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E' stato presentato a Palazzo Chigi in conferenza stampa dal Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Luca Zaia nella mattinata dell'11 dicembre il Nuovo Codice Agricolo, nominato "Riordino delle normative sull'attività agricola".

Proseguendo un percorso legislativo iniziato con il Codi

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ce Civile del 1942, il Nuovo Codice Agricolo rappresenterà una grande conquista per il settore agricolo italiano, ispirandosi ai più recenti modelli internazionali, in particolare quello tedesco e francese.

Frutto della collaborazione del Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali con il Ministero della semplificazione e coordinato con la Presidenza del Consiglio, il Nuovo Codice porta a compimento uno dei punti fondamentali del programma di Governo che è appunto la semplificazione normativa dell’intero corpo legislativo nazionale.

Il Codice si propone, infatti, di essere un manuale di consultazione chiaro, conciso e completo, una sorta di “vademecuum” – come lo ha definito lo stesso Ministro – che gli operatori agricoli potranno facilmente consultare e portare sempre con sè.

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In linea col modello francese (che vanta una storia di 82 codici contro gli appena 8 dell’Italia), scopo del manuale sarà quello di rendere facilmente prevedibile ai destinatari le conseguenze delle loro condotte, con risultati evidenti e tangibili in termini di efficienza amministrativa e imprenditoriale.

Grazie alla soppressione di circa 40 leggi e all’accorpamento di articoli di diversi profili, il Nuovo Codice prevederà in tutto 6 titoli e 155 articoli, riguardanti: l’attività agricola; le figure degli imprenditori agricoli e delle loro attività, compresa la vendita dei prodotti agricoli; le società agricole; i contratti agrari; le coltivazioni OGM; la creazione di aziende agricole, anche attraverso l’acquisizione della terra per successione o per prelazione.

L’altro tema fondamentale della Conferenza Stampa è stata poi la presentazione del Nuovo Decreto Legislativo per la Tutela delle Denominazioni di Origine e delle Indicazioni Geografiche dei Vini.

A 17 anni dall’emanazione della Legge 164 per il settore vitivinicolo italiano – settore agroalimentare fondamentale per l’Italia, con le sue 500.000 aziende agricole e un fatturato in vino che sfiora gli 11 miliardi di euro – saranno effettuate profonde modifiche per adeguarsi alle nuove normative europee dell’OCM vino.

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Il piano prevederà una generale semplificazione del processo burocratico ed in particolare un rafforzamento del livello qualitativo, con l’introduzione della terzialità dei controlli: il controllo sulla qualità, infatti, non sarà più ad opera dei singoli consorzi dei vini su propri associati, ma sarà affidato a organi terzi che lo effettueranno secondo criteri internazionali.

Un’operazione già effettuata per il Brunello di Montalcino nel rapporto USA, che servirà a tutelare produttori e consumatori sulla trasparenza e sulla autenticità del settore vitivinicolo.

Il Decreto prevederà, inoltre, la creazione di uno sportello unico a cui tutti gli operatori dotati di partita IVA potranno fare riferimento per le loro pratiche, in risposta al problema delle difficoltà burocratiche causa per gli operatori di grandi perdite di ore di lavoro.

L’intera proposta, discussa in un confronto serio con le Regioni, sarà presto soggetta all’approvazione di camere e senato, per essere con buona probabilità attiva già entro la prossima primavera.

di Flavia Rendina
11/12/2009