Tre Bicchieri

Il vignaiolo che ha realizzato il suo sogno sulle Colline Novaresi dove produce un grande vino rosso

La caparbietà è stato l'ingrediente principale per riuscire a salvare tante parcelle vitate che altrimenti sarebbero andate perdute. Ecco la storia di Davide Carlone che ha ridato vita all'antica tradizione vitivinicola del territorio per portarlo verso nuove sfide e obiettivi

  • 13 Febbraio, 2026
Per vedere più contenuti su Google, aggiungici alle fonti preferite
Per vedere più contenuti, aggiungici alle fonti preferite

Il colpo d’occhio è davvero impressionante: un mosaico di vigne incastrate in mezzo ai boschi, sostenute da pali di castagno, legate con i salici, con muretti a secco di contenimento restaurati nel pieno rispetto del paesaggio. Sullo sfondo, ma sembra di toccarle con un dito, le Alpi con il Monte Rosa nel ruolo di protagonista. «Adesso la collina è diventata un’attrazione per chiunque passa nella strada della “Traversagna” che porta al Santuario di Boca e che attraversa proprio i miei vigneti» racconta fieramente Davide Carlone, proprietario dell’omonima azienda vitivinicola: «il panorama è bellissimo e la zona affascinante, i miei vigneti si trovano all’interno di due parchi naturali, il Parco Naturale del Monte Fenera e il GeoParco del SuperVulcano della Valsesia».

Davide Carlona con la sorella Michela

Per chi fosse un po’ digiuno di geografia, ci troviamo nel nord del Piemonte, per la precisione a Grignasco, in provincia di Novara. Davide continua il suo appassionato racconto: «tutto parte nel 1991 con l’intenzione di far risorgere l’azienda di famiglia fondata dai miei nonni materni che ci lasciarono circa un ettaro di vigneto produttivo. Quando ero piccolino ho visto man mano il nostro territorio, che in passato era vocato alla viticoltura, trasformarsi in incolto per lasciare spazio alle industrie manifatturiere».

Il sogno (realizzato) di Davide Carlone

La determinazione di Davide lo ha portato a terminare gli studi e poi a cercare di rendere concreto il suo sogno con il supporto di Michela, sua sorella: «vedere risorgere l’elegante architettura agricola tipica del nostro territorio». Così inizia a recuperare i vigneti che gli anziani intendevano lasciare, trovando il sostegno di molti: «vedevano in me uno che avrebbe portato avanti la passione di tanti che avevano dedicato la vita alla viticoltura». Ovviamente le difficoltà non sono poche: «non è stato facile riuscire ad acquistare i terreni perché molti erano passati in eredità e non si sapeva nemmeno dove fossero i proprietari. Poi le parcelle erano piccolissime, suddivise tra tante persone: ho fatto più di 80 atti notarili per poter diventare proprietario dei miei 11 ettari attuali di vigneto. Poi tanta burocrazia, ma non ho mollato».

I vini di Boca

Nonostante non sia molto risaputo, i terreni di questa zona sono di matrice vulcanica, porfidi ricchi di molti minerali differenti: «qui c’era un supervulcano di dimensioni gigantesche nella preistoria e su questi suoli il nebbiolo dà il meglio di sé». Alle spalle delle vigne c’è, invece, un anfiteatro di montagne: «ci riparano dalle intemperie più brutte e provocano sbalzi termici eccezionali fra il giorno e la notte durante il periodo di maturazione delle uve». Il riflesso del territorio si sente forte e chiaro nei vini, sia quelli che escono come Colline Novaresi, sia i Boca Doc: sono vini ricchi di mineralità, balsamicità, freschezza e persistenza, caratteristiche presenti anche nelle annate più calde. Ma si tratta di prodotti di nicchia: «in questo territorio, nel tempo, abbiamo scontato un vuoto generazionale e quindi di comunicazione. L’Alto Piemonte, ma in particolare la denominazione Boca, è una zona piccola e poco conosciuta e chi ci cerca lo fa perché è un curioso. Poi, però, nasce l’amore, perché i vini hanno un grande carattere e rimangono impressi nella memoria».

Boca ’21 di Davide Carlone, il primo Tre Bicchieri dell’azienda

Durante le degustazioni per la guida Vini d’Italia 2026 del Gambero Rosso, delle etichette di Dadive Carloni ci è rimasto impresso in particolar modo il Boca ’21, con cui l’azienda ha ottenuto per la prima volta i Tre Bicchieri.

Nebbiolo con un piccolo saldo di vespolina, è un rosso intenso e raffinato, con aromi di genziana, erbe officinali e leggere note di liquirizia. Al palato l’eleganza è al centro dell’attenzione con tannini delicati e progressivi, struttura agile e finale lungo e armonioso: «Il mio primo Tre Bicchieri mi ha dato una grandissima soddisfazione! Ho sempre cercato di fare il meglio, non dando nulla per scontato e seguendo personalmente tutte le fasi di produzione».

Conclude Davide: «sono davvero molto felice che il Gambero Rosso quest’anno mi abbia notato ed apprezzato perché in questo modo il cliente e chi si avvicina per la prima volta a noi ha una garanzia di qualità: ho fatto molto lavoro partendo da un sogno e praticamente dal nulla, e dopo 35 anni mi ritrovo sulla Guida più prestigiosa con il premio più prestigioso. Spero ciò serva anche a dare ancora maggiore visibilità al Boca e a un territorio che se lo merita e che ne ha bisogno».

> Scopri i vini Tre Bicchieri 2026 regione per regione

© Gambero Rosso SPA 2026 – Tutti i diritti riservati
P.lva 06051141007
Codice SDI: RWB54P8
registrazione n. 94/2021 Tribunale di Roma

Privacy: Responsabile della Protezione dei dati personali – Gambero Rosso S.p.A. – via Ottavio Gasparri 13/17 – 00152, Roma, email: [email protected]

Made with love by
Programmatic Advertising Ltd

© Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati.

Made with love by Programmatic Advertising Ltd