Come abbiamo già avuto modo di sottolineare in altre occasioni, la crescita in termini qualitativi del vino pugliese è dovuta in particolare alle etichette a base di primitivo. vitigno autoctono che può contare sulla maggiore superficie vitata della regione. Quando i produttori hanno iniziato a comprenderne le potenzialità e hanno deciso di valorizzarlo al meglio, imbottigliando con il loro nome, allora si è iniziata a comprendere la ricchezza della Puglia. Nel tempo la prospettiva stilistica dei Primitivo è cambiata: si è passati da vini molto caldi, spesso con residui zuccherini molto impattanti, a vini ovviamente d’impronta mediterranea, ma dove il frutto riesce a mantenersi integro e dove, nei casi migliori, il sorso è puntellato anche da buona acidità.
L’etichetta che abbiamo premiato nella guida BereBene 2026 del Gambero Rosso (ora in formato digitale) per il miglior rapporto qualità-prezzo regionale non appartiene ai territori d’elezione del Primitivo, quali le alture calcaree di Gioia del Colle e le province di Taranto e Brindisi per la Doc Primitivo di Manduria, Si tratta, infatti, di un Igt, prodotto in provincia di Foggia da Teanum.

foto di https://teanum.com/
Sette tenute nel Tavoliere delle Puglie compongono i circa 150 ettari di vigneti dell’Azienda di San Paolo di Civitate fondata nel 2000 da Domenico Demaio e Vincenzo de Matteo con l’obiettivo di rivalorizzare una storica cantina degli anni ’70, che produceva solo vino sfuso. Oggi Teanum vanta una produzione di 1,5 milioni di bottiglie all’anno, vendute in Italia e in più di 30 Paesi in tutto il mondo. Su terreni di tipo calcareo sabbiosi si producono vini da vitigni autoctoni (primitivo, negroamaro, susumaniello e falanghina, con un occhio di riguardo al nero di Troia) e internazionali, come syrah e chardonnay.

Ottimo il Tiati Black Primitivo 2023 di Teanum, dall’ampio ventaglio aromatico di prugne, ciliegie mature, cacao e vaniglia, insieme a sentori balsamici e speziati. Corposo il sorso. con un profilo olfattivo complesso che va dalla marmellata di frutti neri alle spezie dolci e alla china, e che trova poi corrispondenza in uno sviluppo gustativo dolce ma anche sapido, per una bocca ampia e vibrante. Tra gli altri vini prodotti segnaliamo il profondo e intenso passito Passaporto, blend di uve rosse con un corredo aromatico che va dall’amarena alle erbe officinali, con note balsamiche e speziate, e sorso morbido, fresco e lungo nonostante la spiccata dolcezza. Pera, melone e fiori bianchi per il Pinot Grigio, sapido e minerale.
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