Alain Ducasse e Dom Perignon per il temporary restaurant in suite. A Monte Carlo

2 Apr 2016, 13:30 | a cura di Livia Montagnoli

Solo pochi fortunati potranno vivere l'esperienza esclusiva messa in scena dalla celebre maison di champagne in una delle suite dell'Hotel de Paris, dove lo chef francese dirige il ristorane Louis XV. E per l'occasione studia un menu ad hoc. Da 4500 euro. 

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Un'alleanza esclusiva. E tutta francese

Un temporary restaurant in suite? É possibile se siete ospiti – danarosi – dell'esclusivo Hotel De Paris di Monte Carlo, nel Principato di Monaco. E chiaramente i nomi dei protagonisti coinvolti regalano all'esperienza il prestigio che merita. Il binomio Dom Perignon- Alain Ducasse racconta di una di quelle alleanze stellari che fanno gridare all'occasione imperdibile e trasudano un'eccellenza, tutta francese, fondata sulla storia, il talento, l'esclusività. In una parola sola, un lusso per pochi: occorrono 4500 euro per assicurarsi una notte nella suite per due generosamente rifornita di champagne, e foraggiata da un servizio in camera davvero speciale. L'intuizione è merito di Richard Geoffroy, da vent'anni uomo Dom Perignon, chef de cave e spiccata vocazione per il marketing. Il patron della prestigiosa maison della Champagne ha deciso di riservare al prodotto di punta della cantina uno spazio privilegiato, esaltandone il profilo con l'aiuto di un maestro dell'alta cucina con pochi rivali in fatto di autorevolezza. E non ha dovuto cercare lontano, dal momento che proprio Alain Ducasse dirige la cucina del tristellato Louis XV, il ristorante al pian terreno dell'Hotel De Paris. Per conto suo, Frank Cerutti (l'executive chef del ristorante), curerà la realizzazione di un menu appositamente studiato per il servizio in camera. Anzi, in suite. Ma solo fino alla fine di maggio, quando quest'insolito temporary restaurant firmato Dom Perignon chiuderà i battenti.

Suite 321. Il pop up in camera

La “sala da pranzo” con vista sul mare della Costa Azzurra (e sulla celebre curva Casino) è stata ricavata in una delle suite coinvolte nell'ambiziosa ristrutturazione del complesso alberghiero (che terminerà solo nel 2018), arredata e brandizzata dalla maison per l'occasione. Le bollicine vintage cuvée P2 1998 (e non solo, con millesimi dal 1971 al 2006) scorrono generose, la sequenza dei piatti infila ingredienti preziosi, caviale e foglia d'oro – a completare il biancomangiare di cavolo -  gamberoni di Sanremo e kumquat, con riso venere al profumo di verbena. E poi pasta ripiena, ravioli farciti alla ligure, con gli ingredienti utilizzati per la torta pasqualina, e uno stinco di vitello cotto 72 ore con verdure di stagione. Chiude la cena una delizia al limone di Mentone.

Per chi può permetterselo, è sufficiente prenotare la suite 321: c'è posto per due, quattro o sei commensali, e nel pacchetto è compreso anche l'aperitivo al Bar Americain, oltre alla visita privata con degustazione alla Cantina Centrale dell'hotel. Poi, dal mese di giugno, lo spazio sarà preso in gestione per tutta l'estate dalla Maserati. Tra brand di prestigio ci si capisce meglio.

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