Apre a Padova la Gelateria Giotto. I detenuti di Due Palazzi faranno il gelato; intanto a Secondigliano si coltiva l'orto

27 Mag 2015, 16:00 | a cura di Livia Montagnoli
La Pasticceria del carcere di Padova si allarga e inaugura nuovi locali per la produzione di cioccolato e gelati. Intanto a Secondigliano prosegue la collaborazione tra lo chef Pietro Parisi e gli ergastolani del Penitenziario, che coltivano gli Orti di Antonia.
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La Pasticceria Giotto nel circuito Top Food Experience

Il caso della Pasticceria Giotto all'interno del Carcere Due Palazzi di Padova è ormai così celebre che non necessita di introduzioni. Stavolta l'iniziativa da mettere in risalto - sulla scia di un interesse crescente del mercato di settore per un progetto che coniuga qualità del prodotto e finalità sociali - è l'ennesimo attestato di stima per l'impegno di Officina Giotto, che arriva attraverso la visita di oltre duecento operatori internazionali alle strutture produttive del carcere, quel laboratorio che ogni giorno sforna prodotti di alta pasticceria sotto la direzione di esperti mastri pasticcieri. Ma soprattutto grazie alla dedizione di un gruppo di carcerati che così scoprono nuove attitudini, concentrati su un percorso di totale riabilitazione sociale e professionale.
Tramite Top Food Experience – marchio che vede unite in occasione di Expo quattro grandi realtà dell'alimentare italiano, Agugiaro & Figna, Coppini Arte Olearia, Casale e Steriltom, raggiunte in un secondo momento da dieci aziende italiane di riferimento nel settore enogastronomico – alcuni importatori confluiti a Milano per l'Esposizione da tutto il mondo (Australia, Cina, Danimarca, Brasile, Emirati Arabi, Libano, Messico, Sudafrica, per citarne alcuni) hanno intrapreso un tour sul territorio alla scoperta delle eccellenze made in Italy, e dopo la tappa parmense arriveranno a Padova proprio per scoprire da vicino l'esperienza significativa del Penitenziario della città.
La delegazione sarà accolta con dolci e caffè e introdotta alla visita degli impianti di produzione e introduzione alle lavorazioni del carcere, alla presenza di un testimonial d'eccezione come il pasticciere Luigi Biasetto.

Gelateria Giotto. In carcere anche cioccolato e gelati

Intanto l'attività nella Pasticceria Giotto ferve, e proprio la visita degli importatori sarà occasione per inaugurare i nuovi locali di produzione che consentiranno l'incremento dell'attività e la specializzazione in nuovi settori come la gelateria e la cioccolateria, che nel 2015 disporranno per la prima volta di una linea dedicata. E infatti, nei prossimi giorni, nel centro di Padova (con sede in via degli Eremitani) vedrà la luce la prima Gelateria Giotto, con la vendita dei prodotti made in Due Palazzi. Intanto da Napoli arriva un'altra bella storia di collaborazione in cucina a sfondo sociale.

Pietro Parisi e gli orti di Secondigliano

È Pietro Parisi a farsi promotore delle attività di riabilitazione del Centro Penitenziario di Secondigliano, sostenendo il progetto Un'altra via d'uscita, operativo da diversi anni per merito dell'Associazione Caritas Regina Pacis di Giugliano per alleviare il percorso dei detenuti condannati all'ergastolo. Lo chef utilizza in cucina i prodotti degli orti coltivati in carcere, dove si producono frutta e verdura rigorosamente biologiche sotto il nome di Orti di Antonia (la figlia di Pietro Parisi). Lo chef di Palma Campania continua peraltro a riversare il suo impegno anche nel progetto della Casa Circondariale femminile di Pozzuoli, che produce il Caffè Lazzarelle servito sulla tavola de Le Cose Buone di Nannina.

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Gelateria Giotto | via Eremitani 1, Padova | www.idolcidigiotto.it/

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