L’enoturismo mondiale vale 46,5 miliardi di euro, la quota europea su questo giro d’affari pesa per oltre metร , mentre quello italiano ha un valore di 3,1 miliardi di euro, con una crescita media annua di circa il 9,2 per cento. Va da sรฉ che questo comparto รจ ormai un asset decisivo per far quadrare i bilanci delle imprese, attenuando l’attuale situazione di crisi di tutta la filiera. Il messaggio arriva dall’incontro-webinar su Vino italiano, rotta Germania: dai vigneti alle esperienze, lโenoturismo che crea valore per territori e mercato.
Alto livello di istruzione, reddito sopra le medie, interesse per cultura, terroir e produzione, ricerca di degustazioni personalizzate e di contatto esclusivo col vignaiolo, tranquillitร e benessere. Sono le caratteristiche degli enoturisti tedeschi adulti (cosiddetti best ager) che, secondo Susanne Wess, esperta del settore e fondatrice della piattaforma Wine2Stay, si caratterizzano perchรฉ mediamente spendono piรน del turista tradizionale, puntando all’enogastronomia e a esperienze dirette nelle cantine italiane. Attualmente, gli enoturisti provenienti dai mercati di lingua tedesca (Germania, Svizzera e Austria) sono un bacino in crescita. Ecco perchรฉ le cantine italiane dovrebbero investire migliorando servizi, accoglienza e proposte.

In Italia, l’enoturista tedesco cerca prevalentemente esperienze sul vino e sulla gastronomia (61%), associa l’Italia ai concetti di vino e cucina (50%), pianifica visite ai produttori (30%) ma soprattutto acquista vino direttamente in cantina (87%). A bilancio, investire nell’enoturista tedesco con offerte complete che comprendono pernottamenti, vendita di prodotti, esperienze e ristorazione significa incassare mediamente 180 euro al giorno per persona.
ยซDurante il 2025, le cantine medio-piccole hanno generato con l’enoturismo il 35% dei propri ricavi. Ecco che – avverte Weiss – l’alloggio in cantina diventa un valore aggiunto decisivoยป.
Chiaramente ci sono diversi errori da evitare secondo i suggerimenti di Susanne Weiss durante il webinar. L’elenco รจ vario. Il primo errore in campo enoturistico รจ proporre offerte standardizzate, il secondo รจ comporre gruppi troppo grandi per le visite in cantina, il terzo รจ l’effetto Disneyland che spesso si crea nelle cantine e che fa perdere autenticitร all’esperienza, il quarto รจ la scarsa raggiungibilitร della cantina (tema questo approfondito durante il Vinitaly da Ceseo e Movimento turismo del vino), il quinto รจ la lentezza nel dare risposte alle richieste del cliente e, infine, la mancanza di trasparenza sui prezzi.

Oltre ai best ager, Wine2Stay ha tracciato un’altra categoria di enoturisti: quelli piรน giovani, tra 25 e 45 anni. Un target molto particolare, che dall’esperienza in cantina cerca autenticitร , emozioni e ricordi. Il profilo corrisponde a individui di reddito medio-alto, appassionati di natura, sport ed eventi, con un occhio alla sostenibilitร , desiderosi di fare esperienze col vino (come la vendemmia) in cerca di piattaforma curate e di prezzi trasparenti, con la volontร di condividere le loro esperienze sulle community social.
ยซSiamo di fronte a un target per il quale รจ importante portarsi a casa qualcosa di concreto, che hanno potuto fare in cantina, in modo da raccontarlo agli amici o pubblicarlo sui social. Amano vivere qualcosa di nuovo, non vogliono esperienze giร pre-confezionate. A volte queste esperienze possono essere semplicemente un calice di vino assieme al vignaioloยป.
Wine2Stay, che ha lanciato un’applicazione sul turismo di qualitร partendo proprio dall’Italia, ha provato anche a tracciare l’identikit generale dell’enoturista del futuro. I clienti si orienteranno su esperienze iper personalizzate (sfruttando l’intelligenza artificiale), privilegeranno modelli phygital (digitale + reale), le cantine come destinazioni immersive (dai 3 ai 6 giorni di presenza media), offerte multisensoriali (vino + emozioni). Dal lato delle cantine, sarร importante l’uso dei Crm (software per la profilazione dei clienti e l’organizzazione delle visite) e la fidelizzazione come base del business, cosรฌ come offrire delle attivitร per tutto l’anno. Mentre saranno avvantaggiati quei territori che si presentano come ecosistemi integrati.

ยซIn generale, la forbice del vino si sta aprendo, senza lasciare spazi intermedi. Da un lato – ha dichiarato nel suo intervento Domenico Tappero Merlo, produttore in Piemonte e vice direttore del Master in comunicazione per il settore enologico dell’Universitร Cattolica di Piacenza – c’รจ l’evoluzione del vino come semplice alimento, che riguarda il mondo industriale, basato su un prodotto che sta sul mercato in funzione del prezzo; dall’altro lato, c’รจ il vino come emozione. E ai piccoli produttori non resta che essere fornitori di emozioniยป.
Per questa ragione, in ambito enoturistico, occorre che si passi ยซdalla degustazione analitica a quella emozionale. La prima – spiega – si tiene coi sommelier mentre l’altra costruisce qualcosa che fa emozionare. L’enoturista ama il vino abbinato a cibo e eccellenze di territorio. Quindi, se riusciamo a coinvolgere assieme al vino anche, per esempio, il casaro o il salumiere, consentendo addirittura al turista di imparare a cucinare, significa portarlo dentro le storie che raccontiamo. Questo รจ un aspetto su cui dobbiamo assolutamente lavorare. Perchรฉ sono queste le cose – ha concluso Tappero Merlo – che l’enoturista tedesco si aspetta in Italiaยป.
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