Tra le molte tecniche che raccontano la storia materiale dell’alimentazione, la cottura sotto la cenere occupa un posto speciale. È un gesto arcaico, elementare, che precede l’invenzione del forno chiuso e rimanda a un’epoca in cui il focolare domestico era insieme cucina, riscaldamento e centro simbolico della casa. Riproporlo oggi significa riportare alla luce un vero e proprio fossile gastronomico, sopravvissuto per trasmissione orale, ai margini della modernità.

Nella bassa pianura modenese, questa tecnica si è conservata nella preparazione del gnocco cotto sotto le braci. Un impasto lievitato di acqua, farina e qualche cucchiaio di panna fresca si depone direttamente sulla pietra rovente del camino accuratamente spazzata in modo che formi una leggera crosta. Dopo questo passaggio, il pane viene rovesciato e coperto con cenere, che funziona da isolante naturale, prima di essere completamente ricoperto di brace. In questo modo, una volta pronto sarà sufficiente una passata con un canovaccio per togliere tutti i residui di cenere.
Non c’è forno e non c’è teglia: soltanto la gestione sapiente del calore, la conoscenza empirica dei tempi e la capacità di leggere i segni della cottura: le piccole crepe nella cenere – indice che la focaccia si sta alzando – e il suono sordo della crosta battuta con l’attizzatoio. In circa quaranta minuti la massa cruda si trasforma in una forma compatta, croccante all’esterno e sorprendentemente soffice all’interno. Il risultato di un raffinato controllo del focolare, senza altre strumentazioni.

Questa modalità di cottura affonda le radici in una tradizione estremamente antica. Tra le fonti medievali più autorevoli possiamo citare l’umanista quattrocentesco Bartolomeo Sacchi, detto il Platina, che menziona le focacce cotte sotto la cenere nel suo De honesta voluptate et valitudine, segno che la pratica era consolidata e diffusa. In realtà, questa tecnica è quanto di più primitivo si possa immaginare, dato che risulta la soluzione più immediata per trasformare un impasto in pane in assenza di utensili e strutture murarie dedicate.

A Villa Molza, magnifica dimora cinquecentesca di Bomporto, è stata organizzata una dimostrazione di cottura che ha coinvolto “il gnocco” – come si dice da queste parti – e il salame fresco, imbudellato da qualche giorno, avvolto nella carta paglia bagnata e lasciato cuocere sotto la cenere. Nel contesto emiliano, questo binomio era strettamente legato alla ritualità invernale della macellazione del maiale – la “pcarìa” – quando il camino rimaneva acceso per ore e le braci residue diventavano una risorsa da sfruttare. Pane e carne cuocevano insieme, condividendo lo stesso calore, in un’economia circolare del focolare che non sprecava nulla.
Rivedere oggi questa tecnica dal vivo è esperienza rara. La modernizzazione delle cucine, l’abbandono dei camini domestici e la perdita di familiarità con il fuoco hanno relegato la cottura sotto la cenere a gesto quasi museale. Eppure non si tratta di folklore ricostruito: è una tecnica perfettamente funzionale, che richiede competenze specifiche e produce un risultato unico, a partire dalla crosta spessa e asciutta, una mollica particolarmente morbida e gradevole sentore affumicato.
In un’epoca che moltiplica le tecnologie di cottura e digitalizza il controllo delle temperature, lo gnocco sotto le braci è un’esperienza che riporta a una conoscenza atavica in via di estinzione. È un frammento di archeologia alimentare ancora vivo, ma fragile: la sua sopravvivenza dipende dalla memoria di chi sa accendere un focolare, leggere la cenere e riconoscere, dal suono della crosta, il momento esatto in cui il pane è pronto.
Niente da mostrare
Reset© Gambero Rosso SPA 2026 – Tutti i diritti riservati
P.lva 06051141007
Codice SDI: RWB54P8
registrazione n. 94/2021 Tribunale di Roma
Modifica preferenze privacy
Privacy: Responsabile della Protezione dei dati personali – Gambero Rosso S.p.A. – via Ottavio Gasparri 13/17 – 00152, Roma, email: [email protected]
Resta aggiornato sulle novità del mondo dell’enogastronomia! Iscriviti alle newsletter di Gambero Rosso.
Made with love by
Programmatic Advertising Ltd
© Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati.
Made with love by Programmatic Advertising Ltd