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"Tradizione e innovazione sono strumenti importanti nel garantire tracciabilità e qualità. E garantire questi due elementi significa dare più forza al made in Italy essendo il nostro un Paese leader sul terreno dei prodotti di alta qualità legati al territorio"

 

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class=”MsoNormal”>Abbiamo raggiunto al telefono l’Onorevole Paolo De Castro. Il Presidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale del Parlamento Europeo è intervenuto su un tema di scottante attualità, quello della tutela del consumatore e degli strumenti che sono stati messi in campo dai vari attori del sistema produttivo italiano.

 

Si tratta di nuove strategie per il contrasto alla contraffazione, per la promozione del Made in Italy sui mercati nazionali ed internazionali. Tanto che sia a Verona con i nuovi processi di tracciabilità della cooperativa ai allevatori bovini Scaligera, sia a Firenze, dove si sono festeggiati i 20 anni del sistema di certificazione europeo, tutto va nel senso di una maggiore trasparenza e tracciabilità.

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Presidente, quello della tracciabilità è un settore strategico per rilanciare il Made in Italy tanto sui mercati esteri quanto su quelli nazionali.

“Assolutamente sì, l’Italia è leader tra i paesi dell’Unione Europea per quantità di prodotti a Denominazione di Origine. È un settore che ricopre tra il 15 ed il 18% dell’intero volume d’affari. A fronte di tutto ciò il nostro impegno punta al rafforzamento dei Consorzi di Tutela, enti che garantiscono il prodotto che troviamo sugli scaffali, garantendo la salubrità del percorso che l’ha portato sino a lì”.


Cosa è stato fatto fino ad oggi e cosa resta ancora da fare?

“Già a febbraio è stato varato il nuovo regolamento del settore Caseario, un passo importante che tra le altre cose prevede la Programmazione Produttiva, ovvero la regolamentazione dei volumi immessi su mercato, così da conoscere in anticipo e garantire per le future produzioni l’immissione di prestabilite quantità di prodotti. Ma questo è riferito esclusivamente al settore caseario, dei formaggi per dirla in parole povere. Quello che faremo a breve è chiedere di estendere le norme del cosiddetto ‘Pacchetto Latte’ a tutti i prodotti DOP. Stiamo parlando della nascita di un ‘Pacchetto Qualità’, un ulteriore strumento al servizio dei consumatori. Un altro punto importante che tendo a sottolineare è la necessità di rendere obbligatorio l’ex officio, ovvero, ritirare dagli scaffali tutti quei prodotti che usurpano il nome di Denominazioni. Ovviamente questo strumento può avere validità solo all’interno dei confini comunitari”.

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Innovazione e tradizione, due termini che nell’immaginario collettivo contrastano se riferiti alle produzioni agroalimentari. Come è possibile farli convivere?

“Ormai la tecnologia è divenuta uno strumento dalla indiscussa utilità nelle produzioni, soprattutto in quella su larga scala. Si pensi alle percentuali microbiche nel latte che grazie all’impiego di strumenti tecnologicamente avanzati possono essere monitorare e contenute, così da ottenere un prodotto migliore. Anche per la tracciabilità le nuove tecnologie possono esserci d’aiuto. La possibilità di ottenere, in tempo reale e dovunque ci si trovi, tutte le informazioni sul prodotto che ci interessa non è da sottovalutare, il consumatore è più attento ed esigente, le innovazioni tecnologiche sono di grande aiuto nel soddisfare le sue richieste. Possiamo dire che puntiamo a valorizzare la sinergia tra tradizione e innovazione, guardando alle nuove tecnologie come ad una importante risorsa al servizio della qualità”.


Quello da Lei presieduto è un osservatorio che Le permette di monitorare un panorama molto ampio come quello europeo. Può darci un’anticipazione su quello che ci aspetta?

“Siamo continuamente a lavoro per affinare al meglio le direttive comunitarie in difesa della qualità. A tal proposito voglio segnalare una data importante: tra il 18 ed il 19 giugno presenteremo una controproposta alla Politica Agricola Comune (PEC) che farà molto discutere. Stiamo lavorando, in collaborazione con FederDoc, a una proposta che contrasti la liberalizzazione dei diritti di impianto, così da tutelare le produzioni esistenti contro una concorrenza sfrenata e difficile da monitorare. Sicuramente ci risentiremo in quei giorni per fare il punto della situazione”.

 

Saverio De Luca
25/05/2012