Lo sapevate che

Perché mangiamo popcorn al cinema (anche se all’inizio erano vietati)

Da snack da strada a simbolo delle sale: la storia dei popcorn passa dalla Grande Depressione al microonde e racconta come è cambiato il cinema

  • 25 Aprile, 2026
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Oggi è impossibile immaginare un cinema senza popcorn. Eppure, all’inizio erano vietati: troppo rumorosi, troppo popolari per un pubblico elitario. La loro presenza nelle sale è il risultato di una trasformazione culturale che ha cambiato per sempre il modo di vivere il cinema. Nel 1895, in quella sala ante litteram che era ancora luogo per pochi, il pubblico era benestante, occorreva saper leggere gli intertitoli per seguire la proiezione dei fratelli Lunière. Non c’è da stupirsi che la vendita di cibo in un’atmosfera così sofisticata fosse vietata. Ma con l’evoluzione del grande schermo, e soprattutto la sua democratizzazione, i popcorn si sono fatti pian piano strada, imponendosi come snack da cinema per eccellenza.

I popcorn nascono per strada

I popcorn, intanto, erano nati da poco. O meglio, esistevano da millenni ma non nella versione moderna. Il mais, cereale americano per eccellenza, è prodotto nella cosiddetta «corn belt», la fascia formata da Kentucky, Indiana, Iowa, Illinois e Nebraska. Il più antico reperto trovato al riguardo parla di pannocchie di mais ricoperte di chicchi soffiati e risale a più di 6mila anni fa: a decretarne il successo però fu tale Charles Cretors a Chicago, che durante una fiera del 1885 mostrò al pubblico la macchina ambulante a vapore per far scoppiare i chicchi.

Fu un colpo di fulmine: tra americani e popcorn nacque una storia d’amore lunghissima, soprattutto in seguito alle modifiche effettuate da Cretors (ancora oggi marchio attivo nella produzione di macchine per popcorn), che permettevano di imburrare e salare i chicchi di mais, rendendoli ancora più goduriosi.

La svolta: il cinema diventa popolare

Foto di Cretors

Foto di Cretors

Al cinema, invece, a fare la differenza fu la Warner Bros con l’aggiunta del sonoro nel film «Don Giovanni e Lucrezia Borgia», proiettato per la prima volta il 6 agosto 1926 al Warner Theather di New York. L’invenzione rese possibile la democratizzazione del mercato dei cinema, che da ambienti per le classi più ricche si trasformarono in luoghi di ritrovo per tutti. Qualche anno più tardi, con la Grande Depressione andare al cinema divenne una delle attività ludiche preferite dalla popolazione.

Ai tempi, i venditori di popcorn restavano fuori, cercando di invogliare gli spettatori mentre attendevano il proprio turno per i biglietti, finché anche i proprietari dei cinema non riuscirono a intravedere il potenziale guadagno del prodotto. Vennero così inseriti i chioschi all’interno delle sale, con tanto di impianti di areazione: i cinema iniziavano finalmente ad assumere un aspetto simile a quello attuale.

La svolta: il cinema diventa popolare

Il passaggio al sonoro, in origine, causò non pochi grattacapi all’industria del cinema: le sale dei paesini e delle cittadine più piccole furono costrette a chiudere i battenti, non potendo permettersi la nuova tecnologia. Male per i cinema, buono per i popcorn: secondo il sociologo Richard Butsch quei pochi cinema che sopravvissero «ridefinirono la serata, passando dallo Champagne ai popcorn con bibite analcoliche». È stato un successo senza uguali, tanto che lo scrittore Andrew Smith, che insegna storia della gastronomia alla New School University di Manhattan, ha dedicato al fenomeno un intero libro.

Il vero boom arriva a casa

La verità è che i popcorn sono un’invenzione antica scoperta però grazie alle nuove tecnologie: il cinema, la televisione (che dagli anni ’40 conquistò le case americane), infine il microonde, invenzioni che hanno segnato la storia dello spuntino americano per eccellenza. Il primo popcorn per microonde fu lanciato nel 1981, e nel giro di due anni raggiunse un fatturato di 53 milioni di dollari, stando a quanto riportato dal New York Times. In principio si trattava di un prodotto da tenere in frigo, poi arrivò la versione surgelata, e infine nel 1984 quella a lunga conservazione, che fece impennare ancora di più le vendite.

I popcorn come decorazione natalizia

Una volta scoperto, insomma, non si tornò più indietro. Il popcorn era il perfetto cibo da fiere, feste e sagre di paese: economico, goloso e dal profumo invitante, molto meglio delle patatine con il loro odore di fritto. Semplici con un po’ di sale, ricoperti di burro fuso o formaggio, addolciti con caramello salato o cioccolato: i popcorn negli anni si sono fatti sempre più sfiziosi, e il loro legame con i film è rimasto intatto: ai tempi dei blockbuster c’erano sempre barattolini di popcorn in vendita insieme ai film a noleggio, perlopiù in versione dolce.

Nella loro variante in purezza, invece, rappresentano non solo una merenda buona, ma anche un elemento decorativo: negli Stati Uniti è infatti tradizione, già da fine Ottocento, usarli per intrecciare delle ghirlande fatte in casa da appendere alla porta a Natale. Un accessorio economico e accessibile, attività per tutta la famiglia che di anno in anno viene ripetuta, spesso con l’aggiunta di mirtilli rossi per un tocco di colore.

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