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Il vino rosato italiano è in ottima forma e raccoglie ammiratori: l’ha dimostrato ampiamente alla prova bikini sulla terrazza estiva di Città del Gusto Napoli, mostrando la sua innata versatilità e poliedricità gustativa al nutrito pubblico accorso per la sesta edizione di “I Dr

ink Pink” la sera del 19 luglio.

Gran protagonista capace di stupire il vino di rosa vestito, dai toni buccia di cipolla a quelli della ciliegia selvatica, degnamente accompagnato dagli immancabili finger food degli chef di Città del gusto Napoli, dalle imperdibili pizze di Michele Leo e dai capolavori di latte di bufala del caseificio Il Casolare di Alvignano. Una carrellata di eccellenti prodotti da degustare tra un bicchiere e l’altro.

Il rosato sul palco non è un secondo attore della piéce, ma esibisce con arte il proprio valore. Vino assolutamente imprevedibile e vario nelle sue espressioni, opera di equilibrismo enologico, figlio di un’enorme attenzione nella scelta dei giusti tempi di contatto con le bucce.

Diverse le interpretazioni offerte dagli oltre trenta produttori partecipanti, giunti da tutta Italia per raccontare il proprio stile rosé, dagli spumanti (ben rappresentati da Ferrari, Berlucchi, Ferghettina, Carpene Malvolti, Cormons, Olivini e Dubl dei Feudi San Gregorio) ai vini fermi, dai vitigni internazionali alle cultivar storicamente impiantate nei territori regionali.

Premiati dalla votazione finale del pubblico i prodotti campani ben rappresentati dalle nove aziende (oltre al podio c’erano Villa Matilde, Casa Barone, Feudi San Gregorio, Terre del Principe, Tenuta del Cavalier Pepe e Fattoria la Rivolta): premiato dal pubblico presente il Taurosae di Vigne Irpine, seguito dal Costa d’Amalfi Rosato di Marisa Cuomo e dal Campania Rosato di Quartum Cantine di Criscio.

Onore delle armi e plauso a tutti i produttori che hanno allietato la serata con gli altri eccellenti rosati, un volo enoico sul Bel Paese da nord a sud che ha mostrato le tante sfumature del vino made in Italy: dai floreali veneti come lo Scaia di Tenuta Sant’Antonio e il già citato Ferghettina, all’interpretazione friulana del Pinot Grigio di Cormons; dal lombardo Olivini al ligure Mea Rosa di Cantine Bosoni; dall’abruzzese Masciarelli, i cui cerasuolo restano un esempio per ampiezza aromatica del frutto, al delicato Signé di Kaltern Caldaro dal Sudtirol e al floreale Lagrein Rosè della Cantina Gries Produttori di Bolzano.

Dopo il Lazio con l’Albiola di Casale del Giglio, il Salento narrato dal fruttato del Negramaro nelle interpretazioni di Schola Sarmenti, Castello Monaci, Tenute Conti Zecca e Racemi. La vicina Calabria che ha convinto con la corposità dell’Euké Rosé di Senatore e il Calastrazza della Pizzuta del Principe.  Belle conferme dal Gruppo Italiano Vini confermato dal Terra degli Svevi Re Manfredi dalla Basilicata e dal Rosato della siciliana Tenuta Rapitalà. Sempre dalla Sicilia colpisce l’armonia del Rosato di Cusumano e del Tasca d’Almerita Rosè. Vario panorama, ma tutti ottimi vini.

Le suggestioni musicali live del Dj set di Radio Yacht Sensation Lunare Project con Roberto Barone sono state l’elegante accompagnamento acustico della serata.

Happy end con lo spumone di fragola e panna e il sorbetto alla pesca dell’Antica Gelateria della Scimmia.

Al termine di una gran serata come questa si può cantare sottovoce senza timore: Je vois la vie en roseeeeeeeeeeeeee (Edith Piaf-La vie en rose).

 

Luigi Orlando

 

al seguente link le foto della serata 

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