha appena reso noti i risultati di un nuovo sondaggio tra i viticoltori sullo specifico tema degli espianti, con almeno 35mila ettari di vigneto interessati (molto probabilmente) a interventi definitivi o temporanei.
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