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Debiti finanziari per 80 milioni di euro: Zonin1821 cambia Ad e tenta la carta della composizione negoziata della crisi

Ad occuparsi del piano di rilancio sarà Maurizio Rossetti, che punta sulla "razionalizzazione delle strutture produttive". Non si possono escludere nuove cessioni, dopo quella della tenuta di Barboursville, in Virginia

  • 23 Aprile, 2026
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Momento economicamente difficile ma anche tempo di piani di rilancio per Zonin1821. Lo storico gruppo vinicolo veneto, che ha chiuso il 2025 con ricavi in calo di quasi dieci punti percentuali, rispetto a un 2024 a quasi 210 milioni di euro, ha annunciato la nomina di Maurizio Rossetti come amministratore delegato (dopo sei anni con Pietro Mattioni, manager friulano in carica da ottobre 2020) e un piano di rilancio e di risanamento che comprende lo strumento della Cnc (Composizione negoziata della crisi).

Un meccanismo volontario introdotto dal governo nel 2021 per risanare imprese in squilibrio finanziario, per scongiurare crisi irreversibili, favorendo il dialogo, il confronto e le trattative con creditori e fornitori. La domanda è stata presentata alla Camera di commercio di Vicenza.

Congiuntura e debiti

Sul bilancio del Gruppo, che si è dato alcuni mesi per presentare il proprio piano, pesano sia uno scenario globale «caratterizzato da incertezze geopolitiche, volatilità climatica, introduzione di dazi sull’export e cambiamenti nei modelli di consumo», sia un’esposizione debitoria (certificata a bilancio dalla posizione finanziaria netta) che supera gli 80 milioni di euro. Attualmente, la Zonin1821 è controllata dalla famiglia Zonin, come socio di maggioranza (64%), e da Capitoloventiquattro S.p.A. (36%), azienda collegata a 21Invest (in società dal 2018). Il presidente Domenico Zonin è affiancato dai fratelli Francesco e Michele.

Il ricorso alla Cnc servirà a riportare in acque più tranquille la compagine di Gambellara, che produce quasi 50 milioni di bottiglie e che un anno fa al settimanale Trebicchieri del Gambero Rosso aveva dichiarato il suo interesse anche per l’emergente mondo dei vini no-low alcol.

Una nuova strategia commerciale a tre anni

«Il piano di rilancio passerà necessariamente da una revisione della strategia commerciale a tre anni, con enfasi su fatturato e marginalità per prodotti e canali distributivi – si sottolinea in una nota – nonché sulla razionalizzazione di parte delle strutture produttive agricole del Gruppo, che totalizzano complessivamente circa 1.500 ettari».

Questo significa che il nuovo amministratore delegato potrebbe valutare, d’intesa con la famiglia Zonin e i soci di minoranza, la cessione di una o più tra le sette tenute in portafoglio: Ca’ Bolani in Friuli, Poggio Le Coste in Piemonte, Oltrenero in Lombardia, Castello di Albola e Rocca di Montemassi in Toscana, Masseria Altemura in Puglia e Principi di Butera in Sicilia.

A marzo 2026, intanto, un gruppo di investitori ha acquisito da Zonin1821 la grande tenuta americana in Virginia (Barboursville vineyards, che comprende la villa ottocentesca progettata dal presidente americano Thomas Jefferson), acquistata a metà Anni Settanta dal pioniere del vino Gianni Zonin.

Pochi mesi per presentare il piano

«Esistono importanti opportunità da cogliere. Per farlo – sono le prime parole di Rossetti – dobbiamo intraprendere un significativo percorso per rilanciare una realtà storica del territorio come Zonin 1821». Rossetti, manager lombardo esperto in ambito finanziario e industriale (che ha già supportato importanti realtà nazionali e internazionali in percorsi di rilancio e consolidamento), ha annunciato che nei prossimi mesi sarà definito «un piano triennale di consolidamento e sviluppo, orientato in primis al riequilibrio finanziario ma anche al miglioramento strutturale delle performance operative».

Parallelamente, il Gruppo non dovrebbe operare licenziamenti del personale (oltre 500 i dipendenti, per il 70% a tempo indeterminato): «Vogliamo contare sul contributo di tutti i nostri collaboratori che saranno al centro di questo percorso», ha dichiarato Rossetti, che vanta esperienze con McDonald’s, Rcs Libri e Bialetti. Poi il messaggio di apertura alle banche e agli stakeholder: «Auspichiamo che anche il ceto bancario, così come i nostri fornitori e partner vorranno supportarci in questa fase di rilancio».

foto repertorio – credits di Leo Visions – by Unsplash

Fiducia nel risanamento

La parola d’ordine è, quindi, risanamento attraverso il miglioramento della marginalità. Obiettivi finanziari e operativi che andranno conseguiti nel «medio periodo», sottolinea il Gruppo Zonin1821, che genera ricavi prevalentemente all’estero, con una quota dell’84% suddivisa in gran parte tra Usa (32%) e Uk (27%), mercati dove opera con società controllate che si occupano di distribuzione, a fronte di un mercato Italia che vale il 17 per cento.

Non sarà un percorso agevole, considerato il quadro economico generale ma «in un contesto del genere, una struttura finanziaria solida – conclude il gruppo di Gambellara, con oltre duecento anni di storia alle spalle – rappresenta un elemento chiave per sostenere le strategie di espansione sui mercati e assorbire eventuali shock esogeni».

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