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Da Verona a Firenze: cominciano ad arrivare le nuove proposte per migliorare la qualità dei prodotti agroalimentari e la loro tracciabilità. Si cercano nuove vie per contrastare il dilagante fenomeno della contraffazione e garantire chi acquista. E la

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“_blank”>Coop Scaligera che vende carni alla grande distribuzione sta varando un nuovo sistema di certificazione e tracciabilità di filiera che dovrebbere mettere al sicuro – e davvero – i consumatori finali.

 

Insomma, in corso c’è un gran fermento.

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Il sistema di certificazione DOC e IGP compie vent’anni, che si festeggiano oggi a Firenze, alla presenza del Ministro Catania;  i volumi di export hanno trend positivi che potrebbero migliorare, mentre il mercato interno si sta, neanche troppo lentamente, spostando verso una riduzione dei consumi a fronte, però, di un aumento della richiesta per la qualità certificata.

 

Le idee non mancano, come non manca l’impegno concreto delle Istituzioni, in prima fila per sostenere ed incentivare l’export del Made in Italy, business non trascurabile e ottima ricetta anticrisi.

Tutto comincia dall’etichetta: deve essere semplice, veloce e trasparente. Deve contenere informazioni che siano facilmente fruibili dal grande pubblico, ma devono, allo stesso tempo, aiutare sia produttori che grandi distributori.

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Un rompicapo non da poco. E allora? Sembra che la soluzione sia nella tecnologia.

Avevamo già assistito ad un primo esperimento di, passatemi il termine, “tracciabilità 2.0”. Ad occuparsene era stato il Pastificio dei Campi a Gragnano. Visitando la pagina web, infatti, si poteva inserire in un apposito spazio il codice presente sulla confezione di pasta per conoscerne tutti i dettagli. Luogo e data di produzione e imballaggio, provenienza del grano e composizione della farina. Il sistema è tutt’oggi in piedi e sembra funzionare bene.

 

 

Coop Scaligera invece, ne ha proposto un altro, rivolto agli addetti ai lavori, ma con ricadute molto importanti sui consumatori. La cooperativa zootecnica veronese ha puntato sul QR Code. Lo strumento che ha messo in campo e che presenterà oggi alla venticinquesima edizione di Eurocarne si chiama “Alimenta”. Un unico sistema che integra il lavoro degli uomini, la vita degli animali e la qualità degli alimenti, fornendo informazioni in tempo reale sull’intera filiera. Basta fotografare il QR Code con il proprio smartphone, lanciare l’App ed il gioco è fatto.

 

Sia il Ministro Catania che il Presidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale del Parlamento Europeo, Paolo De Castro, sono impegnati oggi nei due eventi.

Semplificazione resta però il punto principale. Occorre che il mercato estero sia tutelato anche da questo punto di vista, tutta la diversità del Made in Italy sui mercati esteri deve essere presentata come una risorsa, cercando di non disorientare un consumatore che per la prima volta si affaccia alla varietà del Belpaese.

 

Saverio De Luca

25/05/2012