ยซA dieci anni portavo in giro venticinque bottiglie di latte in bicicletta. Mi davano 500 lire alla settimana, ma io volevo lavorareยป. ร il 1957. Renato Bacchetta ha cominciato a lavorare cosรฌ, figlio di unโItalia che si rialzava dalla guerra, non senza difficoltร , ma con la voglia di ripartire. Oggi, a quasi ottantโanni, รจ uno di quei personaggi che sembrano usciti da unโaltra epoca. Da qualche anno ha aperto Dal Pittore, un ristorante a Cagliari, in una via tranquilla e ombrosa di ficus centenari, scegliendo di non fermarsi. ยซSe smetto completamente, non so come andrebbe. Per me lavorare รจ una ragione di vitaยป.
In un mondo in cui sempre meno persone scelgono questo mestiere, lui ha deciso di continuare. Gli inizi non sono stati facili. Gozzano, provincia di Novara. Un padre che perde il lavoro, una famiglia che scivola. ยซNon ci รจ mai mancato lโamore, quello no. Ma io volevo lavorareยป. A undici anni รจ giร in un bar: ยซDalle sette del mattino alle nove di sera. Quattordici oreยป. La cena sempre uguale: due uova crude e una tazza di latte. ยซEra sfruttamento, sรฌ. Ma funzionava cosรฌยป. La scintilla arriva guardando un cameriere di ritorno dalla Svizzera: ยซDoppio petto, fazzoletto a punta. Lรฌ ho capito che non volevo fare altroยป.

Da quel momento parte un viaggio che attraversa mezzo mondo. LโItalia dei Grand Hotel. Poi la Germania, la Scozia, lโInghilterra. Le navi della Holland America Line. La vita di Renato Bacchetta รจ densa di ricordi e aneddoti di una Dolce Vita, che non era la sua, ma quella dei clienti che serviva al tavolo. Vittorio Gassman lo incontra a Ischia: ยซDopo qualche mese me lo ritrovo a Sestriere. Mi guarda e dice: noi due ci conosciamo, frequentiamo gli stessi hotelยป. E poi Alberto Sordi: ยซ”A regร , famo un camparino con due scaglie di grana?”. Mi sono seduto a bere con luiยป.
Per anni resta in sala e, forse qui troviamo anche il lato piรน interessante di questโuomo che ha imparato un mestiere osservando gli altri e ancora oggi parla con gli occhi che sorridono, ma con la fermezza di chi sa cosa vuol dire guidare davvero una brigata e sostenere il peso dellโimprenditoria.
Tutto cambia in Spagna. Torremolinos prima, poi Madrid. E lรฌ succede qualcosa: un giorno il cuoco non cโรจ e qualcuno deve stare ai fornelli. Ci va lui. Un cliente entra, mangia, chiede di parlare con il cuoco. ยซScrivo per lโABC di Madridยป โ dice. Pochi giorni dopo, il ristorante esplode. ยซScrisse che era il miglior ristorante italiano della cittร ยป.ย
Il giornalista spagnolo quel giorno aveva mangiato un semplice piatto di spaghetti e un ossobuco. Da lรฌ inizia una corsa. Lโossobuco diventa il piatto simbolo. ยซGiravo tutti i mercati per trovarlo. Avevo pentole dappertutto. Due in cucina, due in un locale dallโaltra parte della stradaยป. Attraversa la strada con i piatti in mano, avanti e indietro. Quellโossobuco, poi, non lo cucinerร piรน. Come se appartenesse a un altro tempo.
Arrivano anche le difficoltร . La pressione, il lavoro continuo, le notti infinite. E poi gli anni di Bilbao, con la tensione politica, le armi nei locali. ยซEntravano con i mitra spianati. โTodos quietos que nadie se muevaโยป. Ecco che decide cosi di tornare in Italia. Sembra passata unโeternitร , eppure ha solo 25 anni.ย

Si cambia rotta, si ricomincia a parlare la lingua madre. La Taverna del Pittore, sul Lago Maggiore, รจ una nuova scommessa. Arrivano i riconoscimenti e si comincia da un nuovo punto di partenza. La chiusura arriva nel 2021: ยซHo lavorato gratis quarantโanni, tra affitti e investimentiยป. Fine. E invece no. Perchรฉ la storia non finisce. Ricomincia a Cagliari, nel 2023. Una scelta che sembra quasi un paradosso: aprire un ristorante a ottantโanni. Ed entrare dal Pittore รจ davvero come trovarsi in una specie di macchina del tempo. La crรชpe suzette flambata al tavolo, il banco della cucina che splende di precisione, i tagli, le presentazioni: tutto sa di qualcosa che ormai non cโรจ piรน. Bacchetta riesce a ricordare quasi 70 anni nel mondo delle ristorazione senza pregiudizi, ma semplicemente per quel che รจ. Un passato spesso raccontato anche nei suoi lati peggiori: ยซHo visto mettere pangrattato nel formaggio, recuperare vino dai bicchieri, rifare i ripieni con gli avanziยป. Un mondo che gli ha insegnato una cosa fondamentale: cosa non fare.
Il confronto con la ristorazione di oggi รจ netto. ยซร cambiato tutto. Il servizio รจ diverso. Prima cโera un modo di porsi, oggi sembra quasi che ti facciano un favoreยป. E soprattutto, manca qualcosa che non si puรฒ insegnare: ยซLa passione. Questi ragazzi non la sentono. E come fai a trasmetterla se li fai lavorare dodici ore e non gli insegni niente?ยป. Non cโรจ amarezza nelle sue parole. Piuttosto un approccio alla ristorazione lucido, dove trova posto una riflessione sul lavoro e su passaggio generazionale che si รจ interrotto: quello tra chi sa fare e chi dovrebbe imparare.
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