In Trentino, all’indiscusso livello qualitativo dei Trentodoc che anche quest’anno fanno la parte del leone per numero di vini premiati con i Tre Bicchieri 2026, si sono ormai affiancati bianchi e rossi fermi sempre più interessanti per carattere e aderenza territoriale. Il merito va alla costante dedizione di una schiera di vignaioli, cantinieri e imprenditori decisi a puntare sulle varietà da uve autoctone, così come anche su vitigni che già da tempo qui sono di casa. Una delle grandi varietà è il teroldego che nella piana Rotaliana, dà vita a rossi complessi, profondi, dalla beva scorrevole e appagante.

Il teroldego è il vitigno autoctono a bacca nera più importante in Trentino; viene coltivato soprattutto nel Campo Rotaliano, una pianura alluvionale formata dai detriti portati a valle dal torrente Noce. La pianta è molto generosa e in passato, con altre visioni agronomiche e produttive, completamente opposte a quelle di oggi, dava grandi quantità d’uva. Attualmente, con il passaggio a una vitivinicoltura di qualità, il teroldego, se ben gestito, è in grado di dare dei grandi vini rossi, fragranti e succosi, in gioventù, quando vinificati solo in acciaio; profondi e affascinanti nelle versioni più ambiziose che dialogano con il legno. La comune vulgata sulle origini del nome del vitigno lo fa derivare da “tiroler gold”, l’oro del Tirolo, che era la terminologia utilizzata nella corte di Vienna per descrivere il vino che arrivava da questa provincia dell’Impero Asburgico.

Tra i Teroldego che abbiamo apprezzato di più, ce n’è uno che ha ottenuto il premio per il Miglior Rapporto Qualità Prezzo regionale sulla guida BereBene 2026 del Gambero Rosso. È il Teroldego Rotaliano 2023 di Dorigati, famiglia di viticoltori da cinque generazioni (la cantina è stata fondata nel 1858), che non ha mai perso il piglio artigiano, come risulta evidente dalla spiccata caratterizzazione nei vini che meglio rappresentano la tradizione trentina.
L’etichetta premiata offre cenni di falò spento, tratteggiato da cenni di frutto nero e rosso, ciliegia, e mirtillo. Il sorso è sottile e goloso, ma ha una buona consistenza, con una trama tannica setosa e un finale speziato, dalla buona persistenza. Si apre all’olfatto con ricordi cinerei e ancora note scure tostate, frutta nera, soprattutto mirtillo. Il sorso è maturo, lucido, goloso e di buon allungo.
Il Teroldego resta il vino di riferimento aziendale, ma sono proposte anche etichette a base di lagrein e pinot grigio e alcune selezioni con un blend di vitigni internazionali, oltre al principe di casa, il Trento Methius.
Niente da mostrare
Reset© Gambero Rosso SPA 2026 – Tutti i diritti riservati
P.lva 06051141007
Codice SDI: RWB54P8
registrazione n. 94/2021 Tribunale di Roma
Modifica preferenze privacy
Privacy: Responsabile della Protezione dei dati personali – Gambero Rosso S.p.A. – via Ottavio Gasparri 13/17 – 00152, Roma, email: [email protected]
Resta aggiornato sulle novità del mondo dell’enogastronomia! Iscriviti alle newsletter di Gambero Rosso.
Made with love by
Programmatic Advertising Ltd
© Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati.
Made with love by Programmatic Advertising Ltd