La firma

Che cosa prevede il nuovo decreto sul vino dealcolato e perché il settore lo aspettava da tempo

È stato firmato dopo mesi di attesa e pressioni da parte delle associazioni di categoria, che chiedevano regole chiare su accise, autorizzazioni e produzione

  • 29 Dicembre, 2025
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Dopo mesi di attesa e rinvii, è arrivata la firma. Il decreto interministeriale su accise e regime fiscale per il vino dealcolato è stato approvato, dando finalmente una cornice fiscale a una produzione che, fino a oggi, era possibile solo in modo parziale e con molte incertezze operative.

Che cos’è il decreto sul vino dealcolato

Il provvedimento consente ai soggetti che già operano come depositi fiscali di prodotti alcolici intermedi e di vino di effettuare, a determinate condizioni e entro limiti quantitativi stabiliti, i processi di dealcolazione. Il decreto introduce inoltre una distinzione tra produttori in base alle quantità trattate, separando chi supera e chi resta al di sotto della soglia dei mille ettolitri annui.

Chi può produrre vino dealcolato

Il testo disciplina il rilascio del titolo autorizzatorio necessario per la produzione e la conservazione dei prodotti dealcolati, stabilisce gli adempimenti amministrativi richiesti e definisce le regole di circolazione del prodotto. Viene inoltre esplicitato che sono consentite solo le attività strettamente connesse alla produzione del vino dealcolato, mentre ogni attività accessoria supplementare è limitata.

Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha commentato che il decreto fornisce al settore un quadro normativo per la produzione dei vini dealcolati e per l’individuazione del relativo regime fiscale. “Con questo decreto diamo al settore vitivinicolo un quadro normativo chiaro per poter produrre i vini dealcolati e offrire così nuove opportunità alle imprese del settore. Il Masaf è al fianco dei produttori e lo dimostrano gli interventi fatti nell’ultimo anno. Oggi definiamo il regime fiscale per le accise nella produzione di vino dealcolato. Sono certo che i nostri produttori sapranno raggiungere posizioni di eccellenza anche in questo settore”, ha dichiarato il ministro.

Il pressing delle associazioni

Il decreto arriva dopo una lunga fase di attesa da parte del comparto vitivinicolo e delle associazioni di settore. Negli ultimi mesi il tema del vino dealcolato è rimasto sospeso in un vuoto normativo che ha rallentato investimenti, sperimentazioni e pianificazione industriale, nonostante la normativa europea fosse già attiva.

Le associazioni di categoria avevano sollecitato più volte un intervento che chiarisse soprattutto gli aspetti fiscali e autorizzativi, considerati l’ostacolo principale alla piena operatività del segmento in Italia. La mancanza di un quadro sulle accise e sulla gestione dei depositi fiscali aveva infatti creato incertezza giuridica per i produttori interessati a sviluppare linee di vino dealcolato o parzialmente dealcolato.

Con la firma del decreto, viene ora stabilito il perimetro normativo entro cui il settore potrà muoversi, almeno per quanto riguarda il trattamento fiscale, le autorizzazioni e le modalità operative legate alla produzione e alla conservazione.


Decreto vino dealcolato: cosa prevede il nuovo regime fiscale

  • Cos’è il decreto sul vino dealcolato?
    È un decreto interministeriale che definisce il regime fiscale delle accise per la produzione del vino dealcolato in Italia.

  • Chi ha firmato il decreto?
    È stato firmato dal Ministero dell’Economia (Mef) e dal Ministero dell’Agricoltura (Masaf).

  • Cosa regola il decreto?
    Accise, autorizzazioni, limiti quantitativi, regole amministrative e circolazione del vino dealcolato.

  • Chi può produrre vino dealcolato?
    I soggetti che operano come depositi fiscali di prodotti alcolici intermedi e vino, a determinate condizioni.

  • Esistono limiti produttivi?
    Sì, il decreto distingue tra produttori sopra e sotto i 1.000 ettolitri annui.

  • Serve un’autorizzazione specifica?
    Sì, è previsto un titolo autorizzatorio per produzione e conservazione.

  • Sono consentite altre attività oltre alla produzione?
    Solo quelle strettamente connesse alla produzione del vino dealcolato.

  • Perché il decreto era atteso dal settore?
    Perché mancava un quadro fiscale chiaro, in particolare sulle accise e sui depositi fiscali.

  • Il decreto riguarda anche il vino parzialmente dealcolato?
    Riguarda i processi di dealcolazione del vino, secondo quanto previsto dal quadro normativo.

  • Il decreto apre il mercato al vino dealcolato in Italia?
    Definisce il perimetro normativo e fiscale, permettendo al settore di operare con maggiore chiarezza giuridica.

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