Sabato sera, scendiamo da Porta Romana verso il cuore medievale di Viterbo in compagnia di due amici stranieri. ร ora di cena. ยซMa non cโรจ proprio nessuno in giroยป, fa uno dei due. In effetti non si vede anima viva. ยซCarina, la cittร โฆ perรฒ molto sottotonoยป, commenta lโaltro. Continuiamo a scendere e giriamo a sinistra verso San Pellegrino: qualche volto si comincia a vedere. Poi, in prossimitร di piazza della Morte, sul ponte cheย porta al Palazzo Papale, la visuale si amplia ed ecco la โmovidaโ viterbese. O almeno quello che piรน somiglia a un sabato sera in uno dei piรน bei centri storici dโItalia. ร qui che da una decina di anni si concentra la vita serale del capoluogo della Tuscia: รจ stato โlโeffetto Caffeinaโ, il trend legato alla manifestazione culturale che non cโรจ piรน da qualche anno e che per un bel poโ ha fatto da contraltare โcoltoโ allโaltra festa viterbese che potremmo definire โorgiastico-religiosaโ, la super-pop Santa Rosa con la sua monumentale โMacchinaโ portata a spalla da cento facchini per tutta la cittร . Insomma, se fino ai primi anni del Duemila la vita di Viterbo si snodava soprattutto nella parte โmodernaโ che dalla quattrocentesca piazza delle Erbe si snoda sul Corso e verso il neoclassico Teatro Unione, nellโultimo ventennio tutto si รจ spostato verso il cuore medievale fino ad allora pressochรฉ deserto.

Vabbรจ, lโabbiamo presa larga per un articolo che vuole essere il racconto di una trattoria. Un perchรฉ, perรฒ, cโรจ! In realtร la storia del MagnaMagna รจ allโorigine della rinascita di piazza della Morte, una delle piรน caratteristiche piazze della cittร , che ne ha fatto un angolo di vita per alcuni aspetti simile ai piรน caratteristici angoletti alberati della vecchia Parigi.
Tutto comincia nel 2007 con un “buco” che offre panini ai turisti in cerca dello splendido Palazzo dei Papi: si chiama MagnaMagna, lo hanno aperto in pochissimi metri quadrati due ragazze, Julia Caresta e Rita Fiorani. ร lโanno in cui fa il suo debutto Caffeina. Quel buchetto che offre vino, birra e panini โdocโ cambia la percezione della gastronomia a Viterbo. In molti giovani ci credono. Uno di questi รจ Filippo Palumbo, allora venticinquenne, che prima entra nella compagine del negozietto di panini e poi, nel 2014, apre col fratello Matteo il MagnaMagna Winter Garden, un format nuovo per Viterbo, tra cocktail bar e bistrot in una delle piรน belle logge della cittร . La formula รจ nuova, il popolo della Tuscia ne rimane un poโ frastornato: funziona, ma non troppo. Eppure rimane aperto.

Due anni fa apre la sua โveraโ trattoria che si porta dietro il nome originario, MagnaMagna. Intanto la piazza si รจ sviluppata negli anni: sono nate altre realtร come Il Gargolo che ha colonizzato e riempito di vita coi suoi tavoli tutto ilย parterre che abbraccia la caratteristica fontana a fuso, il negozietto originario รจ tornata a essere panineria di qualitร con dentro un oste di razza, Luca Proietti Palombi che col fratello Angelo aveva dato vita a una delle insegne piรน effervescenti della cittร , il vecchio Tredici Gradi che ora vive come winebar nella vicina (e suggestiva) piazza del Gesรน. Lโonda gastronomica si รจ poi espansa su via Cardinale la Fontaine e ha coinvolto via San Lorenzo che porta in Piazza del Comune.
Al centro di quellโonda resta comunque la trattoria MagnaMagna, uno degli indirizzi piรน sicuri dove far tappa. Unโonda che ha trovato ulteriore amplificazione nella nuova iniziativa โCalici Diffusiโ che anima Viterbo nellโultimo finesettimana di giugno e nel primo di luglio con un percorso che si snoda in assaggi da godersi nelle decine di ristoranti del centro storico aderenti.

