Oggi non รจ difficile trovare cantine allโavanguardia, attente alla sostenibilitร ambientale e dotate delle tecnologie piรน avanzate, spesso firmate da architetti famosi. Molto piรน raro, invece, รจ imbattersi in unโazienda che riesce a cambiare la quotidianitร dei propri dipendenti come succede da Honig Vineyard & Winery, piccola realtร familiare di Rutherford nella Napa Valley,ย dove i figli al lavoro non sono unโeccezione: รจ la normalitร .
Tra le vasche e il laboratorio enologico, scrive il San Francisco Chronicle, puรฒ capitare di vedere un neonato addormentato in un marsupio mentre la madre lavora a un blend di vini, oppure un bambino che gioca accanto alla scrivania del genitore. Non รจ folklore aziendale, ma una scelta organizzativa che coinvolge diversi dipendenti.

La pratica nasce quasi trentโanni fa proprio da unโesigenza interna. Regina Weinstein, oggi responsabile marketing, รจ stata la prima dipendente a portare i propri figli al lavoro. Da allora รจ diventata una tradizione. Anche il presidente della cantina, Michael Honig, ha fatto lo stesso con i suoi quattro figli.
A Napa Valley dove spesso le sale degustazione non accettano bambini, la filosofia di Honig รจ piuttosto controcorrente. Lโazienda โ meno di cinquanta dipendenti โ ha trasformato lโaccoglienza familiare in un tratto identitario, tanto che ai figli piccoli dei visitatori viene proposta una degustazione di succhi dโuva.
ร il caso di Gabi Smith, assistant winemaker della cantina che rientrata al lavoroย dalla maternitร con il figlio George, tre mesi, che la accompagna quasi ogni giorno. Quando il piccolo dorme nel marsupio, Smith puรฒ dedicarsi anche alle attivitร piรน tecniche del lavoro in cantina, come le sessioni di assaggio per i tagli dei vini, che prevedono decine di campioni da annusare e degustare. ยซNon siamo in un pronto soccorso, non stiamo salvando viteยป, ha spiegato Ashley Engelhoff, che guida il team enologico. ยซSe dobbiamo aspettare unโora per un blend perchรฉ deve allattare suo figlio, non รจ un problemaยป.
Nellโufficio amministrativo la contabile Maleni Penuelas lavora mentre la figlia Ailany, un anno appena compiuto, gioca accanto alla scrivania. In sala degustazione capita invece di incontrare Milo, anche lui di un anno, che accompagna il padre Raphael Cruz, responsabile del wine club.
Il ragionamento, racconta Honig, รจ molto semplice: non costa nulla allโazienda, ma rappresenta un aiuto concreto per chi lavora. Riduce i costi di assistenza ai figli, facilita il rientro dopo la maternitร o la paternitร e rafforza la permanenza dei dipendenti.
Nella pratica, perรฒ, la presenza dei bambini in cantina รจ quasi sempre limitata ai primi mesi o i primi anni di vita. Quando iniziano a camminare e la questione “sicurezza” diventa preponderante, le famiglie tendono a trovare altre soluzioni.
Lโiniziativa assume un significato ancora piรน forte se si guarda al contesto del settore vinicolo, storicamente dominato dagli uomini. Secondo dati recenti, negli Stati Uniti le donne rappresentano circa il 18% degli enologi e solo una minoranza guida le cantine.
Meno del 40% delle posizioni di leadership nel mondo del vino รจ occupato da donne. La flessibilitร di Honig รจ particolarmente apprezzata dal suo team femminile, poichรฉ la vinificazione e i lavori vitivinicoli non sono facilmente conciliabili con la maternitร . Il caso di Honig dimostra che anche piccoli cambiamenti organizzativi possono fare la differenza. Per le madri, certo. Ma piรน in generale per tutti i genitori che lavorano nel settore.
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