Tra i protagonisti della rinascita dell’enologia calabrese occupa un posto di rilievo la cantina Brigante Vigneti & Cantina, che Enzo Sestito conduce a Cirò (Kr) insieme alla moglie Stefania Carè. A seguire la produzione, sin dalla vigna, è Enzo: un passato nella ristorazione prima di decidere nel 2010 di fondare l’azienda che prende il nome dalla contrada cirotana dove affondano le radici i suoi filari.

In verità, Enzo con la viticoltura ci è cresciuto, i suoi avi coltivavano la vite già dal finire dell’Ottocento, conferendo le uve alle grandi realtà locali e vinificandone solo una piccola parte per uso familiare. Forte di questa eredità, ma lontano dall’essere un autodidatta, grazie anche agli studi in agronomia, Enzo ha puntato fin dall’inizio su sé stesso e sulle potenzialità del territorio cirotano, scegliendo come compagni di viaggio i vitigni d’elezione: gaglioppo e greco bianco.

Sia in vigna che in cantina, il suo metodo è strettamente legato a un’artigianalità che recupera i gesti del passato, più che vignaiolo, Enzo ama definirsi un “custode della tradizione”, intesa nel senso più nobile del termine. È un artigiano colto, consapevole che per raggiungere il risultato sperato non basta replicare i gesti degli avi come un esercizio di nostalgia; la sua è una scelta agronomica precisa, sostenuta da una tecnica moderna. Un “romantico concreto” che sa bene come rinunciare alla chimica comporti molto più lavoro e un’attenzione maniacale in ogni fase, dalla pianta alla bottiglia.

L’azienda, che inizialmente contava meno di dieci ettari vitati, oggi ne vanta quattordici, oltre a undici ettari di uliveto. Metà dei vigneti furono piantati da Cataldo, padre di Enzo: da queste parcelle, le più vecchie e le più alte, nascono le Riserve di Cirò e la linea Zero. Dagli impianti più recenti provengono invece gli altri vini, tra cui l’Essenzo, un interessante bianco da uve pecorello in purezza.
La linea Zero è figlia dell’esperienza. È nata quando Enzo si è sentito pronto per una sfida che rappresentasse la sua filosofia: sottrarre per semplificare. Vinificare senza solfiti aggiunti, lieviti selezionati o filtrazioni è come camminare su un filo senza rete: un lusso concesso solo a chi sa portare in cantina uve perfettamente sane e mature. Per chiudere il cerchio, serviva un protagonista all’altezza: il gaglioppo, grazie al microclima di Contrada Brigante e alle escursioni termiche assicurate dall’altitudine (oltre 350 metri) e dalla vicinanza al mare, questo vitigno a bacca rossa eccelle anche vinificato in bianco, regalando al vino freschezza, sapidità marina e profumi di macchia mediterranea.

Nell’edizione della guida Vini d’Italia 2022 del Gambero Rosso avevamo premiato come Rosato dell’Anno proprio un’etichetta della linea Zero, quest’anno vi presentiamo, invece, lo Zero Gaglioppo Bianco 2024, che nasce da una singola vigna a 365 metri di quota, ben esposta alle brezze marine. Le uve, raccolte a mano, vinificano e maturano esclusivamente in acciaio. Al naso si presenta nitido, ricco di sfumature floreali e agrumate, con richiami alla frutta a polpa gialla e timbri erbacei di timo e salvia, chiudendo su una netta nota di sale marino. In bocca è fresco, sapido e ben verticalizzato dall’acidità, con un finale lungo in cui si rincorrono ritorni agrumati e fruttati.
Il successo del progetto Zero di Enzo e Stefania, un vero manifesto di resistenza artigiana, dimostra che il futuro del vino calabrese passa anche dal ritorno consapevole alla terra, rispettandola. Una scelta lontana dall’omologazione, che valorizzi con orgoglio il territorio e i suoi vitigni autoctoni. Anche il packaging della linea Zero è un manifesto programmatico e parte integrante del progetto. Enzo ha infatti scelto un richiamo alle antiche osterie, dove il vino sfuso si acquistava nella bottiglia da un litro avvolta nella carta per l’asporto, un ritorno alla civiltà contadina riletto in chiave moderna e raffinata.
L’etichetta è presente nella sezione Vini Rari della guida Vini d’Italia 2026 del Gambero Rosso, dedicata a quei vini pensati ed elaborati in una dimensione artigianale, prodotti in quantità limitate o limitatissime.
foto di Brigante Vigneti & Cantina
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