Berebene

Dall'olio al vino: la famiglia che in Irpinia realizza uno dei migliori Fiano di Avellino

Villa Raiano è una delle cantine più in forma del territorio irpino. Ripercorriamo la storia della famiglia Basso, il cui obiettivo (raggiunto) era spostare il focus produttivo dai rossi ai bianchi di grande livello

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Tra le colline di San Michele di Serino, in provincia di Avellino, affacciata sulla valle del fiume Sabato, sorge la cantina di Sabino e Simone Basso. Il nome richiama le origini familiari: Villa Raiano è infatti una storica località del comune di Serino, dove sorgeva l’antica attività olearia dei Basso. Con Federico, figlio di Sabino, ripercorriamo la storia dell’azienda: «quest’anno compiamo 30 anni, un periodo nel quale abbiamo cercato di interpretare la vitienologia del nostro territorio con una visione originale».

«Villa Raiano è cambiata moltissimo in questi anni su tutti i fronti logistici, stilistici, estetici, di dimensioni», continua Federico, «possiamo dire di essere un’azienda piuttosto dinamica». A metà degli anni ’90, quando l’azienda è nata, in Irpinia si respirava un grande fermento: nascevano in quel periodo infatti alcune delle aziende private che poi diverranno riferimento per il comparto vinicolo regionale: Antonio Caggiano, Salvatore Molettieri, Benito Ferrara, Clelia Romano, Pietracupa, Villa Diamante solo per citare alcuni nomi. «Per noi i primi anni furono quasi hobbistici, si vinificava e imbottigliava nei vecchi opifici dell’oleificio di famiglia, vendendo localmente il vino. Ma questa visione, dopo poco, inizia a starci stretta. Dal 1999 al 2008 decidiamo di collaborare con Luigi Moio, che aveva studiato con mio padre all’Istituto Agrario Francesco De Sanctis di Avellino».

Dal 2008 a oggi: ecco come è cambiata Villa Raiano

Sarà proprio il 2008 l’anno dei grandi cambiamenti: «creiamo nuovi impianti, iniziamo a collaborare con Fortunato Sebastiano e iniziano i lavori per la nuova cantina sulla cima di una collina nel territorio del comune di San Michele di Serino». L’inaugurazione che avviene nel 2009, coincide anche con una rivoluzione del portafoglio prodotti aziendale: infatti vengono inseriti quattro vini bianchi da singola vigna, tre Fiano di Avellino e un Greco di Tufo: «l’intento era di spostare il focus produttivo dai rossi ai bianchi, con la convinzione che potessero essere loro i protagonisti del salto di qualità aziendale fornendo all’esterno il messaggio di un’Irpinia terra di grandi vini bianchi unici e longevi». Dieci anni dopo, ancora una rivoluzione, visto che scende in campo anche la nuova generazione: «entriamo in azienda io, mio fratello Fabrizio e mia cugina Brunella, figlia di Simone». Nel 2024 viene inaugurata la nuova cantina di lavorazione e affinamento interamente interrata e perfettamente integrata con il territorio circostante.

I vitigni coltivati nelle Doc del territorio

Villa Raiano coltiva attualmente 30 ettari di vigneti di proprietà, condotti seguendo i metodi biologici, certificati dal 2011, in tutte le denominazioni di origine della provincia di Avellino. «All’interno di esse abbiamo cercato vigne che ci potessero dare risultati qualitativamente alti e allo stesso tempo diversi tra di loro». Così ad Altavilla Iprina (in contrada Ponte dei Santi) e Montefusco insistono i vigneti di greco; al fiano sono dedicate le vigne a Montefredane (in contrada Alimata), a San Michele di Serino (contrada Bosco Satrano ) e Lapìo (contrada Arianello); laglianico invece è coltivato a Castelfranci, in contrada Baiano.

«Siamo convinti che il nostro sia un territorio di grandi bianchi» ci confessa Federico: «la vera forza delle nostre denominazioni sta nelle enormi differenze che si possono avere tra le stesse uve all’interno dello stesso areale in situazioni totalmente differenti, ma se devo citare un fattore che rende uniche le nostre uve opto sicuramente per il clima. La vera risorsa di unicità. Un clima continentale che permette alle uve di maturare lentamente in un lasso di tempo più lungo. È questo il segreto dei grandi territori del vino, sia che si tratti di uva rossa, sia che si tratti di uve bianche».

Il vino irpino e il mercato

Alla luce di tutto questo, allora, è d’obbligo fermarsi un attimo e capire qual è la percezione del vino irpino sul mercato: «tra i consumatori medi veniamo visti come un territorio di vini mediamente buoni senza grandi picchi e con prezzi giusti. Questa nostra analisi è anche supportata dai numeri: sia gli ettari vitati nelle Docg, sia le bottiglie prodotte sono praticamente le stesse da 20 anni a questa parte. Non si sono avuti dei reali spostamenti in termini di produzione. Se fosse migliorata la percezione dei nostri vini si sarebbe innescato almeno un minimo incremento».

Certo è che tra gli appassionati e gli esperti, però, il Fiano è visto come uno dei più grandi bianchi del nostro Paese: «anche il Greco è migliorato nel percepito però forse è un passo indietro. Poi però per quello che ci riguarda i nostri rapporti di vendita si attestano sul 60% del Greco e il 40% del Fiano. Fino a 20 anni fa il rapporto era addirittura 80/20. È tutto un po’ strano e ingarbugliato. Si percepisce un fattore ma il mercato dice altro. Ecco, il vino irpino è molto contradditorio. Basti pensare al Taurasi del quale si parla come il grande rosso del Sud Italia è invece ne vengono prodotte meno di un milione di bottiglie».

Fiano di Avellino 2024 – Villa Raiano
Punteggio: 95/100

Il Fiano di Avellino dal Miglior Rapporto Qualità Prezzo

Villa Raiano da alcuni anni sta dimostrando di essere una delle cantine più in forma del territorio. Quest’anno ai nostri banchi d’assaggio non sono stati presentati i Cru aziendali; ma ci siamo consolati con una grande versione del Fiano di Avellino aziendale dell’annata ’24, che abbiamo premiato come Miglior Qualità Prezzo Regionale nella guida BereBene 2026 del Gambero Rosso.

Si tratta di un bianco dal tocco affumicato e dai sentori di pietre bagnate e fieno, ha sorso elegante e profondamente minerale. Fresco e dissetante, si muove con naturalezza, rilassato ma mai scontato, regalando un’esperienza soffusa e intensa. « il nostro Fiano “base” è il vino che porterei ovunque per far comprendere il nostro stile. È prodotto da uve provenienti da diverse vigne situate in differenti comuni dell’areale del Fiano di Avellino: San Michele di Serino, Montefredane, una piccola quota arriva da Lapìo. La vinificazione è semplice con pressatura soffice e poi in acciaio per fermentazione e un affinamento che varia a seconda degli imbottigliamenti”.

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