Road to Verona

L’Emilia Romagna si presenta compatta al Vinitaly: Bottura passa il testimone a Cracco

Carlo Cracco guida la presenza dell’Emilia-Romagna al Vinitaly: 90 espositori, 16 masterclass e un’alleanza tra consorzi, istituzioni e alta cucina

  • 25 Febbraio, 2026
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Mentre nel 1967 usciva l’album di debutto dei Doors, veniva inviata la prima sonda su Venere ed entrava in funzione il primo bancomat a Londra, a Verona, il 22 e 23 settembre, si inauguravano le Giornate del Vino Italiano, al palazzo della Gran Guardia, dando vita al primissimo Vinitaly, numero zero del più importante evento del vino in Italia. Da allora sono trascorse 58 edizioni e la kermesse veronese mostra di essere molto più che in salute, se guardiamo i visitatori, che nell’edizione scorsa sono stati 97.000, con un notevole incremento dei buyer esteri, diventati oltre 32.000 (+7%), provenienti da oltre 130 nazioni, a rappresentare circa il 33% del totale. Un evento che non si può più chiamare fiera: in oltre mezzo secolo il Vinitaly è diventato una grande piattaforma globale, dove giungono visitatori da ogni angolo del pianeta per sancire relazioni e business in ambito vinicolo. Ai nastri di partenza il grande evento veronese, con il padiglione dell’Emilia Romagna pronto a raccontarsi con alcune novità, nel segno della coesione fra i principali attori del comparto, che sta vivendo un momento non facile e va sostenuto con forza, ognuno nei propri ambiti.

Il programma

Ricco il panel delle degustazioni, con i consorzi presenti in gran spolvero, dal Consorzio Parmigiano Reggiano al Consorzio di Tutela del Lambrusco, dal Consorzio Vini di Romagna al Consorzio di Tutela Vini dei Colli di Parma, insieme a 90 espositori, con un +13% rispetto all’edizione 2025, ma anche 16 masterclass (quattro per ogni giornata) e un concept grafico interamente ripensato. Tra le novità il passaggio di consegne di Massimo Bottura al collega e amico Carlo Cracco, annunciato ieri nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’Emilia-Romagna a Vinitaly, ospitata a Casa Maria Luigia (Modena), che proseguirà con il lavoro iniziato l’anno scorso dallo chef modenese al padiglione Emilia Romagna, grazie all’accordo stretto da Cracco con Enoteca Regionale Emilia Romagna, Regione Emilia Romagna e APT Servizi Emilia Romagna. “Per me Carlo è prima di tutto un amico leale, presente, vero. In un tempo in cui amicizia e rispetto sono valori da custodire e difendere, sono felice di affidargli simbolicamente questo spazio – commenta Massimo Bottura – È un grande chef, ma soprattutto è un uomo che, insieme a Rosa, ha saputo innamorarsi dell’Emilia-Romagna: una terra fertile di idee, di talenti da valorizzare e di prodotti straordinari. Una terra che continua a generare sogni.”

I format

Saranno due le modalità ristorative che impegneranno lo chef milanese e il suo staff: il ristorante “Cracco a Vinitaly”, dove rivisiterà i suoi piatti simbolo con i prodotti della regione, e “Piadineria VistaMare”, dove la piadina romagnola sarà al centro, miscelando l’alta cucina e la tradizione popolare, ispirandosi ai prodotti dell’azienda agricola VistaMare, dello chef e della moglie Rosa, a Santarcangelo di Romagna, e ai 44 prodotti DOP e IGP della regione, in attesa dell’arrivo del 45°, l’Erbazzone Reggiano IGP. Parola d’ordine coesione, con iniziative anche finanziarie annunciate dal presidente De Pascale e dagli assessori Mammi e Frisoni a favore del comparto vino, con l’Emilia-Romagna presente al Vinitaly più unita che mai.

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