In viaggio. La Tunisia da gustare

11 Feb 2016, 17:30 | a cura di Bernard Bedarida

Esiste una cultura di insaccati e una dei distillati, una rinascita del vino e la tradizione del tè alla menta. Nella Tunisia del 2016, la buona tavola è protagonista.

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In Tunisia non si è mai bevuto così tanto vino come da quando c'è stata la Rivoluzione. E anche le donne lo apprezzano sempre di più e si ritrovano tra loro per degustare: fino a cinque anni fa sarebbe stato impensabile, il vino era un ambito del tutto maschile”. Parla Samir Ennabli, ristoratore di Hammamet, che non riesce a nascondere la sua soddisfazione.
Non è un caso – visto anche da questa prospettiva enoica – che il paese sia stato il primo a dare vita alla Primavera Araba, da quando - nel gennaio 2011 - ha cacciato il presidente dittatore Zinnedine Ben Ali. Oggi la Tunisia si trova sospesa in un delicato equilibrio tra modernità e tradizione musulmana, con una società civile sempre pronta a intervenire sulle derive ideologiche o religiose. Il vino è ormai diventato arte di vivere del paese e accompagna sempre più spesso i momenti conviviali della vita quotidiana, anche se permane un divieto apparentemente incomprensibile, legato alla religione musulmana: quello di acquistarlo il venerdì. Ma le cose da visitare e da gustare sono moltissime.

 

Da vedere: Cartagine, Dugga e la Medina di Tunisi

Ma la Tunisia non è solo imponenti strutture turistiche sparpagliate su chilometri di spiagge sul mare Mediterraneo o sconfinati deserti di sabbia bianca. Esistono numerosi siti archeologici e un'architettura moresca tradizionale che meritano la visita. L'area archeologica di Cartagine, per cominciare, vale di per sé uno spostamento. Pur non rimanendo quasi nulla delle antiche costruzioni cartaginesi, il sito è pur sempre estremamente suggestivo. Per gli appassionati di archeologia e storia antica, il sito di Dugga rappresenta una meta obbligata. Da visitare, inoltre, lo splendido anfiteatro romano di El Djem, il cui stato di conservazione e la maestosità evocano il più famoso Colosseo. Senza allontanarsi troppo da Tunisi, c’è sempre il Museo del Bardo, che raccoglie la più importante collezione al mondo di mosaici di epoca romana. Da non perdere, infine, le Medine di Tunisi, Sidi Bou Said o Hammamet, in cui si colgono dal vivo l'atmosfera e il fascino di una città araba. Cosi come la città santa di Kairouan e la sua splendida Grande Moschea.

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Salumi: la merguez, insaccato alternativo

In un paese musulmano, dove la carne di maiale è tassativamente bandita dalla religione, non poteva mancare un insaccato alternativo: di manzo o di agnello, piccante o semi dolce, ogni macellaio tunisino ne custodisce gelosamente la ricetta. La carne macinata, aromatizzata con cumino, paprika, pasta di peperoncino e coriandolo, viene inserita nel budello di agnello, confezionata in piccole salcicce e fatta asciugare al sole. Alla brace o spezzettata in una saporita preparazione a base di uova strapazzate, peperoni e pomodori (la tradizionale Ojia) la merguez non manca mai dal desco familiare. Ma in fondo chi ha l’ha inventata? Algerini, tunisini e marocchini si contendono il primato. E se da diversi decenni la merguez ha colonizzato anche le tradizionali boucheriedi Francia, rimane pur sempre uno dei simboli della Tunisia.

 

Il dattero, prezioso figlio del deserto

Già da metà ottobre, tutte le bancarelle di frutta e verdura del paese espongono con evidente fierezza grossi rami di palma, carichi di datteri freschi: è il segno che è arrivato il nuovo raccolto. Nel sud del paese sono concentrate moltissime oasi nelle quali cresce la palma da dattero che riesce a trovare nelle profondità della terra l'acqua sufficiente per vivere. I grappoli vengono accuratamente raccolti a mano all'inizio dell'autunno. Delle centocinquanta varietà prodotte, la più pregiata è la Deglet nour (dito di luce) dall'inconfondibile colore ambrato. La sua facile conservazione lo rende un prodotto prezioso che è quasi esclusivamente destinato all'esportazione. In Tunisia si potrà acquistare nelle tradizionali confezioni di cartone, ma più semplicemente a peso dai numerosi commercianti di frutta e verdura.

