Parlare di imprenditoria e visione aziendale per un gigante come Amazon, ormai, è superfluo. Con un anno di ritardo rispetto alle promesse fatte, il colosso a stelle e strisce dà ufficialmente il via a un nuovo progetto che ripensa il concetto di spesa: il supermercato senza code.

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Il progetto

Un anno di ritardo per quello che era uno dei progetti più attesi dai sostenitori di Amazon, colosso dell’e-commerce che continua a crescere in maniera esponenziale, conquistando ogni settore. Quello della gastronomia lo aveva già colonizzato anni fa, con iniziative e progetti sempre all’avanguardia, grandi acquisizioni e mosse commerciali da impresa di livello. Fra le ultime novità annunciate, a fare gola a tanti era il progetto di Amazon Go, uno store che rispetta a pieno la formula del “grab and go”, elimina il checkout e permette ai consumatori di acquistare ciò che preferiscono, pagando solo in seguito con addebito online sul proprio account. Una rivoluzione del concetto di spesa che all’inizio del 2016 era stata accolta con entusiasmo dal pubblico di Seattle, a cui era stato promesso di poter usufruire del servizio dopo solo un anno.

Come funziona

Dal lunedì 22 gennaio, anche se con molto ritardo, Amazon ha portato a termine il lavoro, creando il primo supermercato senza file in quella che ormai possiamo considerare la patria della tecnologia a livello mondiale, al pian terreno del nuovo quartier generale dell’azienda. Niente code, niente casse, ma solo una serie di tornelli. Lo scontrino? Arriva direttamente sullo smartphone, e solo dopo essere usciti dal negozio. Ma come funziona esattamente? Ai tornelli il cliente viene identificato tramite l’applicazione disponibile per Apple e Android, e ogni movimento tra corsie e scaffali viene monitorato da centinaia di telecamere su soffitto e pareti. I ripiani, inoltre, sono dotati di sensori in grado di rilevare il momento in cui un prodotto viene prelevato. In questo modo, il carrello virtuale di ogni consumatore inizia a riempirsi automaticamente, fino ad arrivare alla ricevuta finale.

L’intelligenza artificiale

Un sistema di tecnologie digitali avanzate, che ha richiesto un lavoro lungo e minuzioso. Gli esperimenti, infatti, sono durati più del previsto, perché il complesso di intelligenza artificiale non riusciva a supportare i dati di più di 20 persone alla volta, e trovava difficoltà nel riconoscere e distinguere clienti della stessa corporatura. Oggi, il sofisticato complesso non è solo in grado di controllare le azioni di più persone contemporaneamente, ma è anche capace di registrare ogni scelta, cambiamento o variazione di comportamento da parte del pubblico: per esempio, se un consumatore sceglie di rimettere a posto dei prodotti sugli scaffali, i sentori inviano immediatamente il segnale al sistema, che aggiorna repentinamente lo scontrino dell’account. Niente paura, poi, per il personale: la figura del cassiere non esiste più, ma i dipendenti restano, dagli assistenti alla sicurezza, fino a tutto lo staff impegnato nella preparazione di piatti pronti e simili nelle cucine.

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Progetti futuri

470 punti vendita della catena Whole Food Market, acquisita lo scorso giugno, e circa una dozzina di store targati Amazon sparsi negli Stati Uniti: questo l’impero della grande distribuzione del gigante a stelle e strisce, che per ora non sembra interessato però a introdurre la nuova tecnologia in nessuno tra questi indirizzi. Perché quello di Seattle è solo il primo di una serie di supermercati Amazon Go che saranno progettati nei prossimi anni. Nei piani dell’azienda, infatti, c’è l’eliminazione definitiva della coda alle casse, questione annosa che tante imprese statunitensi hanno cercato di dirimere negli ultimi tempi, a cominciare da Walmart, che consente già da qualche anno di scannerizzare le etichette con lo smartphone, e pagare attraverso un’applicazione. Senza dimenticare l’esperimento di Tesco, catena britannica che sta tentando di introdurre una tecnologia molto simile a quella di Amazon Go. Il progetto prenderà piede anche altrove?