Torniamo perรฒ al racconto della trattoria protagonista. La cosa che notiamo subito รจ che in carta manca la tradizionale โacquacottaโ, piatto storico della Maremma laziale e divenuto quasi identitario della gastronomia viterbese. ยซร un piatto che puoi trovare quasi ovunque in cittร โ spiega Filippo โ e per questo preferisco lasciarla agli altri. Del resto io non voglio definire la mia trattoria come viterbese o come romana, nรฉ come moderna o tradizionaleโฆ Qui il menu รจ basato sul territorio e sui suoi prodotti e passa attraverso le mie esperienze, in famiglia e in giro per il mondo. Spingo sul โterroirโ, ma non in maniera ideologica.
La carne, per esempio la prendo alla macelleria Pallucca (storica insegna nel centro, ndr) o alla Cooperativa Zootecnica Viterbese, le verdure quasi sempre da Eden Fruit (altra bottega di qualitร e di scelte locali, ndr). I formaggi li acquisto presso la Piccola Formaggeria Artigiana (il laboratorio di Marco Borgognoni in cittร , ndr) o al Secondo Altopiano di Sugano (una attoria di pasdaran della terra a Orvieto). Poi ho deciso di non fare neppure la zuppa di ceci e castagne che รจ un altro dei piatti sempre in carta ovunque. Ma soprattutto, la mia idea รจ che oltre ai piatti quello su cui centrare lโattenzione รจ lโaccoglienza. Meglio un sorriso che un piatto perfetto! Cosรฌ, sempre a proposito di piatti, invece dei lombrichi col pomodoro e il finocchieto che sono in realtร piรน della vicina Vitorchiano anche se cโรจ chi li chiama โalla viterbeseโ, io li faccio con un sugo di aglio, olio, peperoncino e pomodoro da condire col pecorino: ci sono cresciuto in casa con questo piattoยป.

Cosรฌ affrontiamo il vero tema di cosa sia la โcucina viterbeseโ, ovvero una cucina essenzialmente famigliare quasi impossibile da codificare, fatta di prodotti dellโorto e della caccia e influenzata ovviamente dalla vicina tradizione romana. ยซSรฌ, perรฒ poi il pollo รจ quello ruspante della locale San Bartolomeo, che sia al forno o coi peperoni, e la faraona ha il ripieno fatto con patate e fegatiniยป, sorride Filippo: una scelta da applauso visto che ormai il fegato รจ diventato uno degli ingredienti piรน divisivi al ristorante.

Paragrafo importante, al MagnaMagna, รจ quello dedicato ai vini. ยซLavoro tutte etichette naturali โ spiega Filippo โ E, a parte gli ordini che faccio con la Cave de Pyrene, ho contatti diretti con tutte le cantine. E soprattutto cerco di fare ricarichi non eccessivi…ยป Quindi, le etichette della tua carta Filippo le chiama โnaturaliโ, una definizione che ha senso? ยซSinceramente รจ una definizione che non convince neppure me โ sorride lui โ anche perchรฉ non credo nella dicotomia naturali-convenzionali. Alla fine, perรฒ, รจ anche il modo di dare una definizione immediatamente comprensibile al cliente e di spiegare anche eventuali spigolositร che a volte si trovano in questi viniยป. E cโรจ anche da dire che in una terra in cui il vino non ha mai avuto grandi performance, la tendenza al โnaturaleโ ha oggi molti attori e protagonisti che offrono calici piรน che dignitosi e carichi di storie e di passioni, a volte piรน dei cugini โconvenzionaliโ.
Con la sua carta, comunque, il MagnaMagna si รจ meritata la recensione sulla guida di Raisin dedicata appunto ai locali dove si possono trovare etichette โartigianaliโ, alias โnaturaliโ.
Alla fine, visto che abbiamo iniziato a scrivere con una piccola storia sociologica della movida viterbese, concludiamo con una domanda a Filippo su come valuti lui la ristorazione cittadina. Alza gli occhi al cielo… ยซSe devo essere diplomatico, dico che c’รจ ampio margine di crescita sia sul fronte dell’offerta che su quello dell’accoglienza โ sorride โ Mi auguro che arrivino a fare questo lavoro giovani con esperienze allโestero, ma anche italiane purchรฉ fuori dalle mura viterbesi. In cittร purtroppo l’obiettivo della ristorazione e del commercio in genere รจ il business…ย Il mio prof di marketing mi parlava di utilitร sociale: devi dare un servizio alle persone, ai tuoi clienti. E oggi devi darlo in maniera professionale. Obiettivo รจ soddisfare il cliente, non vedere solo l’incassoยป. E cโรจ da dire che il pubblico viterbese (e non solo) sembra dargli ragione, tanto che se pensate di andare vi consigliamo di prenotare perchรฉ รจ spesso tutto pieno, specialmente nel finesettimana.
MagnaMagna โ Viterbo โ via San Lorenzo (piazza della Morte) 89 – 329 805 4913 โ Instagram
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