Ogni territorio custodisce le proprie ricette rituali: ma non solo dolci fritti, come chiacchiere, zeppole, graffe, sanguinaccio, focacce e frittelle, ma anche primi piatti ben conditi con ogni bene pensati per celebrare lโabbondanza prima della pausa quaresimale. Il calendario รจ inflessibile e il tempo รจ poco: con le Ceneri alle porte, le lasagne di Carnevale compaiono sulle tavole partenopee il martedรฌ grasso, rendendo lโultimo sgarro prima della Quaresima un gesto tanto rituale quanto goloso.
Durante il Carnevale lโarte sobria di fare grandi piatti con poco viene messa momentaneamente da parte: da nord a sud questo รจ il periodo dellโeccesso consapevole. Il momento dellโabbondanza prima delle Ceneri, dove questa particolare lasagna, con la sua struttura massimalista e lโabbondante farcitura, risponde a questa funzione. Scordatevi la versione domenicale, qui stiamo parlando di un piatto che richiede tempo e tempra digestiva, spesa abbondante, e minuziosa organizzazione: una costruzione stratificata che nasce in ambito familiare, con la struttura che varia da casa a casa, ma mantiene alcuni elementi fissi: sfoglia riccia di semola, ragรน di carne (costine e salsicce โcervellatineโ di maiale) lasciato pippiare a lungo, carne di manzo macinata insieme a uova, pane raffermo, sale e Parmigiano grattugiato, sotto forma di minuscole polpettine fritte. Poi ricotta di pecora, dadini di provola filante, uova sode e cubetti di salame. La funzione รจ quella di piatto-sintesi che accoglie al suo interno piรน lavorazioni fritte, grasse e filanti: la summa del convivio di Carnevale. Non รจ un caso che questa lasagna venga preparata in grandi teglie e consumata in contesti familiari allargati.

Le origini della lasagna a Napoli sono antiche, ma la versione โdi Carnevaleโ come oggi la si conosce, si definisce nel tempo allโinterno della cucina popolare tra Ottocento e primi del Novecento, quando la pasta al forno diventa una forma codificata di piatto festivo. Lโuso delle polpettine e delle uova sode risponde a una logica di arricchimento e piรน che โdi recuperoโ, si tratta di unโintegrazione di elementi giร presenti sulla tavola della festa. La presenza della ricotta, anzichรฉ della besciamella, distingue infine questa preparazione dalle lasagne diffuse in altre parti dโItalia e la colloca in un alveo gastronomico preciso, legato alla tradizione partenopea. La letteratura divulgativa ha spesso legato la lasagna alla corte borbonica, attribuendo a Ferdinando II – sovrano dai gusti alimentari considerati โpoco aristocraticiโ per lโepoca – una particolare predilezione per questo piatto. Quale miglior testimonial!
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