Lo scorso settembre, alla vigilia della vendemmia, Franco Adami, presidente del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG, ha affermato che lโannata 2025 potrebbe essere una delle piรน importanti dellโultimo trentennio, eccezionale sul fronte qualitativo, e non ci sarebbe da stupirsi visti gli ottimi risultati di questi ultimissimi anni. Durante le degustazioni per la guida Vini d’Italia 2026 del Gambero Rosso dedicate al Veneto, per il comprensorio del Prosecco Superiore, abbiamo trovato spumanti piรน tesi e agili del solito, dove la finezza e la tensione acida hanno avuto la meglio sulla pienezza e ciรฒ ha permesso alla sapiditร di diventare protagonista, caratteristiche che troverete nelle etichette premiate prodotte tutte da aziende storiche della denominazione.

Tra queste Andreola, che preferisce scrivere solo Valdobbiadene in etichetta senza Prosecco, per evidenziare le caratteristiche specifiche del territorio, come ha spiegato Stefano Pola proprietario dellโazienda di Farra di Solig, distinguendo due prodotti diversi, il Prosecco Doc e appunto il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore, troppo spesso accumunati nell’immaginario collettivo. Eย Bisol1542, che a Vinitaly ha presentato la nuova etichetta Rive di Campea 2024 Extra Brut, un vino che ritrae alla perfezione le peculiaritร della zona, oltre a I Gondolieri 2024, il Prosecco Superiore Brut con il minor grado alcolicoย della denominazione, per la prima volta aย 10 gradi.

Il nome completo dellaย Docgย รจย Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore, i cui confini territoriali erano giร stati piรน o meno definiti intorno agli anni Trenta del secolo scorso:ย la Doc arriverร nel โ69 ed evolverร in Docg nel 2009. La zona tutelata dalla denominazione si estende sul territorio diย 15 comuni, ma a darle il nome sono soltanto due di questi:ย Conegliano, che รจ un poโ la capitale culturale del distretto โ visto che ospitaย una delle piรน importanti scuole enologiche del nostro Paese dal 1876 -,ย eย Valdobbiadene, che rappresenta ilย cuore produttivoย del territorio.
Tra le due cittadine ci sono le colline che ospitano gliย 8600 ettari vitatiย della denominazione, protette dai venti freddi del nord dalle Dolomiti. La loro altitudine va daiย 100 ai 500 metriย sul livello del mare, ma ciรฒ che rende la zona davvero caratteristica รจ lโestrema pendenza di alcuni versantiย di queste colline, che per essere coltivati con la vite hanno bisogno deiย โciglioniโ, una sorta di terrazzamenti che non si servono della pietra come sostegno, ma diย terra inerbita. Il paesaggio รจ spezzettato in unย mosaico verdeย che alterna questi peculiari appezzamenti di vigneto con folti boschi, garanzia di biodiversitร . La particolare conformazione morfologica della zona e queste pratiche agricole nei secoli hanno contribuito a disegnare il territorio:ย nel 2019ย le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadeneย sono state dichiarate Patrimonio Unesco.

La zona, oltre a essere un mosaico di vigne, รจ anche un mosaico dal punto di vista geologico con suoli molti diversi tra loro. Ci sono colline modellate dal ritiro dei ghiacciai dolomiticiย che si alternano aย suoli profondi con matrici argilloso-ferrose, ma anche aย suoli di origine marina, dove le marne e le arenarie la fanno da padrone. Questa estrema varietร ha creato delleย microzoneย che attualmente sono riconosciute anche dal disciplinare di produzione. Non รจ infrequente, infatti, trovare nelle etichette iย nomi dei comuni o delle frazioniย da cui i vini hanno origine, zone che, negli anni hanno dimostrato di essere particolarmente vocate: sono le cosiddette Rive, 43 microzone cui bisogna aggiungere Cartizze, unโaltra porzione di territorio particolarmente prestigiosa (si estende per ca 110 ettari).
Eccoli qui i Valdobbiadene Prosecco Superiore che hanno ottenuto il massimo riconoscimento della guida Vini dโItalia 2026 del Gambero Rosso.

Conegliano Valdobbiadene Rive di Ogliano Extra Brut 2024 – BiancaVigna
Lโampiezza aromatica caratterizza il Rive di Ogliano โ24, dai profumi raffinati che si concretizzano in un sorso asciutto, sapido e di pregevole finezza. La cantina di Elena e Enrico Moschetta si adagia fra le pieghe collinari della zona di Ogliano, circondata dalle vigne e perfettamente inserita nellโambiente circostante. Nella sua costruzione nulla รจ stato lasciato al caso, coniugando le necessitร tecnologiche con il rispetto per la delicatezza e la fragilitร del territorio. La produzione รจ ovviamente incentrata sul Conegliano Valdobbiadene, interpretato con uno stile che pone grande attenzione a soliditร e armonia gustativa.ย Dalle parcelle piรน vocate nelle zone di Ogliano, Soligo e Collalto giungono i vini piรน convincenti, capaci di associare alla tipica piacevolezza della tipologia lโespressione piรน autentica del territorio.

Valdobbiadene Brut V. V. 2024 – Ruggeri & C.
La vendemmia 2024 ha conferito profumi tenui e delicati al Vecchie Viti, un Brut a tiratura limitata prodotto con uve raccolte su piante quasi centenarie che mette in luce una dinamica gustativa asciutta, tesa e di grande agilitร . Nata nel 1950 per volontร delle famiglie Bisol e Ruggeri, da meno di dieci anni la grande azienda di via Prร Fontana รจ di proprietร del gruppo Rotkรคppchen-Mumm, ma di fatto nulla รจ cambiato nella gestione tecnica. Fabio Roversi, oggi come allora, gestisce tutta la fase produttiva, dal conferimento delle uve da parte dei tanti viticoltori locali allโimbottigliamento, riservando le migliori partite di uva alle etichette piรน ambiziose.

