Intervista

"Redzepi ha chiesto scusa, spero non ci siano conseguenze". Raffaele Alajmo sul caso Noma

Caso Noma, Raffaele Alajmo commenta le accuse a Renรฉ Redzepi e il modello dellโ€™alta ristorazione tra stage, pressione e lavoro in cucina

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Ci tiene a chiarire la sua posizione, Raffaele Alajmo: ยซnon voglio che si faccia di tutta l’erba un fascioยป. Lo dice subito il C.E.O. e maรฎtre des lieux del gruppo Alajmo, cui fanno capo una manciata di insegne di grande valore, a partire dall’ammiraglia, Le Calandre, passando a molti indirizzi in Italia e all’estero seguiti insieme al fratello, lo chef Massimiliano. Il tema รจ lo scandalo che sta investendo il Noma di Copenaghen a partire dalle dichiarazioni apparse sul profilo di Jason Ignacio White (ex responsabile del laboratorio di fermentazione del Noma) sulle violenze e umiliazioni avvenute nel ristorante, a cui poi ha dato voce e struttura una poderosa inchiesta del New York Times a opera di Julia Moskin che ha raccolto le testimonianze di 35 ex dipendenti. Non รจ il primo articolo del genere, ma รจ forse quello che sta avendo piรน risonanza tra stampa e ristoratori. Che ci siano stati degli abusi non ci sono dubbi, tanto che lo stesso chef Renรจ Redzepi lo ha ammesso pubblicamente qualche giorno fa ma anche e a piรน riprese indietro nel tempo, raccontando i suoi problemi.

Raffaele Alajmo, ha visto l’inchiesta del New York Times?

Sรฌ, e mentre la leggevo mi pareva impossibile che fosse lui: รจ una persona che conosco e che stimo tantissimo, non solo come chef ma anche come persona.

Conosce la realtร  del Noma?

Ero lรฌ ad agosto scorso, con Renรจ ci siamo salutati all’inizio ma a fine servizio sono rimasto con tutto il team che mi ha portato in giro. Francamente l’atmosfera che ho visto era assolutamente serena, vedevo persone che lavoravano con orgoglio e grande piacere.

Renรฉ Redzepi: immagine tratta dalla docuserie Onnivore

Perรฒ non ci sono dubbi sul fatto che ci siano stati degli abusi

Non so, puรฒ essere che questi episodi che lui stesso ha ammesso e di cui si รจ scusato fossero cose del passato, perchรฉ in quella occasione non ho percepito tensioni.

E allora come mai se ne parla tanto ora?

Forse perchรฉ qualcuno avrร  fatto una denuncia, altrimenti non avrebbe nessun senso. Sembra un po’ come nel mondo del cinema quando hanno cominciato a venire fuori storie di abusi e molestie sessuali (sfociati nel #metoo, ndr), e di colpo attrici anche famose hanno denunciato qualcuno che trent’anni prima gli aveva toccato il culo o qualcosa del genere. Sicuramente in mezzo a queste cose ci sono delle veritร  ma credo che ci siano anche un po’ di esagerazioni.

A un certo puto il Noma rappresentava un modello di ristorazione se non sostenibile almeno piรน in armonia com l’ambiente. Dopo questo cosa rimane del Noma per come ce lo avevano raccontato?

Io l’ho visto come un modello di rivoluzione per un paese, una grandissima opportunitร  per la Danimarca.

Intende una specie di strategia di comunicazione?

Un modello di crescita del turismo per una nazione dove non andava nessuno prima diventata in breve una destinazione nel mondo gastronomico.

Quindi tornando al modello Noma: cosa rimane?

Guardi, il suo modello di Renรฉ รจ esattamente quello di Ferran Adriร , niente di piรน, niente di meno. Adriร  รจ stato il primo a fare un ristorante dove tutti mangiavano lo stesso menu con un numero elevato di portate, portava una contaminazione gastronomica derivata dai suoi viaggi in giro per il mondo, Renรฉ mescola esperienze derivate dai suoi viaggi nel mondo a ingredienti scandinavi.

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Adriร  ha anche introdotto l’uso massiccio di stage: secondo lei l’alta ristorazione puรฒ sopravvivere senza questa forza lavoro?

Nel nostro mondo c’รจ sempre stato: mio fratello ha fatto stage in Francia agli inizi degli anni ’90 Non gli veniva dato l’alloggio, non aveva retribuzione, erano ambienti severissimi, duri, e imparare costava. Se volevi andare a lavorare da qualcuno bravo, dovevi mantenerti, trovare l’alloggio, eccetera.

