Marchi europei

La Croazia ci riprova. Dopo il caso Prosek ora vuole registrare la Dop Lumbarda: è scontro con l'Italia

Levata di scudi di Ascovilo: l'associazione dei consorzi dei vini lombardi fa ricorso all'Ue e denuncia la possibile confusione e l'assonanza fonetica che potrebbe impattare sulle Ig italiane

  • 19 Febbraio, 2026
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Lombarda (in croato Lumbarda) è un piccolo villaggio marinaro di circa 1.200 abitanti nell’isola di Curzola (in croato Korcula), in Dalmazia, dove al di là delle famose spiagge si produce vino da oltre duemila anni e, in particolare, un bianco secco da un vitigno autoctono chiamato Grk (circa 50 gli ettari coltivati) sulla cui origine tra l’altro ci sono versioni contrastanti (dagli insediamenti greci sull’isola o dal fatto che grk significhi aspro). L’Unione europea ha recentemente ricevuto da parte della Croazia la richiesta di registrazione della denominazione “Lumbarda Dop“.

L’ira di Ascovilo

L’iniziativa croata ha mandato su tutte le furie l’associazione dei consorzi dei vini lombardi, riunita nella sigla Ascovilo, che ha subito messo in campo le azioni a difesa. Ascovilo, come ha annunciato la presidente Giovanna Prandini, ha espresso formale opposizione alla legittimazione della denominazione Lumbarda Dop, prospettando un caso simile a quello ben noto del Prosek croato, risolto nel 2024 a favore dell’Italia anche grazie al nuovo Regolamento sulle Indicazioni geografiche dell’Ue. Importante sottolinare che il vitigno Grk è considerato una uva di base che, dopo appassimento, consente di ottenere degli ottimi vini Prosek.

Lugana Doc – uve trebbiano

Le motivazioni del ricorso

Secondo i Consorzi della Lombardia, la somiglianza fonetica e grafica «potrebbe incidere negativamente sulla percezione dei vini lombardi soprattutto sui mercati esteri, dove la riconoscibilità territoriale rappresenta un elemento strategico di competitività. «La tutela delle denominazioni è uno dei pilastri del sistema europeo delle Indicazioni geografiche. Ogni Dop – ha spiegato Prandini – è il risultato di una storia, di un disciplinare rigoroso, di investimenti in qualità e sostenibilità. Consentire denominazioni potenzialmente ambigue rischia di compromettere un patrimonio costruito nel tempo».

Ascovilo ha precisato di aver presentato ricorso in sede Ue non tanto per motivi di contrarietà nei confronti della Croazia o dei produttori dell’isola di Curzola, quanto perché si tratta di una «scelta di responsabilità verso il territorio e le imprese». Infatti, per i Consorzi italiani, il termine Lumbarda presenta «un’evidente assonanza con Lombarda e con Lombardia». Pertanto, c’è il concreto rischio di «generare confusione nei consumatori e indebolire l’identità delle nostre Dop». L’Ascovilo (che riunisce tra gli altri Valtellina, Garda, Valtenesi) ha reso noto di aver formalizzato l’opposizione nelle sedi europee previste dalla normativa comunitaria, chiedendo che venga «attentamente valutato il possibile impatto della denominazione proposta sulla tutela delle Indicazioni geografiche già riconosciute». Non resta che attendere il parere delle autorità competenti a Bruxelles.

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