Valdobbiadene Rive di Campea Extra Brut 2024 – Bisol1542
Emblematica รจ la valorizzazione della grande vigna di Campea, unโesposizione di pregio perfettamente recuperata e che fornisce uve di carattere.ย Proprio da questa ampia e soleggiata vigna giunge il vino piรน convincente, un Extra Brut โ24 dai profumi soffusi e quasi timidi che perรฒ si manifestano nitidi e in continua evoluzione. Il sorso trova armonia e lunghezza nel rapporto fra sapiditร e aciditร , che conferiscono al vino dinamismo e profonditร . Lโazienda di via Follo ha sempre rappresentato un punto di riferimento per gli appassionati delle bollicine trevigiane, ma va rimarcato come negli ultimi anni alla qualitร organolettica dei vini sia stata affiancata una lettura precisa delle opportunitร interpretative che offre un panorama viticolo vario come quello valdobbiadenese.

Uno spumante che ha inventato uno stile, dove la componente aromatica รจ sussurrata e mai gridata, lโaciditร costituisce il nervo della dinamica gustativa senza diventare protagonista, le bollicine accompagnano il sorso con delicatezza e brio. Generalmente il tessuto produttivo di Valdobbiadene vede le aziende spumantizzatrici rifornirsi quasi esclusivamente da viticoltori locali, dedicandosi pressochรฉ totalmente alla trasformazione delle uve senza curarne la parte viticola. Graziano Merotto invece ha sempre avuto un rapporto speciale con la sua terra e lโazienda gestisce direttamente unโampia piattaforma viticola, situata su alcune delle piรน belle esposizioni della denominazione.

Valdobbiadene Rive di Farrรฒ Extra Brut Particella 232 2024 – Sorelle Bronca
Il Particella 232 presenta profumi tenui dominati dal frutto bianco che interseca timide suggestioni vegetali e una sottile vena minerale. Il sorso รจ asciutto, dominato dalla sapiditร e dotato di un grande allungo. Ersiliana e Antonella sono fra le interpreti piรน interessanti della denominazione trevigiana, non solo per la qualitร organolettica dei loro vini ma ancor piรน per la capacitร di far risaltare le differenze che suoli, esposizioni e condizioni climatiche conferiscono alle uve a seconda della vigna di provenienza. Rua di Feletto, Farrรฒ e Colbertaldo rappresentano i tre grand cru di una produzione di carattere che non rinuncia mai al profilo di immediatezza e freschezza tipiche della tipologia.ย In occasione di una vendemmia non facile come la 2024 Farrรฒ rivela tutto il suo valore.

Dalle migliori vigne di San Pietro di Barbozza provengono le uve destinate al Motus Vitae โ23, un calice che mette in luce profumi complessi, dove alle note fruttate si aggiungono le suggestioni di pane raffermo e fiori secchi. Al palato la sapiditร sopperisce allโassenza di zucchero e il vino si distende con agilitร e tensione. Lโavventura dellโazienda comincia ufficialmente piรน di settantโanni fa, ma il legame fra la famiglia Bortolomiol e la viticoltura di Valdobbiadene vanta radici ben piรน profonde. Contenuta la piattaforma viticola di proprietร , ma alla produzione contribuisce una fitta trama di viticoltori che gestisce piccoli fazzoletti di terra che si adagiano ora su dolci declivi ora su pendii erti, dove le vigne forniscono le uve per una produzione di assoluto valore.

Molti i vini di Andreola convincenti anche questโanno, con lโExtra Dry Nazzareno Pola โ24 che si presenta come una delle interpretazioni piรน interessanti della denominazione. Al naso si colgono delle suggestioni fruttate mature che lasciano una timida nota floreale sullo sfondo, mentre al palato la perfetta fusione fra bollicine, aciditร e dolcezza conferisce al sorso armonia e lunghezza. Stefano Pola nel volgere di pochi anni ha saputo trasformare lโazienda di famiglia in una delle realtร piรน interessanti della storica denominazione trevigiana, rimodernando la cantina, ampliando la piattaforma viticola e realizzando una nutrita gamma di etichette che raccontano il legame fra la glera e le colline patrimonio dellโUnesco. Accanto a lui in cabina di regia cโรจ lโenologo Mirco Balliana, che dร vita a vini di grande precisione stilistica e eleganza gustativa.

Cartizze Brut La Rivetta 2024 – Villa Sandi
Il Cartizze sembra ombra di dubbio รจ il grand cru della denominazione del Prosecco Superiore, un centinaio di ettari collinari splendidamente esposti dove da secoli si coltiva la vite per ricavarne vini raffinati e armonici. Non fa eccezione La Rivetta โ24 della famiglia Moretti Polegato, un Cartizze declinato in versione Brut che porge profumi intensi di mela, pera e fiori che ritroviamo al palato, dove il vino rivela la perfetta fusione fra aciditร , dolcezza e bollicine. Giancarlo Moretti Polegato รจ un produttore che nel volgere di pochi decenni ha saputo imprimere un cambio di passo al tessuto imprenditoriale dellโarea del Prosecco Superiore, sviluppando parallelamente tanto la parte viticola, giunta ormai a estendersi per diverse centinaia di ettari, quanto quella produttiva e commerciale, facendo di Villa Sandi uno dei player principali della denominazione regina delle bollicine.
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