Il ritmo dell'estate

L’inesorabile ritorno della crema di caffè, simbolo dell’estate italiana che non stanca mai

Tutti la bevono appena arriva il caldo, ma nessuno sa davvero dove sia nata. Dalla pànera ligure allo spumone campano, storia e leggende della crema di caffè, piccolo rito dell’estate all’italiana.

  • 21 Maggio, 2026
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Tutti la bevono, ma nessuno sa davvero dove sia nata. Una cosa però è certa: la crema di caffè è italianissima e, appena arrivano i primi caldi, torna puntualmente protagonista. Passione di molti, incubo dei baristi professionisti, resta un piccolo rito nazionale, frivolo e irresistibile. Chiosco in spiaggia, infradito, una tazza di crema di caffè davanti: ed è subito estate.

Che cos’è la crema di caffè

Come per tutte le tradizioni dalle origini incerte, c’è sempre una teoria più accreditata. In questo caso si trova a Boccadasse, il borgo marinaro di Genova che sembra uscito da una fiaba: qui, tra spiagge e casette colorate, è nata la pànera, semifreddo a base di panna e caffè inventato più di un secolo fa, che poi negli anni ’80 e ’90 è stato riproposto dai bar col nomignolo «caffè del nonno» (il famoso gelato «coppa del nonno», anche quello al caffè, era già nato nel ’55).

Pànera ligure

Quando il caffè ha cambiato forma

In verità, già nel Settecento il caffè aveva iniziato a cambiare forma: secondo il racconto popolare, furono i pasticceri di Venezia a unire per primi panna e caffè per creare una bevanda fredda cremosa, ma c’è anche chi dice che si tratti di un’evoluzione del Mazagran, specialità portoghese a base di caffè freddo, limone, menta e rum. Come ogni storia che ha a che fare con il caffè, poi, c’entra anche Napoli: qui si narra siano state le donne dell’Ottocento a inventare la ricetta, cercando un modo per gustare la bevanda anche in estate (considerando che l’espresso, in Campania, viene tradizionalmente sorseggiato bollente, non c’è da stupirsi di questa esigenza).

Spumone al caffè: la bevanda e il gelato amato da Carosone

La crema di caffè, comunque, è squisitamente italiana. Tanto che in Francia, dove ancora oggi è considerata una bevanda raffinata piuttosto in voga, viene chiamata crème de café à l’italienne. Simile ma con qualche piccola differenza è lo spumone al caffè, tipico della Campania: la ricetta non prevede latte o panna, si prepara con caffè, zucchero e acqua ghiacciata, la consistenza è più ariosa e leggera, soffice ma meno densa rispetto alla crema.

Spumone gelato al caffè

Con lo stesso nome, poi, si identifica anche un tipico gelato semisferico del Sud Italia, diffuso soprattutto in Puglia e Campania, citato anche da Renato Carosone nella celebre canzone Io, mammeta e tu: «Jamm’o bar ‘o Chiatamone / “Vuo’ ‘o cuppetto o vuo’ ‘o spumone?”», vuoi la coppetta o lo spumone, una cosa semplice o più sofisticata?

Le origini saranno pure confuse, ma l’identità della crema di caffè è chiarissima: chiacchiere al bar, pomeriggi assolati, aria di vacanza. Un piccolo rito all’italiana che difficilmente passerà di moda.

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