È stata senza dubbio la più ricca di sempre. E non poteva che essere così visto che la manifestazione ha nel suo nome l’aggettivo “Grandi” non solo per il prestigio delle Langhe, come è facile intuire, ma e soprattutto per l’apertura (giusta, visionaria e strategica) alla grandezza del Piemonte e delle sue Denominazioni che, proprio sotto questo “cappello regionale” comunicheranno sempre di più il valore dei singoli territori.
Negli spazi restaurati a dovere delle OGR (Officine Grandi Riparazioni), un tempo importante complesso industriale ferroviario di Torino, per due giorni (26 e 27 gennaio), in occasione di Grandi Langhe e il Piemonte del Vino sono state protagoniste migliaia di etichette presentate in anteprima da più di 515 produttori, tutti presenti dietro i loro banchi espositivi a spiegare varietà, suoli e curiosità delle loro bottiglie. «Il successo di questa decima edizione di Grandi Langhe e il Piemonte del Vino testimonia la forza e la credibilità del nostro territorio» – ha dichiarato Sergio Germano, Presidente del Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani – «La straordinaria partecipazione degli operatori e l’altissimo livello dei vini presentati confermano come le denominazioni di Langa continuino a essere un punto di riferimento nel panorama mondiale dei grandi vini. Grandi Langhe e il Piemonte del Vino non è solo una vetrina, ma un momento strategico di dialogo e crescita per tutto il sistema vitivinicolo piemontese».

Vi presentiamo alcuni degli assaggi più interessanti che abbiamo fatto, divisi tra le Anteprime (annate degustate per la prima volta), Conferme (annate già degustate in passato che abbiamo riassaggiato e che hanno confermato le nostre ottime impressioni) e le Novità (vini che abbiamo assaggiato per la prima volta in assoluto e ci hanno pienamente convinto). In chiusura troverete una vecchia annata di un grande Barolo che ci ha fatto emozionare.

Davvero esemplare questo Barbaresco firmato Giuseppe Cortese, in un’annata non facile come la 2023. Ciò che stupisce è l’eleganza, nonostante la gioventù del vino, la grana del tannino impeccabile e la lunghezza sapida molto profonda.

Molto buono il Pajoré di Sottimano che si distingue per i frutti neri di bosco che si sommano a un sottofondo fungino e balsamico. La bocca sorprende per il tenore acido sapido, il tannino è puntuto ma molto buono e perfettamente integrato alla materia.

Barolo Brea Vigna Ca’ Mia 2022 – Brovia
Il Brea Vigna Ca’ Mia è uno dei Cru di Brovia che preferiamo e il 2022 non fa eccezione. Superbo il naso, scandito da tocchi di frutto scuro, prugna e mirtillo su tutti, su un fondo balsamico e mentolato. La bocca è di grande eleganza, spessa, lunghissima e sapida.

Carema Riserva 2021 – Produttori di Carema
Una delle piccole cantine cooperative del Piemonte che lavora veramente bene e mette in bottiglia vini che sono vere espressioni della Doc Carema. La Riserva 2021 ne è un grande esempio. Grande vino del Nord della regione, fa emergere un Nebbiolo ossuto, snello, scarno nella struttura, ma dallo sviluppo verticale e molto sapido.

Colli Tortonesi Timorasso Bourg Verso Nord 2023 – Luigi Boveri
Il Timorasso di Luigi Boveri è davvero molto buono, invecchia molto bene e mantiene un’eleganza da manuale. Il 2023 non viene meno alle caratteristiche a cui ci ha abituati. Complesso al naso, fresco e sapido in bocca ma anche avvolgente e polposo.

Grignolino del M.to Casalese Monferace Brasal 2018 – Sulin
Azienda del Monferrato fondata più di un secolo fa, ha da sempre intrapreso la strada per la qualità. Esperti e convinti conoscitori del Grignolino ci offrono un Monferace che, a distanza di quasi otto anni dalla vendemmia, sembra ancora giovanissimo e “sul frutto”. Il palato è snello, scorrevole, sapido, dal tannino impeccabile e dai toni fragranti.

Moscato d’Asti Lumine 2025 – Ca’ d’Gal
Nonostante sia il frutto dell’ultima vendemmia, la 2025, il Lumine di Ca’ d’Gal mostra già la sua stoffa. Accanto ai profumi aromatici tipici del vitigno, fanno eco sentori di erbette aromatiche, ma anche toni floreali e di scorza d’agrume. La bocca è snella, la dolcezza calibrata, mai stucchevole e ben equilibrata dalla leggera carbonica presente.

Roero Arneis Seminari 2025 – Nino Costa
Ci aveva convinto pienamente la versione 2024, ci convince ancor di più la 2025, soprattutto se la immaginiamo in prospettiva con qualche anno in più. L’eleganza domina il naso e il sorso, il frutto bianco e i tocchi floreali anticipano una bocca sapida, lunga e fragrante.

Barolo Villero 2021 – Renato Molino
Piccola, piccolissima azienda di La Morra, che possiede una manciata di ettari tutti coltivati a Nebbiolo da cui produce solo Cru della Docg. In questo caso vi proponiamo il Villero, vigna prestigiosa che nell’annata 2021 offre profumi di prugna e terra bagnata, spezie orientali e tocchi mentolati. Bellissima la bocca grazie a un tannino soffice e goloso e a una bellissima acidità.

