La richiesta

I vini a bassa gradazione naturale vogliono l'indicazione in etichetta. Il pressing del Consorzio Doc Delle Venezie

Il Consorzio chiede che anche per la tipologia ci sia la possibilitร  di distinguersi ed essere riconoscibile agli occhi dei consumatori, cosรฌ come avviene per i no alcol. Il direttore Sequino: "C'รจ tempo fino a fine 2026"

  • 18 Giugno, 2026
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Il vino a bassa gradazione naturale, all’interno dell’ampia famiglia dei vini no-low alcol che si possono produrre in Europa e anche in Italia, deve avere una specifica indicazione in etichetta, che consenta a questa tipologia di distinguersi favorendo l’informazione nei confronti dei consumatori. L’appello รจ stato lanciato dal Consorzio del Doc Delle Venezie nel corso del convegno Il vino cambia: sfide ed opportunitร . Il Pacchetto Vino e le sue prime applicazioni, organizzato da Unione dei giuristi della vite e del vino, la Camera civile di Mantova e Legal hackers Mantova, sabato 13 giugno presso la Cantina di Quistello.

Modifiche normative

L’ente di tutela presieduto da Luca Rigotti , che ha appena annunciato i provvedimenti per il controllo delle produzioni nella vendemmia 2026, รจ al lavoro da almeno un anno su un vasto progetto, ad ampio spettro, che dovrebbe portare la denominazione a produrre un Pinot grigio Doc a bassa gradazione naturale. Progetto molto lungo, delicato, che si incrocia con la necessitร  di introdurre nella Doc i vitigni resistenti, coinvolge numerosi enti di ricerca universitari e su cui il direttore Stefano Sequino spiega che non ci sono tempi definiti per la conclusione, dal momento che la sperimentazione sarร  applicata anche alle uve della campagna 2026/27.

I tempi sono stretti, invece,ย nel momento in cui si vuole dare a questa specifica categoria del low alcol unย adeguato riconoscimento normativo. ยซI vini a bassa gradazione alcolica naturale – spiega Sequino – si distinguono nettamente dai vini dealcolati e da quelli parzialmente dealcolati, in quanto la riduzione del contenuto alcolico รจ il risultato di interventi effettuati direttamente in vigneto e non mediante lโ€™applicazione in cantina di tecnologie di sottrazione dellโ€™alcol etilicoยป. Al momento il lavoro su un futuro Pinot grigio light, tra 8 e 9 gradi alcolici, si sta concentrando su cinque cloni specifici, mentre non รจ stato ancora definito il nome definitivo del prodotto.

Il 2026 sarร  decisivo

Nell’ambito del processo di revisione dei decreti applicativi europei in materia di vini no-low alcol, che inizierร  a breve, come spiega Sequino al settimanale Trebicchieri del Gambero Rosso, c’รจ tempo fino a fine 2026 per inserire le opportune modifiche alla normativa, a patto che queste vengano richieste esplicitamente dalle istituzioni competenti sui tavoli europei. Il Consorzio sta attualmente dialogando, alla base, con le associazioni di categoria del settore vitivinicolo (anche europee) e, dal lato istituzionale, col Ministero dell’agricoltura italiano e col Comitato vini per avanzare le proprie richieste. ยซCi sarร  tempo fino a fine anno per provare a inserire le modifiche necessarie al quadro di norme in vigore e far sรฌ che questa tipologia di vini a bassa gradazione naturale possa ottenere un’indicazione chiara e specifica in etichettaยป. L’alternativa potrebbe essere data anche dal negoziato a livello europeo sulla nuova Pac che รจ previsto nel 2027: ยซAvremo diverse occasioni per portare avanti le nostre istanzeยป, aggiunge Sequino.

Trend positivo e opportunitร  sui mercati esteri

I vini a bassa gradazione, secondo quanto emerso dal convegno di Quistello, rappresentano una risposta alla crisi climatica e ovviamente sono un’occasione di sviluppo e di incremento della competitivitร  delle imprese. Nei principali mercati internazionali, il comparto low-alcol continua a registrare tassi di crescita particolarmente evidenti, ricorda il Consorzio. Negli Stati Uniti, il primo cliente di riferimento della Doc del Nord Est, che conta 230 milioni di bottiglie annue, sono stimati tra il +15% e il +18% nel periodo 2024โ€“2028, con un valore complessivo atteso prossimo ai 4โ€“5 miliardi di dollari entro il 2028, aprendo ยซnuove opportunitร  per le produzioni vitivinicole di qualitร ยป.

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