Ma al Noma fino a un certo punto la forza lavoro gratuita era strutturale.

Sicuramente avrร  avuto dei momenti di squilibrio non so. Perรฒ per legge c’รจ un rapporto preciso fra impiegati e stagisti.

Quindi รจ connaturato a questo settore?

No: mia figlia ha lavorato nella moda, ed รจ esattamente la stessa cosa, prima di un’assunzione devi fare tanti stage. Nella musica e in qualsiasi ambito lavorativo รจ la stessa cosa. Nell’alta ristorazione c’รจ piรน richiesta di persone che vogliono essere formate, per fare una esperienza senza la quale non potrebbero entrare in cucina. Si comincia affiancando un commis, poi un chef de partie e cosรฌ via. Lo trovo assolutamente normale e non รจ sfruttamento se fatto bene.

Max e Raf Alajmo

Massimiliano e Raffaele Alajmo

Chi dovrebbe farsi carico di questa forza lavoro giovane da formare?

รˆ una forza lavoro marginale: quando uno fa uno stage da noi, lo prendiamo un minimo di quattro mesi, alla fine di questi non รจ un cuoco pronto: ha visto delle cose, poi tendenzialmente va in un altro ristorante, poi in un altro ancora. La somma delle esperienze porta una certa formazione. Per essere produttivi ci vogliono mesi, per cui quando lo stagista arriva รจ in supporto nelle preparazioni di base, alleggerisce il lavoro del capopartita ma non รจ fondamentale.

Uno stagista รจ piรน un impegno o una risorsa?

Consideri che ogni quattro mesi si deve ricominciare a spiegare da zero a qualcuno. Nel caso nostro, che siamo un ristorante dove la gente ordina anche alla carta, le dinamiche in cucina sono piรน complesse e piรน corrispondenti al progetto di un ristorante vero e proprio.

รˆ molto diverso da quel che accade al Noma

Lรฌ รจ una cosa completamente diversa, perchรฉ fanno lo stesso menu tutti i giorni per tutta la stagione estiva: stesse preparazioni, stesse pulizie, stesso tipo di pesce o di conchiglie o di quello che รจ. รˆ molto piรน noioso e probabilmente la gestione degli stagisti รจ piรน facile, perchรฉ uno fa la stessa cosa per quattro mesi, รจ una catena di montaggio.

Voi avete stagisti?

Sรฌ, ci organizziamo rispettando la legge, con un loro stipendio, in piรน hanno l’alloggio, per cui riescono a vivere senza dover spendere risparmi o farsi mantenere dei genitori.

Quanto รจ questo stipendio?

Quello previsto dal nostro contratto di lavoro. Chiaramente non possono mettere soldi da parte ma almeno da noi non devono sostenere alcun costo. E cerchiamo di creare una situazione sostenibile, non stressante.

Per un giovane sarร  difficile non subire lo stress

รˆ capitato anche a noi di avere ragazzi particolarmente ansiosi, che durante il rush nel servizio di punta tremano, perchรฉ vedono che tutti lavorano in maniera veloce e precisa ma nessuno gli ha detto niente…

Il problema perรฒ non รจ avere l’ansia ma non riuscire a gestirla

Quando mia mamma e mia papร  da ragazzi hanno cominciato a lavorare, i ristoranti non avevano giorno di chiusura. Negli anni ’60 l problema allora era lavorare, non era il giorno di chiusura. Adesso i nostri dipendenti hanno due giorno e mezzo di riposo, il mondo รจ cambiato, sono cambiate anche le generazioni, sta cambiando tutto. Ma confermo: quello che succede nell’alta ristorazione succede in tantissimi settori.

รˆ una dinamica connessa all’eccellenza?

Un’attivitร  di qualsiasi natura dove si fa altissima qualitร  ha bisogno di persone qualificate e preparate. Per arrivare a esserlo devono aver lavorato in un’attivitร  con caratteristiche simili e non รจ facile perchรฉ sono poche. Per cui chi vuole fare un’esperienza deve entrare in stage. Alla Ferrari si comincerร  pulendo l’officina, poi ad avvitare i bulloni, fino a che dimostrerร  di essere bravo e passerร  in prima linea.

Ma questo livello di perfezione si riesce a ottenere con una qualitร  della vita accettabile?

