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Dietro le quinte di una dei programmi più divertenti del canale. Ai fornelli illustri sconosciuti che spesso rivelano insospettabili talenti. Le loro ricette, facili e immediate, conquistano il pubblico

“Questo lo hanno fatto loro”. E che bravi! Una giornata passata negli studi del Gambero Rosso

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Channel durante la registrazione della seguitissima striscia quotidiana di Francesca Barberini “Questo l’ho fatto io” mostra più di tante analisi sociologiche uno spaccato interessante di quel mondo foodies, popolo  trasversale che ha scoperto le gioie della cucina e sente il bisogno di condividerle con altri. Francesca, con il suo approccio morbido e per nulla ansiogeno, collaudato ormai in cinque anni di conduzione (c’entrerà il fatto che prima di approdare al Gambero ha condotto su Rai 1 un programma per bambini…?), fa da assistente agli ospiti alle prese con i loro manicaretti, ospiti quasi sempre increduli di essere stati sorteggiati per esibirsi davanti alle telecamere.

Passano, negli studi del canale, vip e non vip, intellettuali e casalinghe, professionisti e operai. «Riceviamo numerose lettere da parte soprattutto di  giovani uomini, racconta la Barberini: moltissimi sono medici e tantissimi sono anche i siciliani che chiedono di partecipare al programma».

La scrittrice Federica Bosco, appena convertita al verbo vegano dopo anni di disastrosa alimentazione a base di buste di insaccati, punta a fare proseliti con  una carbonara di ingredienti vegetali: il muscolo di grano a simulare la pancetta saltato in padella con olio e cipolla e il tofu in crema colorato con la curcuma a simulare la sensazione dell’uovo e del pecorino.

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Il piatto si è guadagnato – incredibilmente – il dieci pieno (scritto sull’attestato che viene consegnato a fine performance) di Massimiliano Mariola, lo chef del canale che alternandosi con il collega Maurizio Santin segue da dietro le quinte il lavoro dei cucinieri, commentando le preparazioni e dispensando poi il suo giudizio  finale.

«Un buffo imprimatur», lo definisce la conduttrice che racconta di come il giudizio tecnico positivo degli chef, sbloccando le paure di alcuni di questi cuochi non professionisti, li abbia persino convinti in qualche caso ad aprire il loro  ristorante.

Il successo della formula del programma sta comunque nella replicabilità delle ricette e nel meccanismo di identificazione che proprio la mancanza di disinvoltura induce: «se ci è riuscito lui ci riuscirò anch’io».

Delle centinaie di ricette acquisite in questi anni, le più interessanti secondo Francesca Barberini sono senz’altro quelle di famiglia che si portano dietro interpretazioni personalissime: «vi si nota sempre quella piccola variante che fa la differenza anche sulla più collaudata ricetta della tradizione. E questo dà la misura della inesauribile vena del  nostro patrimonio gastronomico». 

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Prendi per esempio la ricetta presentata da Vincenzo Gallo, un signore napoletano di 62 anni, orafo di professione, che ha cucinato una tipica ricetta partenopea con polpetti veraci e cannellini piegandola al suo estro.

Gallo, che si dichiara cultore e appassionato, ha scoperto relativamente da poco, avendo ora più tempo libero, quanta soddisfazione possa dare a sé e agli altri cucinare un buon piatto.
Il suo è l’esempio pratico di come un banale aggiustamento (tanti grani di pepe aggiunti nell’acqua di cottura dei polpetti veraci dove poi verrà cotta anche la pasta) possa far virare una preparazione verso un gusto vagamente esotico eppure familiare (un ricordo del cacio e pepe ma in versione marinara).

Per la cronaca, si fa appassire  aglio con olio, si aggiunge il sedano tritato e qualche pomodorino cui si uniscono i cannellini precedentemente lessati. Si allunga il tutto con il brodetto dei polpi. Si condisce poi la pasta (le cortecce) con questa crema e il polpo tagliuzzato. Semplicemente squisita!

Rita Tedeschini, una bella signora ex insegnante di educazione fisica e una passione per i dolci (ne sforna uno al giorno) è arrivata in redazione con la sua crostata doppia di mele e marmellata di corbezzoli custodita dentro alla scatola del trapano svuotata dagli attrezzi.

Rita naviga quotidianamente sui blog di cucina  e racconta di essere molto cresciuta grazie proprio ai consigli di amici e professionisti incontrati in rete: «Hai un dubbio?, basta chiedere lumi sul forum. Per me è stata quasi una scuola di cucina».

La sua crostata è stata infatti perfezionata grazie ai suggerimenti di un’amica virtuale. Il ripieno della frolla è composto di mele spadellate con burro, zucchero di canna, zenzero grattugiato, succo di lime e marmellata di corbezzolo cui vengono aggiunte, una volta raffreddato, noci tritate. Federica non si sarebbe però mai sognata di candidarsi a “Questo l’ho fatto io”.

L’idea è stata del marito che ha scritto una lunga lettera alla redazione. «Per me è stata un’autentica sorpresa. Ero alla cassa del supermercato quando mi è arrivata la vostra telefonata. Ho visto sul display un numero strano e ho pensato chi sarà. Non ho potuto rifiutare perché mio marito oltre che gran goloso è anche molto permaloso e si sarebbe offeso».

Clara Carriero, 27 anni, di Galatina in provincia di Lecce lavora a Milano nel settore bancario (per l’esattezza al controllo di gestione per una società di leasing francese). Da quando vive al Nord cerca compulsivamente le ricette del Salento per tenersi in contatto con la sua terra. In trasmissione non poteva far altro che portare un piatto salentino, la pitta di patate, un tortino farcito con cipolle stufate, capperi e olive affiancato (tocco creativo!) da pomodorini schiattaniciati, saltati interi in padella e caramellati con aceto balsamico e zucchero di canna.

È tale la nostalgia del suo Sud che di recente, dopo una visita in famiglia, tornata con il pieno di prodotti tipici, li ha fotografati ed esposti sul “balcone” di Facebook taggando poi la foto agli amici salentini che si  sono sentiti d’ufficio invitati a una cena a casa sua.

Roberto Ciccarelli di Rapallo è un promotore finanziario che ha fondato l’associazione gastronomica  “Siamo gente di mare molto diversa da un mare di gente”. «Amiamo andare a scovare le abitudini dimenticate e in controtendenza  della marineria italiana».

Roberto ha anche partecipato al campionato del mondo di pesto al mortaio. Impensabile non ne proponesse un assaggio nella sua pasta alla carlofortina con tonno fresco e pesto, per l’appunto! Ogni tanto si diletta a cucinare sulle barche di amici o sugli yacht di lusso che attraccano  nel porto ligure.

«Ma la condizione irrinunciabile, dice Ciccarelli, è sempre quella di sedersi alla fine tutti a tavola, ospiti e cuochi, padroni e lavoranti». Se no, che piacere è? 

 

di Raffaella Prandi

novembre 2009