A Taormina, dove Corso Umberto ha perso gran parte della sua identità storica trasformandosi in una passerella di negozi di brand internazionali, resiste questo piccolo ristorante dove si respira ancora un’aria tipicamente siciliana. Una fatta di busiate tirate a mano, caponata, bottarga di Favignana (qui per sapere dove mangiare) e tavoli piccoli dove si sente ancora il rumore delle cucine tradizionali. Nel ristorante Tischi Toschi di Luca Casablanca ogni ingrediente deve arrivare dal posto giusto: dalle mandorle di Avola all’aglio rosso di Nubia, nulla entra in cucina per caso.

Una saletta, con qualche pezzo di antiquariato e quadri naif, ospita le ceramiche del Maestro De Simone, mentre il piccolo dehors esterno con pochi tavoli si trova a pochi metri dal corso. Non è solo l’atmosfera a evocare la Sicilia, ma soprattutto la cucina, autenticamente regionale e diffusa su tutta l’isola, basata su materie prime di alta qualità maniacalmente selezionate da Casablanca, patron e chef. Tutto ciò che entra in cucina, dall’aglio alla cipolla, dai fagioli alle lenticchie, deve arrivare dal posto giusto, così come carni, formaggi e salumi: nulla è lasciato al caso, neanche in piena stagione, grazie a una rete di fornitori che collabora da anni con lo chef.

Essendo una cucina prettamente regionale, il menu cambia con le stagioni. Tra gli antipasti: caciocavallo in padella con origano e prezzemolo, caponata, sarde a beccafico o “scauratello” (insalata tiepida di alalunga). Tra le paste, spaghetti con la pregiata e rara bottarga di Favignana, busiate al pesto trapanese (pasta elicoidale fatta in casa con pesto a freddo di pomodoro, mandorle di Avola, aglio rosso di Nubia, pecorino ed extravergine) e in estate non manca mai una saporita pasta alla Norma. Venendo ai secondi, nel periodo giusto, la lampuga, qui chiamata capone, al limone è ottima, mentre un altro cavallo di battaglia del locale è la Tunnina alla Matalotta. Qualche incursione di terra, come il “polpettone della mamma” o le braciolettine alla messinese. Tra i dolci, consigliamo il gelo di limone, senza dimenticare i classici cannoli.
La carta dei vini offre numerose etichette del vicino Etna, selezionate tra produttori attenti alla salvaguardia del territorio, ma anche bottiglie provenienti dal resto della Sicilia. Fuori scorrono i turisti, le vetrine e il rumore continuo del centro di Taormina. Dentro invece restano i profumi della cucina siciliana più domestica. Il limone sulla lampuga, le melanzane della Norma, i cannoli riempiti al momento. Ed è forse proprio questa la forza del posto che non conosce mode.
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