Storie

Il paese campano dove da 500 anni mangiano baccalà arrivato dalla Norvegia

A Somma Vesuviana la tradizione di baccalà e stoccafisso nasce nel XVI secolo grazie ai monaci della Madonna dell’Arco e ai commerci con la Norvegia. Oggi vive ancora tra trattorie storiche, piennoli del Vesuvio e antiche ricette di famiglia

  • 23 Maggio, 2026
Per vedere più contenuti su Google, aggiungici alle fonti preferite
Per vedere più contenuti, aggiungici alle fonti preferite

Sapevi che Somma Vesuviana è il paese del baccalà e dello stoccafisso? Proprio così, la predilezione per il merluzzo essiccato che arriva sul Vesuvio dalle isole della Norvegia (qui per approfondire) ha origini molto antiche. Questa storia, che ha molto caratterizzato gli usi e l’economia dei sommesi, affonda le sue origini nel XVI secolo, con la Controriforma cattolica che vietava il consumo della carne durante le festività religiose. Ovvero quel rito che nei conventi  viene detto  anche  “il mangiare di magro”, una sorta di penitenza e di voto nel quale si rinuncia con devozione a mangiare carne.

Perché Somma Vesuviana è il paese del baccalà

Nei vari territori italiani tale pratica ha dato origine a molte ricette, per lo più povere, realizzate con ingredienti provenienti dal mare e facilmente reperibili. Nel ‘500 Somma era una città forte e ricca, siamo in epoca aragonese-spagnola e Somma era considerata la quarta città più importante di Terra di Lavoro – un’area geografica che comprendeva il basso Lazio, la Campania e il Molise. Pertanto i sommesi erano bene organizzati nel commercio e vantavano rotte di navigazione  con molti paesi europei, tra cui la Norvegia. Furono i monaci del grande convento della Madonna dell’Arco ad avviare su larga scala la lavorazione dello stoccafisso, gadhus morua, letteralmente pesce bastone nella lingua norvegese – in Norvegia  i grandi merluzzi venivano, e tutt’oggi quest’attività è molto fiorente, essiccati ai venti gelidi del nord. Somma è nella zona interna del territorio vesuviano, non è bagnata dal mare, per cui il merluzzo essiccato ha rappresentato il modo più facile di avere pesce in dispensa.

Perché lo stoccafisso era perfetto per il Vesuviano

Stoccafisso e patate in tegamino

Stoccafisso e patate in tegamino

 

 

I monaci del convento della Madonna dell’Arco disposero grandi vasche per ammollare lo stoccafisso ai piedi del Monte Somma, dove c’era grande disponibilità di acqua per la presenza del fiume Sebeto, che prende origine proprio qui. L’abbondante diffusione del prodotto ha influenzato fortemente la cucina dei locali, divenuti dei consumatori assidui. Ma non solo, sono degli abilissimi selezionatori e grossisti sia di stoccafisso che di baccalà.

La Lanterna Vesuviana, la trattoria simbolo del Casamale

Paccheri allo stoccafisso e pomodorino del Vesuvio

Paccheri allo stoccafisso e pomodorino del Vesuvio

Si viene a Somma non solo per acquistare stoccafisso e baccalà, ma anche per mangiarli e uno degli indirizzi più validi è senza dubbio La Lanterna Vesuviana di Luigi Russo e Consiglia Caliendo. Anche qui la storia ha origini remote: la famiglia di Luigi già nel Settecento aveva una taverna nel borgo medievale del Casamale, l’area circondata da mura angioine, dove sembra che il tempo si sia fermato.

Pochi piatti della gastronomia locale sempre accompagnati dalla Catalanesca, il vino bianco proprio di Somma. Bellissimo e suggestivo da visitare il Casamale, tra l’altro proprio quest’anno si ripete la celebrazione della Festa delle Lucerne, che ha luogo tra queste mura antiche ogni quattro anni, agli inizi di agosto ed è dedicata alla madonna della Neve – anche se le sue origini sono pagane e celebravano riti agricoli propiziatori attraverso l’accensioni di migliaia di piccole lucerne ad olio e canti popolari.

Oggi questa importante eredità è nelle mani di Luigi e sua moglie Consiglia, due persone squisite, poco inclini all’interesse economico. Per loro il piacere dell’accoglienza, l’importanza di mantenere viva la storia della cucina sommese, sono le principali motivazioni nell’organizzazione del lavoro al ristorante. Sala ampia, l’insegna è a pochi passi da una delle imponenti porte di accesso al Casamale, dove tutto ha avuto origine e dove abitano, nonostante le difficoltà di movimento.
Solari, vesuviani in tutto e per tutto, loro conoscono bene i piccoli agricoltori, i baccalari affidabili, gli artigiani dove acquistare prodotti che parlano di Somma.
Il menù di questa trattoria contemporanea, definiamola così perché pur essendoci tanta tradizione, il modo di lavorare dei padroni di casa sa stare al passo con i tempi, è prevalentemente dedicato allo stocafisso e al baccalà. Entrando nella sala l’attenzione cade subito sui bellissimi quadri di Salvatore Emblema, pittore vesuviano molto quotato che amava particolarmente la cucina di Luigi e Consiglia, tanto da avere donato loro alcune sue opere in segno di affetto.

I piatti simbolo della cucina sommese

I paccheri allo stoccafisso è un piatto emblematico e molto richiesto, che preparavano già le precedenti generazioni di osti Russo, i bis nonni di Luigi, con lo spunzillo, il pomodorino del piennolo, l’oro rosso del Vesuvio – i piennoli vermigli che ancora troviamo appesi ai soffitti delle case e delle cantine nel Casamale, un’immagine particolarmente bella e pittoresca. In estate, lungo i vicoli e nelle piccole corti dei palazzi, si assiste ad una scena ricorrente e affascinante, quella delle donne intente ad acceppare i piennoli, ossia a disporre i pomodorini pizzuti con movimenti sapienti delle mani in modo da comporre i piennoli ( pendoli), che rappresentano la dispensa di pomodoro fino all’inverno. Ricordiamo che i pomodori si raccolgono in estate, tra luglio e agosto, e non tutto l’anno.

Baccalà arrostito

Baccalà arrostito

Il Baccalà arrostito è un altro piatto cult e molto richiesto, come lo Stoccafisso e patate nel tegamino di rame, acquistato da uno degli ultimi artigiani del rame a Somma. Perfetto il Baccalà fritto con papaccelle napoletane in agrodolce e maionese preparata da Consiglia. Lei prepara tutti i dolci, alcuni pensati senza glutine avendo in famiglia chi ha di queste necessità. Famoso è il Semifreddo all’albicocca del Vesuvio, il frutto tipico del territorio.

© Gambero Rosso SPA 2026 – Tutti i diritti riservati
P.lva 06051141007
Codice SDI: RWB54P8
registrazione n. 94/2021 Tribunale di Roma

Privacy: Responsabile della Protezione dei dati personali – Gambero Rosso S.p.A. – via Ottavio Gasparri 13/17 – 00152, Roma, email: [email protected]

Made with love by
Programmatic Advertising Ltd

© Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati.

Made with love by Programmatic Advertising Ltd