Degustazioni

A tutto Montefalco: 6 etichette sorprendenti del rosso umbro

Ecco alcuni degli assaggi che ci hanno convinto di più dall'anteprima A Montefalco. Sugli scudi il Rosso Riserva 2022 (peraltro sul mercato con prezzi più che onesti)

  • 14 Giugno, 2026
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L’acquisizione di Caprai da parte di Angelini Estates è un buon segnale per Montefalco. Dimostra che, nonostante i trend di mercato avversi, il Sagrantino continua a contare su di un posizionamento di mercato solido. Eppure, è impossibile non notare un cambiamento nel racconto di questa zona, ancora la più importante per il vino in Umbria. Se il vitigno rosso più tannico d’Italia — e forse del mondo — è stato alla base dell’exploit dagli anni ’90 a metà del decennio scorso, oggi le carte da giocare sono più di una. Il rebranding dell’anteprima annuale, non più Anteprima Sagrantino ma A Montefalco, è solo una delle mosse messe in campo dal consorzio per comunicare questo cambio di passo. Sicuramente l’asso nella manica è il Trebbiano Spoletino, bianco in crescita, dal potenziale indiscutibile. Ma anche il Montefalco Rosso, vino storico del territorio, prodotto da Sangiovese e Sagrantino, ha ancora margini di crescita.

Montefalco- vigneti

Gli assaggi di A Montefalco 2026: questione di posizionamento

Gli assaggi di A Montefalco 2026 restituiscono un quadro in chiaroscuro: complice anche l’annata 2023, complessa per via delle piogge primaverili che hanno causato massicci attacchi di peronospora, la qualità dei Montefalco Rosso presentati in anteprima è abbastanza disomogenea. Eppure le migliori espressioni rivelano un potenziale inespresso. Spicca, invece, il Montefalco Rosso Riserva, che per disciplinare richiede 30 mesi di invecchiamento obbligatorio (di cui almeno 12 in legno) rispetto ai 18 mesi della versione base. Qui si sente il cambio di marcia, in parte anche grazie all’annata 2022: calda e allo stesso tempo più stabile; ma soprattutto perché c’è più selezione delle uve — e in qualche caso delle vigne — meno utilizzo dei vitigni complementari e un affinamento in legno più lungo che, se ben gestito, smussa gli spigoli senza necessità di ricorrere a sotterfugi. Peraltro i prezzi rimangono onesti: si va dai 18 ai 25 euro a scaffale. Cifre per le quali si compra poco sullo stesso livello nella regione subito ad ovest.

I sei Montefalco Rosso e Rosso Riserva da non perdere

Montefalco Rosso 2023 – Agricola Mevante

Una versione semplice, ma centrata, quella dell’azienda emergente della famiglia romana Presciutti, da poco affiancata dall’enologo toscano Jacopo Vagaggini. Ha profumi di ciliegia e viola e qualche accenno pepato, seguiti da un sorso che fa della schiettezza e della facilità di beva i suoi punti di forza.

Montefalco Rosso Ziggurat 2023 – Tenute Lunelli

Luca d’Attoma, superstar del vino toscano, ha contribuito al nuovo corso della filiale montefalchese della famiglia Lunelli. Fa un passaggio di circa un anno in legno e ha un profilo compassato, preciso, giocato su toni di ciliegia e melagrana insieme a qualche accenno speziato. Appena ammorbidito e rimpolpato dal 15% di Cabernet e Merlot, ma con la giusta acidità a sostegno e un tannino sottile che accarezza la progressione rassicurante.

Montefalco Rosso Riserva Sallustio 2022 – Di Filippo

Ha un naso da Sangiovese duro e puro, giocato su toni di ciliegia, sottobosco e accenti ematici. Il sorso è coerente, agile e schietto, incentrato su di un frutto fresco e ben estratto. Il Sagrantino fa notare la sua presenza con un tocco di asciuttezza e qualche rimando officinale.

Montefalco Rosso Riserva 2022 – Antonelli San Marco

Un’espressione classica di azienda storica: sobria e precisa nei profumi terrestri e di frutti neri con qualche accenno selvatico e speziato. L’annata calda ha reso il tannino leggermente più asciutto, ma c’è buona materia a sostegno e giusta freschezza. Lascia intuire buone prospettive evolutive.

Montefalco Rosso Riserva Serpullo 2022 – Fongoli

Una piccola azienda che opera all’insegna del “less is more”. Se in passato nei vini si trovava qualche imprecisione, qui il profilo é preciso e invitante. Profumi di fragola, violetta ed erbe spontanee introducono un sorso raffinato, con un tannino sostanzioso, ma ben integrato, e un finale giocato in freschezza e suadenza.

Montefalco Rosso Riserva Maestà Quattro Chiavi 2022 – Tenuta Bellafonte

Una delle migliori novità degli ultimi anni in questa categoria, tanto da aver conquistato i Tre Bicchieri già all’esordio. Anche quest’annata convince, nonostante mostri un tocco di maturità in più rispetto alle precedenti: il frutto va sulla ciliegia sotto spirito, ma la parte botanica – quasi rabarbaro – la stempera. É fresco, salino, sostenuto da un tannino di rara precisione. Montefalchese per impronta aromatica, ma con garbo e profondità da far invidia ad alcune glorie di altre regioni.

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