Tavolo vino

"Calo dell'export di vino in Usa? Non è una tragedia". Lollobrigida invita a guardare il dato biennale

Al Tavolo del vino il ministro dell'Agricoltura ha parlato anche di iperproduzione: "Gli estirpi non sono un tema all'ordine del giorno, ma aspettiamo proposte". E ha annunciato la sua presenza a Wine Paris

  • 04 Febbraio, 2026
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L’avvio della campagna di comunicazione del vino è stato l’argomento principale del secondo tavolo di settore (con le principali sigle di settore), che il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha riunito al Masaf. Ma non l’unico. Fatti i vini dealcolati, con il decreto arrivato in extremis lo scorso 29 dicembre, ora si guarda alle prossime campagne Ocm e alla prossima Pac, con un occhio ai dati export, da cui non si aspettano di certo nuovi record.

Il nodo degli estirpi dei vigneti

«Il tavolo per la prima volta è unito», ha detto Lollobrigida, ricordando che in passato si partiva da posizioni molto distanti, ad esempio sui vini dealcolati: «Abbiamo portato a sintesi questo tavolo, trovando una soluzione mediata e giusta sul dealcolato». Ora si tratterà di trovare soluzioni condivise sul contenimento della produzione: «Non stiamo parlando di estirpi – ha detto il titolare dell’Agricoltura, in merito ai temi emersi dall’incontro con le sigle di settore – Io personalmente sono molto prudente e tendenzialmente contrario perché l’agricoltura non è solo produzione ma anche protezione. A nostro avviso ci sono altre soluzioni che possono contenere l’iperproduzione, che per altro in Italia non vede omogeneità di vedute: c’è chi è per la riduzione e chi invece, in aree in cu il vino è stato valorizzato molto, vorrebbe produrne di più. Dobbiamo dare al mondo del vino la possibilità di discutere, ragionare e farci proposte e poi ci assumeremo la responsabilità delle scelte».

I timori sugli Usa e l’invito di Lollobrigida a guardare ai dati biennali

Tra i punti critici c’è, poi, il calo di consumi e di esportazioni nel mercato statunitense. Lollobrigida prova addolcire la pillola: «Chi diceva sarebbe stata una grande tragedia è stato smentito. Non vado nel dettaglio, ma i dati Istat (sul Made in Italy totale; ndr) ci dicono che negli Stati Uniti cresciamo del 7,2%». Il Ministro, però, invita a non guardare ai soli dati del 2025: «Il calcolo che invitiamo a fare è biennale perché lo scorso anno la crescita del vino è stata superiore alle attese, anche per il fenomeno molto rilevante dello stoccaggio».

Se, però, ci soffermiamo solo sul settore vitivinicolo, il dato Istat sui primi dieci mesi del 2025 ci dice che negli Stati Uniti, il vino italiano perde il 3,2% in quantità per un valore che scende del 5,6% (all’appello mancano 90 milioni di euro di vino rispetto allo stesso periodo del 2024), come effetto combinato di dazi, cambio dollaro-euro e calo dei consumi. Non proprio un dato che fa sorridere.

Non nega l’inquilino di via XX Settembre un momento duro per i consumi e per questo, aggiunge «Dobbiamo raccontare questo prodotto non partendo dall’alcol ma dalla sua complessità e uno dei nostri alleati strategici in questa comunicazione è un risultato già conseguito: la cucina italiana Patrimonio dell’Unesco, di cui il vino è uno degli elementi più importanti, grazie alla convivialità».


La partecipazione alle fiere internazionali

Guardando agli altri mercati, Lollobrigida ritorna sul Mercosur, assicurando che nel tempo l’impegno sarà quello di tutela tutte le 900 indicazioni geografiche italiane. «Gli accordi di libero scambio Ue-Mercosur e Ue con l’India permetteranno al vino di affermarsi ancora di più, ancora meglio. Per le campagne internazionali di promozione, con Ice Agenzia abbiamo mantenuto un ulteriore impegno, che garantisce quasi 100 milioni di euro in più. E quindi avremo una maggiore presenza nel sistema fieristico mondiale a cominciare da Wine Paris, la settimana prossima, che registra un’alta partecipazione di aziende italiane, oltre 120 realtà vitivinicole. L’attenzione con cui oggi la Francia guarda all’Italia è diversa rispetto al passato quando considerano i nostri vini figli di un dio minore», ha aggiunto il Ministro, annunciando anche la sua presenza a Wine Paris.

Aumento per il budget vino dentro la Pac

«Al contempo – annuncia Lollobrigida – abbiamo velocizzato i procedimenti ministeriali per anticipare i bandi per Ocm (nel mese di aprile; ndr)». Novità anche per quanto riguarda gli investimenti del Pnrr: «Con l’aumento di circa 100 milioni sul settore del vino ora si arriva a un miliardo per le filiere legate a questo prodotto».
Altro elemento emerso dal tavolo, come rivela il presidente Uiv Lamberto Frescobaldi, è «l’obiettivo del Ministro di aumentare i budget legati al vino nella Pac post 2027, da gestire attraverso l’istituzione di un fondo virtuale».

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