Il Covid ci aveva dato una mano: l’unico aspetto positivo per la ristorazione รจ stato l’orario di chiusura obbligatorio con il coprifuoco. Ci ha fatto ragionare: non siamo come un negozio di abbigliamento, dove se un cliente arriva alle sette e un quarto, e alle sette e mezza gli si dice che chiude. Nei ristoranti difficilmente si dice al cliente di andare perchรฉ poi il personale va tutto in straordinario. Si sta fino all’ultima comanda.

Qualcosa รจ rimasto?

Le abitudini un pochino sono cambiate: la gente viene a mangiare prima, ma l’ideale sarebbe avere anche un orario di fine, che permetterebbe di gestire meglio gli orari e la vita dello staff.

In che altro modo si puรฒ assicurare ai dipendenti una migliore qualitร  nella vita lavorativa?

Per esempio si deve dare importanza al cibo dello staff; รจ una cosa che ho in cima alla lista dei lavori da fare. Bisogna essere professionali, avere rispetto della persona, si deve creare una situazione di estremo piacere quando si siedono a tavola. Lo stesso per le foresterie, che devono essere gradevoli. Noi abbiamo appartamenti in affitto a Venezia, a Parigi, a Cortina. รˆ costosissimo perรฒ dai allo staff la possibilitร  di stare bene, avere una casa dove stare anche nei giorni di riposo, senza sentirsi in carcere o in un collegio. E questo ti dร  continuitร  con il personale.

Possiamo uscire da questa narrazione dell’eroismo a tutti i costi creando un altro modello o certi approcci marziali sono inevitabili?

Guardi Masterchef: qual รจ il messaggio che trasmette alle persone? Stress, performance ossessiva. Sanno raccontandoci la storia brutta della ristorazione. Sono convinto che Antonino, nelle suecucine, non abbia una situazione di quel genere. Sicuramente c’รจ rigore, c’รจ severitร , precisione, richiesta di perfezione. Perรฒ non c’รจ la ferocia che si vede in tv che รจ assolutamente diseducativa e dร  un’immagine della cucina di un certo tipo che non corrisponde alla realtร .

A proposito di immagine diseducativa: in quell’articolo non si fa riferimento all’uso di droga nelle cucine. Non รจ un problema nei ristoranti?

รˆ un tema a cui sono particolarmente sensibile tanto che avrei voluto richiedere l’analisi del cappello regolarmente a tutto lo staff, noi compresi, ma non si puรฒ fare per ragioni di privacy. Negli anni mi รจ capitato di avere qualche dipendente tossicodipendente, con problemi anche abbastanza importanti, molti li abbiamo aiutati: รจ un problema, anche di affidabilitร . I nostri locali credo siano sani. Ma ne sento parlare anche io come una cosa davvero diffusa in certe cucine, ma credo che in quei casi lรฌ il pesce puzzi dalla testa, anche nei casi di ambienti tossici in cui lo staff si aiutavaย per riuscire a mantenere il ritmo.

Le guide, le classifiche, dovrebbero tenere conto nelle loro valutazioni anche della correttezza dei ristoranti?

E come potrebbero fare? A quel punto si dovrebbe anche vedere chi paga i propri fornitori, chi paga le tasse e cosรฌ via: la fedina penale di un ristoratore ha tante sfaccettature.

Secondo lei che succederร  adesso dopo tutto questo putiferio che รจ esploso?

Se succede quello che รจ successo nel mondo del cinema, verrร  fuori che qualcuno lo dirร  di qualche altro chef. Magari un po’ di emulazione, un po’ per dire: anch’io ho avuto quel problema, anch’io qua, anch’io lร . Molti che hanno denunciato non se ne andavano, finivano lo stage, e ora magari sono chef da qualche parte. Sappiamo che questo succede spesso anche con altre violenze, basta vedere il documentario su Epstein per rendersi conto che ci sono molti motivi per cui le vittime a volte non scappano.

Ma poi ci saranno conseguenze per Redzepi?

Spero di no, perchรฉ non farebbe bene a nessuno.

Sappiamo giร  a Los Angeles alcuni hanno annullato le prenotazioni per il pop up. Sarร  dura ricostruire un nuovo Redzepi?

Lui ha ammesso, ha detto che ci ha lavorato, ha chiesto scusa, probabilmente ora l’ambiente non รจ piรน quello che si รจ letto sui giornali, e quindi credo che continuerร  a lavorare.

Foto di copertina: Riccardo Andreatta

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