Bello mangiare all'aperto, se non fosse per il vicino tabagista che fuma – legittimamente – prima, durante o dopo la sua e la nostra cena. E se anche nei dehors di tutti i ristoranti d'Italia fosse vietato fumare? Abbiamo bussato alla porta di tre locali per chiedere un parere su una interpretazione 'allargata' della mitica Legge Sirchia. E voi cosa ne pensate?
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Compie dieci anni la Legge Sirchia, che ha introdotto la tutela dei non fumatori all’interno dei locali pubblici. La legge antifumo, entrata effettivamente in vigore il 10 gennaio del 2005, ha cambiato radicalmente le abitudini degli italiani, fumatori e non, che senza rendersene conto hanno pian piano apprezzato il fatto di poter gustare appieno il sapore e gli aromi delle portate in un ristorante, o di poter uscire indenni da un bar senza dover lavare immediatamente i vestiti intrisi di fumo. Una legge coraggiosa che ha sfidato le compagnie di tabacco e lo stesso interesse dello stato nella vendita delle sigarette, e che ha ridotto il consumo delle stesse: i fumatori sono scesi dal 27,6% della popolazione nel 2003 al 20,8% del 2012.
Il provvedimento vieta il fumo in bar, ristoranti, uffici e tutti gli altri locali pubblici chiusi, ad eccezione di quelli appositamente attrezzati con gli impianti di ricambio aria e indicati da appositi cartelli.
Ma dehors e gazebi sono da considerarsi locali chiusi? Lo spazio aperto, dove è consentito fumare, quanto deve essere aperto? Sul punto la legge contro i danni del fumo passivo non è chiara e i cittadini, così come i gestori, devono ricorrere all’interpretazione e soprattutto al buon senso. Ma non sempre il buon senso è sufficiente, tanto che a volte la cena viene letteralmente rovinata dal fumo altrui. Inoltre i titolari dei locali non sono tenuti a vigilare sul rispetto del divieto di fumo, né a pizzicare i trasgressori e denunciarli agli agenti se non spengono la sigaretta.
Abbiamo posto tre domande a tre chef e ristoratori per sapere la loro opinione in merito.

Oliver Glowing Oliver Glowig all’Aldrovandi Villa Borghese – Roma
Contrario o favorevole alla legge? Assolutamente favorevole.
Se il divieto si estendesse anche ai dehors? Sarei comunque favorevole, sarà perché non sono un fumatore, ma credo che il fumo sia un forte elemento di disturbo per chi voglia gustare in santa pace le proprie portate.
Le è mai capitato di risolvere una disputa tra fumatori prepotenti e non fumatori intransigenti? Sì, in questi casi invitiamo i “colpevoli” ad accomodarsi nell’ampio giardino, offrendoli un amaro o un caffè. Così accontentiamo tutti, bisogna gestire il problema con un po’ di furbizia in più, senza mai risultare intransigenti.

Fulvio Siccardi – Da Noi In dell’Hotel Magna Pars Suites – Milano
Contrario o favorevole alla legge? Favorevolissimo.
Se il divieto si estendesse anche ai dehors? Non mi dispiacerebbe affatto, capisco molto bene le esigenze dei non fumatori e penso che basti solamente abituarsi e organizzarsi.
Le è mai capitato di risolvere una disputa tra fumatori prepotenti e non fumatori intransigenti? Sì, un cliente nel mezzo di una cena si è acceso un sigaro e noi lo abbiamo cortesemente invitato a spegnerlo; dopo una titubanza iniziale ha acconsentito e lo ha riacceso a fine serata. Se le cose vengono fatte con cortesia nessuno si offende.

Ernesto Iaccarino – Don Alfonso 1890 – Sant’Agata dei Due Golfi
Contrario o favorevole alla legge? Favorevole, nonostante io sia un amante dei sigari trovo la legge assolutamente giusta perché il rispetto durante la degustazione è sacro. Nessuno ha il diritto di rovinare il momento del piacere massimo!
Se il divieto si estendesse anche ai dehors? Non sarei proprio favorevole perché andrebbe a privare la libertà dei fumatori, d’altra parte fumare viene considerato da molti uno dei piaceri della vita.
Le è mai capitato di risolvere una disputa tra fumatori prepotenti e non fumatori intransigenti? Fortunatamente no.

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È dunque opinione condivisa che in un luogo dove la qualità gioca un ruolo centrale, sia bene tutelare soprattutto coloro che non fumano, cercando di non ledere troppo i diritti dei fumatori. Quindi un consiglio ai ristoratori: se avete un dehors fate sedere i fumatori nei tavoli più esterni, verso i lati aperti della struttura.
Rivolgiamo invece una domanda alle istituzioni: perché non vietare il fumo anche negli spazi pubblici all’aperto, soprattutto quando si tratta di posti dove vengono messe a repentaglio sia la salute sia la buona riuscita di un’esperienza sensoriale? Alcune amministrazioni locali già si stanno muovendo in questo senso, dal divieto di fumare nei luoghi aperti adiacenti o vicini alle scuole, vigente a Trento, alla proibizione di fumare in alcuni parchi pubblici di Alghero, Napoli, Verona o Bolzano. E secondo voi? Vietare il fumo anche all’aperto è una giusta tutela della salute (e una sacrosanta salvaguardia dal cattivo odore) oppure è una eccessiva limitazione delle libertà personali?

a cura di Annalisa Zordan