Un contrappunto tra memorie autobiografiche e spirito generazionale: così Sapo Matteucci definisce il suo ultimo lavoro, C'era una vodka. Un'educazione spirituale da 0° a 60°, un libro difficile da classificare, a metà strada tra un saggio sulla civiltà del bere e un diario di esperienze autobiografi

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che legate all’alcool.

Più facile, forse, dire quello che questo libro non è: non è un manuale, non è una guida né un saggio storico. Nemmeno un finto romanzo su base alcolica. È la storia di una generazione di bevitori, “non quella del ’68, ma quella del Vat 69” – celebre blended scotch dell’epoca – costellata da ricordi dell’autore.

Un amore, quello di Sapo per il buon bere, che nasce sulla rovente spiaggia di Viareggio, quando le sue giovani labbra incontrano per la prima volta il sapore dolce-amaro di quella “bottiglietta a forma di grosso punto esclamativo rosso alla rovescia“: il Campari soda.

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Da lì, drink e ricordi si intrecciano, come quando il barman Renzino gli fece affogare le sue pene d’amore in quello che fu il suo primo, indimenticabile, Daiquiri, o quando il nonno, grande degustatore di Cognac, lo inziò con l’inganno ai piaceri del più economico brandy.

Non ricordo il primo bacio, ma il primo alka seltzer sì (ovvero il più efficace rimedio ad una sbronza)”; e visto che il primo amore non si scorda mai, il rapporto con l’alcool cresce ed evolve, mutando dalle stordenti scappatelle adolescenziali in un piacere sempre più intimo, profondo, personale.

Il libro segue questo percorso, passando dal bere modaiolo e caotico di feste ed happy hour, fatto di birre alla spina e cocktail multicolore, al bere via via più maturo, colto e raffinato dei grandi distillati e dei grandi vini. Il tutto attraverso trucchi del mestiere, ricette e rimedi post-sbronza: un mondo colorato ed emozionale di cui Sapo si fa Virgilio, guidandoci dentro i piaceri del bere ragionato e consapevole.

Un libro da degustare con la calma che si deve a un vino da meditazione, sorseggiandolo con moderazione, come i drink che vi sono raccontati. Perché, come insegna Sapo, “l’alcool non è certo terapeutico, ma senza sarebbe anche peggio“.

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C’era una vodka. Un’educazione spirituale da 0° a 60°
di Sapo Matteucci
Editori Laterza
prezzo: 16 euro

di F.Rendina
13/12/10