Sostenibilità

Niente più usa e getta entro il 2030. Addio al bicchiere che ha fatto la storia di Starbucks

Anche in questo caso, il colosso di Seattle ha anticipato una tendenza, ma non è più tempo per i bicchieri in carta monouso. Si punta a quelli riutilizzabili, e intanto si lavora a nuovi materiali per l’usa e getta.

  • 25 Settembre, 2023
Per vedere più contenuti su Google, aggiungici alle fonti preferite
Per vedere più contenuti, aggiungici alle fonti preferite

Roba da millenials, primi veri fanatici di Starbucks. Generazione conquistata dal format per tantissimi motivi, tra cui anche il bicchiere. Sì, quello di carta usa e getta su cui i baristi segnano il nome del cliente, sbagliando puntualmente. È parte del gioco, soprattutto da quando sono nati i social network, e con loro la gara a chi ottiene la storpiatura più divertente. Si può dire che abbia fatto un pezzo di storia del brand, l’iconico bicchiere bianco con la sirena verde, ma i tempi sono più che maturi ora per abbandonarlo, in favore di scelte più sostenibili.

Starbucks vuole eliminare l’usa e getta

Il progetto è pensato per prendere vita entro il 2030: il colosso internazionale del caffè si impegna a eliminare i bicchieri monouso, che rappresentano lo spreco maggiore per l’azienda. Certo, non è la prima volta che Starbucks fa promesse simili: nel 2008 aveva dichiarato di voler rendere i bicchieri 100% riciclabili o riutilizzabili entro il 2015, obiettivo ambizioso solo parzialmente raggiunto. Un progetto nobile, ma non così semplice da mettere in pratica: chiunque si dichiara a favore del riciclo per il bene dell’ambiente, ma rinunciare a una parte di comodità non è da tutti. Nel caso di un’azienda simile, dai numeri sempre crescenti, servire tutto il mondo in maniera veloce e professionale senza utilizzare contenitori usa e getta è piuttosto complesso. Le opzioni riutilizzabili, del resto, sono presenti già da diversi anni nei punti vendita, un piccolo investimento a lungo termine che potrebbe facilmente cambiare le cose, ma i clienti che optano per questa opzione sono ancora pochissimi.

Addio a un’icona millenial. Senza rimpianti

Il cambiamento, ormai, è doveroso. Ancor di più nel caso della catena di caffetterie più famosa al mondo, con una diffusione capillare che non ha eguali. Esempi virtuosi si trovano già in bar e locali indipendenti, ma una mossa simile da parte di un gigante come Starbucks potrebbe essere da esempio per tante altre catene e aziende del settore. Nel piano del brand di Seattle, comunque, c’è anche – e soprattutto – la ricerca di nuovi materiali più riciclabili per dar vita a bicchieri monouso che siano meno impattanti per l’ambiente. Un compromesso necessario, anche se l’obiettivo di Starbucks è quello di rendere i bicchieri riutilizzabili la prima scelta per il pubblico. Forse è presto per dire addio al mitico bicchiere, quello che ha cambiato radicalmente il modo di fare take-away in America e nel mondo: quando negli anni ’80 Starbucks ha iniziato a servire caffè da asporto, a farlo erano solo tavole calde e minimarket, che utilizzavano il polistirolo. Nell’87, il lancio del bicchiere in carta fu una vera rivoluzione, immortalata anche sul grande schermo e in TV, con le tante serie che ritraevano ragazzi a passeggio intenti a sorseggiare il loro americano. Il bicchiere monouso è diventato così un’icona, parte dell’esperienza stessa. Un rituale che, però, è tempo di abbandonare. Senza nostalgia.

 

 

© Gambero Rosso SPA 2026 – Tutti i diritti riservati
P.lva 06051141007
Codice SDI: RWB54P8
registrazione n. 94/2021 Tribunale di Roma

Privacy: Responsabile della Protezione dei dati personali – Gambero Rosso S.p.A. – via Ottavio Gasparri 13/17 – 00152, Roma, email: [email protected]

Made with love by
Programmatic Advertising Ltd

© Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati.

Made with love by Programmatic Advertising Ltd