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"Fatti di questo genere producono gravi danni di immagine, che colpiscono soprattutto chi lavora seriamente e mette un'immensa passione nel suo operare, tirando la carretta anche mentre, come succede al momento, le cose non vanno bene, per proseguire in un compito che sente legato alla migliore tradizione e cultura della sua terra''.

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Questo il commento del presidente della Regione Toscana Claudio Martini, in riferimento all’indagine avviata dalla guardia di finanza di Siena per frode in commercio che coinvolge 42 aziende di produzione del Chianti Docg e dell’Igt Toscano.

Il presidente ne ha parlato con i giornalisti a Firenze, al termine dell’incontro di presentazione del rapporto sullo stato delle foreste curato dall’Arsia.

”La prima impressione – ha spiegato Martini – e’ comunque che si parli di comportamenti appartenenti ad un periodo non piu’ replicabile, grazie alle normative messe in essere sia a livello europeo che
nazionale. Questi controlli rendono difficile, se non impossibile, la possibilita’ di frodi.

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Poi esiste l’elemento crisi di settore – ha aggiunto Martini – laddove risultano invenduti grandi quantitativi di prodotto, non si capisce che senso avrebbe falsificare per immetterne ancora su un mercato che non sta recependo”.

Il presidente ha infine ribadito di essere ”in attesa di comprendere meglio motivi e conseguenze dell’azione avviata dalla Procura di Siena. Seguiremo – ha annunciato – il caso con l’attenzione che merita per l’importanza che il settore vitivinicolo ricopre in particolare sull’immagine della Toscana. Certo, mi sia consentito dire che noi rispondiamo alle richieste di campagne di promozione dell’immagine toscana nel mondo, ma poi occorre che ci sia un’attenzione generale perchè questa non venga anche solo incrinata.

 

13/12/2009

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