Alta Langa Il Viaggio Blanc de Blancs – Roberto Garbarino
Giovanissima realtà nata nel 2012 per volere di Roberto Garbarino, vignaiolo che dà il nome all’azienda. La specializzazione in Alta Langa ci porta a recensire questo delizioso Metodo Classico da sole uve Chardonnay. Si chiama Il Viaggio e si fa notare per delle note di agrume, di fiori bianchi e di erbe aromatiche su un fondo di crosta di pane. La bocca è snella, freschissima, fragrante, ma non manca una bella polpa.

Canavese Nebbiolo La Vila 2022 – Luca Leggero
Luca Leggero, classe 1990, nasce a Villaregia un piccolo paesino del Canavese. È qui che vinifica i vitigni della tradizione del territorio, a partire dal Nebbiolo, precisamente clone Picotendro (tipico del Canavese) che vi presentiamo. Profumi di viola e ribes anticipano una bocca elegante, fine, sottile, ma polposa, lunga e dinamica e dal tannino delicato e integrato.

Piemonte Chardonnay Terre dei Galleani 2024 – Cantina Sociale Barbera Sei Castelli
Sei Castelli è la Cooperativa dell’Astigiano specializzata soprattutto sulla Barbera. Questa volta però vi presentiamo una nuova etichetta, prodotta per la prima volta grazie alla vendemmia 2024. Chardonnay in purezza, vinificato in botti di acacia, mostra tutta la sua complessità olfattiva e gustativa nonostante la sua vita sia ancora all’inizio. Cenni di frutto giallo, erbe mediterranee per una bocca piena, ampia, ma molto dinamica.
Alta Langa Extra Brut Parcellaire 2020 – Enrico Serafino
Passano diversi mesi dal nostro ultimo assaggio, ma il Parcellaire di Enrico Serafino continua a stupirci. È davvero una delle grandi bollicine italiane e si distingue per un’eleganza senza pari. Bassissimo il dosaggio, integrata l’acidità, incredibile la persistenza di questo Metodo Classico da selezione delle migliori parcelle e frutto (quasi) della sola uva Pinot Nero a cui si aggiunge un 5% di Chardonnay.

Barbaresco Starderi 2020 – Mura Mura
Mura Mura è il progetto del duo Martinetti/Grom, già conosciuti per quella grande impresa di qualità legata al gelato artigianale. Nella loro azienda producono diversi vini di qualità altissima tra cui spicca lo Starderi, Cru di Barbaresco che nella 2020 offre un naso complesso e sfaccettato, dove si sente il frutto rosso, le spezie e un tocco di sottobosco delizioso. Buonissimo anche in bocca per setosità del tannino e per una bellissima freschezza.

Barbaresco Tettineive 2021 – Scarpa
Un vino molto tradizionale, austero, ma allo stesso tempo fine e leggiadro. Il naso ci fa pensare subito a un grande Barbaresco, grazie ai toni di mora, ciliegia, ma anche di terra bagnata, foglie secche e resine. La bocca è ancora rigida nelle parti dure, ma comunque avvolgente e piena. Finale lungo e di grande sapidità.

Barbera d’Asti Genio 2023 – Gianni Doglia
Un grande Barbera d’Asti frutto di un grande vignaiolo, vero esperto di Barbera, oltre che maestro del Moscato d’Asti. Genio 2023 è un vino goloso, molto tipico, rispettoso del vitigno e di un grande territorio, l’astigiano. Profumi di prugna e pepe nero anticipano un sorso pieno, fitto, dal bellissimo tannino e dall’acidità spiccata ma ben integrata alla materia.

Barolo Bricco Ambrogio 2021 – Negretti
Davvero superlativo il Bricco Ambrogio di Negretti, un Barolo che nell’annata 2021 sembra offrire tantissimo, sia per il naso, ma soprattutto per il palato, grazie a un sorso perfettamente armonico tra acidità che regala freschezza, sapidità che dona allungo e un tannino che dà ritmo al sorso.

Barolo Villero 2021 – Livia Fontana
Un vino austero, classico, tradizionale, è il Barolo di Livia Fontana, delizioso nei torni olfattivi di mora, sottobosco, spezie e cenni balsamici, ancor di più per un sorso elegante e fine, leggiadro per la scorrevolezza, ma di gran carattere per sapidità e impronta tannica.

Derthona Timorasso Santa Croce 2023 – La Colombera
Seconda annata di produzione per Santa Croce 2023, un Derthona frutto di una vigna specifica che rende omaggio a un grande vitigno piemontese, il Timorasso. Quello di La Colombera è un vino elegantissimo, che fa capire fin da subito che invecchierà molto bene. Dopo quasi tre anni dalla vendemmia mostra un naso integro, dai toni di anice, frutto bianco e fiori. La bocca è sapida, lunga, freschissima e tanto tanto pulita.
Barolo Bussia 2012 – Giacomo FenocchioCi permettiamo, alla fine di questo percorso, di uscire leggermente dal selciato per offrirvi due parole su una vecchia annata di Barolo, la 2012, frutto del celebre cru Bussia. Il produttore è Claudio Fenocchio, vignaiolo vero ed esperto e questo millesimo sorprende davvero. Nonostante l’annata calda, il vino è in stato di grazia, nessun cenno di evoluzione di troppo ma solo tanta complessità al naso e una bocca favolosa per lunghezza, spessore e grana del tannino.
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