Alessandra Moneti, ex allieva del Master in Comunicazione e Giornalismo Enogastronomico, oggi giornalista professionista in forza all'Ansa. Ecco la sua testimonianza, rilasciataci in occasione del decennale delle scuole del Gambero.
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L’Alta Formazione del Gambero Rosso compie 10 anni; un importante giro di boa per il Master in Comunicazione e Giornalismo Enogastronomico e per le Scuole Professionali, che per 120 mesi hanno accompagnato, educato e lanciato tantissimi professionisti del comparto Food&Wine. Dopo aver intervistato Fabio Parasecoli, giornalista, scrittore enogastronomico, insegnante universitario di temi inerenti alla cultura del cibo, nonché primo docente del master del Gambero Rosso, abbiamo sentito Alessandra Moneti, ex allieva del percorso didattico, ora in forza all’Ansa.
Ricordo ancora l’emozione provata durante le lezioni che Enrico Mentana tenne presso la Città del gusto di Roma. Eravamo alla prima edizione e lo stesso Mentana fu così attratto dall’atmosfera del Gambero che decise di creare una rubrica interamente dedicata al panorama enogastronomico italiano; fu così che nacque Gusto”.
Dalle prime parole di Alessandra Moneti si percepisce chiaramente il valore che il Master in Comunicazione e Giornalismo Enogastronomico ha avuto all’interno del suo percorso professionale. “Nel 2003 era appena scoppiato il boom comunicativo del settore enogastronomico; era il periodo in cui grandi chef come Beck, Bottura e Vissani iniziavano a diventare grandi personaggi mediatici. Così, essendo all’epoca già iscritta all’albo dei pubblicisti, decisi di prender parte alla prima edizione del master, ed eccomi qua”.
Oggi Alessandra Moneti, giornalista professionista, lavora per il canale tematico dell’Ansa Terra e Gusto, nato da circa un anno; a lei abbiamo chiesto di tracciare un bilancio sulla situazione attuale del giornalismo enogastronomico in Italia.
Quello del Food&Beverage è un settore per niente facile, incredibilmente affascinante ma anche molto frammentato; con il boom di internet, poi, l’informazione è cambiata radicalmente. Personalmente penso che l’unica strada per differenziarsi all’interno di questa giungla mediatica sia intraprendere un giusto percorso di studi; oggi un giornalista enogastronomico necessita di conoscenze in campo finanziario, economico, politico ma anche di un discreto bagaglio culturale storico-geografico. Non è solo cibo e vino come molti pensano”.
Per finire abbiamo chiesto all’ex masterina di lanciare un messaggio a tutti gli appassionati del settore, soprattutto a quelli intenzionati a intraprendere la carriera giornalistica: “il mio consiglio è quello di non fermarsi ai classici canali d’informazione ma di cercare sempre un proprio punto di vista sulle cose; un percorso di studi come il master in Comunicazione e Giornalismo Enogastronomico del Gambero Rosso, accompagnato da un’infinita voglia di imparare, può davvero aprire le porte ad un futuro ricco di soddisfazioni”.

a cura di Giuseppe Buonocore