23 Set 2011 / 12:09

Ciao Annalisa, pasionaria del gusto

Annalisa ci ha lasciati. Non ce l'ha fatta nella battaglia con un cuore che l'ha abbandonata dopo una lunga serie di sfide e compromessi. Proprio quel cuore che infondeva al suo sorriso e ai suoi occhi la luce di una vitalità e di un amore che lei a volte dubitava di avere, ma che è sempre stata la scintilla che ti colpiva quando l

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Annalisa ci ha lasciati. Non ce l'ha fatta nella battaglia con un cuore che l'ha abbandonata dopo una lunga serie di sfide e compromessi. Proprio quel cuore che infondeva al suo sorriso e ai suoi occhi la luce di una vitalità e di un amore che lei a volte dubitava di avere, ma che è sempre stata la scintilla che ti colpiva quando l

a incontravi.

 

La scorsa estate a Palermo, affaticata da un battito che le rendeva difficile respirare, ha voluto fare lei a casa sua una cena di pesce, con crudi e cotti, che lei non poteva  neppure assaggiare. Ma ci teneva. E ci ha spediti in giro col marito, Andrea, a vedere e provare tutta una serie di bar e rosticcerie che ci teneva conoscessimo o visitassimo di nuovo. Anche se lei non poteva permettersi, sotto l'afa e l'umidità dell'impietoso agosto siciliano, di accompagnarci.

 

Annalisa Sagona era una nostra collaboratrice attiva e sempre appassionata, ci teneva a scoprire storie nuove, a raccontare le passioni e le emozioni che erano il motore di giovani creatori di sapori e di ingredienti particolari. Perché, come noi, è sempre stata convinta che solo l'amore per la terra, per il proprio lavoro, per le cose che si offrono al prossimo fossero gli ingredienti per riprenderci la terra e l'intelligenza, per migliorare il mondo e chi lo abita.

 

Dopo mesi di pellegrinaggi in cliiniche e centri specializzati, Annalisa non ce l'ha fatta a superare la crisi di un intervento a cuore aperto. Sperava con tutta se stessa di ritrovare una vita più attiva, di tornare a scrivere per la nostra rivista e per la guida dei bar, l'unica che ultimamente riusciva con fatica a seguire. Purtroppo non la leggeremo più. Non avremo più il suo punto di vista, militante ma anche estremamente sensibile e rispettoso verso chi fa un lavoro onesto e ci mette tutto se stesso. La sua capacità di capire e sentire le cose è stata per me sempre un punto di riferimento certo. Il suo sorriso e la forza che ha sempre messo nei rapporti umani e di lavoro lasciano un vuoto senza parole per descriverlo. Annalisa è una donna senza la cui vitalità sarà molto più difficile sopravvivere: per tutti, soprattutto per chi l'ha conosciuta e le ha voluto bene.

 

Annalisa non era famosa, anche perché non gliene è mai importato nulla. Ma la sua presenza e la sua attività che svolgeva per hobby e passione (per lavoro era impiegata in ospedale) era decisamente un riferimento per Palermo, per la sua Sicilia e non solo. La sua è la storia di una donna che ha fatto del cibo, del vino e delle storie che ci stanno dietro e dentro un fatto di cultura e di coscienza, un'esperienza rivoluzionaria, ben lontana dai cliché, dalle mode e dagli snobismi che spesso annacquano gl sforzi di chi crede nell'onestà intellettuale. Annalisa, col suo sorriso e la luce che ti lanciava dai suoi occhi vivi e curiosi, era una vera pasionaria del gusto.

Foto di apertura di Igor Petyx

 

23/09/2011

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