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La Boukha, distillato kasher di fichi

Verso la fine del XIX secolo, l’ebreo-tunisino Abraham Bokobsa, proprietario di una fiorente distilleria nelle vicinanze di Tunisi, ebbe l’idea di creare un alcol a partire dai datteri. Non soddisfatto dal risultato, utilizzò i fichi immaginando che il loro zucchero naturale avrebbe conferito al distillato un sapore inimitabile. Nacque così la Boukha, un’acquavite kasher estremamente originale, la cui gradazione oscilla tra i 36 e i 40 gradi alcolici. Ottima ghiacciata, in aperitivo, ma anche nei cocktail o nelle macedonie di frutta, può essere servita a fine pasto come digestivo. E rinfrescare il palato dopo un cous cous speziato e saporito. La Boukha è da sempre venduta nella sua tipica bottiglia a base squadrata che la distingue da tutti gli altri distillati.

 

Il tè: bollente e alla menta, ottimo dopopasto

Se dopo un pasto speziato, annaffiato da corposi vini tunisini, ci fosse ancora la curiosità di assaporare leccornie locali, si consiglia il un tè alla menta accompagnato dai tipici dolcetti alle mandorle o ai pistacchi. Servito bollente nel pittoresco bicchierino di vetro colorato, può essere gustato con o senza pinoli. Ma il tè alla menta, proposto a qualsiasi ora della giornata, è prima di tutto un segno di amicizia e convivialità. In origine la piccola pasticceria che lo accompagnava era preparata dalle donne della famiglia. Corna di gazzella, bakhlaoua o makhroud, ecco i nomi fantasiosi della pasticceria orientale.

 

a cura di Bernard Bedarida
foto: copyright Alif.Tunisie - ph: M.S. Bettaieb 

 

 

Dormire

 

Hotel Sindbad | Hammamet | route Nationale C28 | tel. + 216 (0) 72 280 122 | www.sindbadhotel.com| doppia da 110 euro | *****

Dar Ben Gacem | dimora storica | Tunisi | 38, rue du Pacha | tel. + 216 (0) 71 563 742 | www.darbengacem.com| doppia da 90 euro

La Villa Bleue | Sidi Bou Said (Tunisi) | 66, rue Kennedy | tel. + 216 (0) 71 742 000 | www.lavillableuesidibousaid.com| doppia da 140 euro | *****

Dar Fatma | Sidi Bou Said (Tunisi) | rue Sidi Boutaara | tel. + 216 (0) 71 981 284 | www.darfatma.com| doppia da 96 euro

Dar Said | Sidi Bou Said (Tunisi) | rue Toumi | tel. + 216 (0) 71 729 666 | www.darsaid.com| doppia da 140 euro | piscina e hammam

 

 

Mangiare

 

Restaurant le Barberousse & Winebar | Hammamet | Città vecchia | tel. + 216 (0) 72 280 037 | www.restaurantbarberousse.com|

prezzo medio 35 euro, vini escl. | Specialità tunisine e frutti di mare

Resto La Plage | Hammamet | avenue Habib Bourguiba | tel + 216 (0) 72 282 280 | Prezzo medio 15/17 euro |

pesce fresco e specialità tunisine | non serve alcol

Restaurant Au Bon Vieux Temps | Sidi Bou Said (Tunisi) | 56, rue Hedi Zarrouk | tel. + 216 (0) 71 744 78 | www.aubonvieuxtemps.net

prezzo medio 35 euro, vini escl. | cucina tradizionale

Restaurant Dar El Jeld | Tunisi | Città Vecchia | 5, rue Dar El Jeld | tel. + 216 (0) 71 560 916 | www.dareljeld.com| prezzo medio 40 euro, vini escl. | cucina tradizionale

Essayara Restaurant | Tunisi | Città Vecchia | 6, rue Ben Mahmoud | tel. + 216 (0) 71 560 310 | www.essaraya.tn| prezzo medio 35 euro, vini escl. | cucina mediterranea

 

 

Foodshopping

 

Magasin Général | Hammamet | 1, av. de la République | vendita di alcolici vietata il venerdì

Pasticceria Les Galets | La Marsa (Tunisi) | 5, av. de l’Indépendance | tel. + 216 (0) 71 980 229 | ottima scelta di dolci tipici

Pasticceria Les Galets | Tunisi città | av. Taieb M’Hiri | tel. + 216 (0) 71 796 359 | La casa madre

 

Info

 

Ente Nazionale per il Turismo Tunisino | Milano | via Pantano 11 | tel. 02 864 530 26 | www.tunisiaturismo.it

Tunisair - Roma | via del Tritone, 87 | tel 06 42 11 31 - Milano | via Baracchini, 9 | tel. 02 805 77 25 | www.tunisair.com

 

a cura di Bernard Bedarida

 

Articolo uscito sul numero di Febbraio 2016 del Gambero Rosso. Per abbonarti clicca qui

 

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