Tutto sulle clementine, dalle leggende alle proprietà nutrizionali fino ai loro tanti usi e alle tradizioni locali.

 

 

Agrumi rinfrescanti e dalla spiccata dolcezza, il loro profumo simboleggia l’arrivo dell’inverno e del periodo natalizio. Parliamo delle clementine.

La storia

La storia delle clementine è piuttosto misteriosa. Sembra, infatti, che questi agrumi siano il frutto di un accidentale innesto tra un mandarino e un arancio amaro avvenuto nel giardino dell’orfanotrofio di Misserghin, in Algeria. Attenendoci a questa ipotesi, a scoprire questi nuovi agrumi fu Fra Clément Rodier (da cui avrebbero preso il nome) intorno agli anni ’40 dell’800. Una scoperta, quella di Fra Rodier, che ben presto fece la felicità di molti paesi, compresa l'Italia, dove le clementine attecchirono principalmente in Calabria, Puglia e Sicilia. Un'altra ipotesi, invece, attesta che la clementina sia in realtà un agrume molto più antico di origine asiatica e che poi sia stata solo diffusa da Fra Rodier, diventando uno degli agrumi più venduti in Europa.

Le varietà

Le prime menzioni dell’ibrido come nuova specie (Citrus reticulata Blanco) risalgono agli inizi del '900, e oggi le varietà disponibili sul mercato continuano a crescere. In Italia sono coltivate soprattutto in Calabria e in Puglia, dove hanno ottenuto anche il marchio IGP. In Calabria sono coltivate dagli anni ‘50 soprattutto nelle piane di Sibari, Corigliano, Gioia Tauro e nella Locride e, grazie al clima mite e regolare, giungono a maturazione già durante i primi giorni di ottobre. In Puglia, invece, fin dal secondo dopoguerra viene coltivata la clementina del Golfo di Taranto lungo le coste a ridosso delle Murge occidentali verso la Basilicata. Qui questi agrumi hanno segnato profondamente l’economia e la cultura di questi territori tanto da far attribuire a Palagiano il titolo di “Città delle clementine”.

La differenza tra mandarini e clementine

Spesso la clementina viene ancora scambiata per il mandarino, eppure ci sono delle differenze ben visibili. A partire dalla scorza, più spessa nel mandarino e più sottile e flessibile nella clementina, per continuare con la quantità di semi: se non li amate il consiglio è di preferire le clementine. Anche il gusto è diverso: le clementine (dette anche mandaranci) ricordano le arance, mentre i mandarini sono leggermente più aspri. Se c'è, invece, una cosa che li accomuna, è la quantità di vitamina C.

Proprietà nutrizionali

Tornando alle clementine, il contenuto di vitamina C è di 54 mg per 100 grammi (qui trovate la composizione chimica per 100 g di parte edibile), ma il regalo più grande della clementina è nel colore della sua polpa luminosa, dovuto all’elevata quantità di beta carotene presente, che fornisce vitamina A utile a regolare l’assunzione di ferro, il mantenimento della pelle e il sistema immunitario oltre ad essere un potente antiossidante.

Clementina Curd

La ricetta del Clementina Curd

Le clementine possono essere consumate al naturale o adoperate per sciroppi, sorbetti e marmellate da spalmare sul pane o da usare nella preparazione di dolci come la crostata o i biscotti ripieni. Qui vi regaliamo la ricetta del Clementina Curd.

Ingredienti

120 g di zucchero

80 ml di succo di clementina

1 cucchiaio di succo di limone

1 cucchiaio di fecola di patate

56 g di burro

4 g di scorza di clementina

Per i frollini

250 g di farina

125 g di burro

125 g di zucchero

3 rossi d'uovo

In una ciotola resistente al calore sciogliere a bagnomaria le uova, lo zucchero e il succo di mandarino. Lasciar cuocere qualche minuto, unire la fecola, mescolando fino a quando il composto non inizia a diventare più denso (circa 10 minuti). Lasciar raffreddare e passare al colino. Fuori dal fuoco unire il burro a temperatura ambiente tagliato a pezzetti e lavorare con la frusta fino a quando non si scioglie. In ultimo aggiungere la scorza grattugiata. Versare il composto in un barattolino, in frigorifero si conserva fino a una settimana.

Per accompagnare la crema preparate pure dei semplici biscottini di frolla. Lavorare i tuorli con lo zucchero e aggiungere il burro tagliato a pezzi a temperatura ambiente, continuare a lavorare con una forchetta o una piccola frusta fin quando non si scioglie completamente. Aggiungere la farina a poco a poco e quando il composto inizia a essere più denso lavorare con le mani, fino a completo assorbimento della farina. Lasciar riposare in frigorifero almeno un'ora (meglio se si prepara il giorno prima) e realizzare i biscotti della forma che si preferisce. Cuocere in forno a 180° C per 10-15 minuti. Se piace si può aggiungere nella frolla un pizzico di scorza di limone.

 

a cura di Antonio Caso