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Supera l’esame uno dei Nero d’Avola di riferimento, il Sagana di Diego e Alberto Cusumano. Vino trattato con tutti i riguardi: un nettare moderno, ma non invadente, tanto che sono bandite le barrique e utilizzate le botti grandi. Ecco i primi otto anni di un grande siciliano nei voti di esperti e s

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emplici appassionati.

 

Nell’Ottavo Epodo di Orazio, Sagana era una megera incantatrice, una vera e propria strega. Nella tradizione siciliana contadina, invece, era il luogo dove si conservavano le cose preziose per nasconderle a eventuali ladri. Quindi anche le botti che contenevano i vini migliori, quelli che dovevano invecchiare.

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Un po’ di occulto c’è anche nell’atto del nascondere, come dice la parola stessa, ed è da questo ragionamento che Diego e Alberto Cusumano, all’inizio di questo decennio, hanno iniziato a produrre il loro vino migliore.

 

Da sole uve nero d’Avola coltivate vicino a Riesi: vinificate in modo moderno, ma con il vino messo a maturare in botti grandi da 20 ettolitri, e non in piccoli fusti di rovere francese, per preservare rigorosamente i profumi varietali ed evitare eccessivi apporti di legno.

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Il Sagana dei Cusumano è nato così, nel 2001, e da allora è stato prodotto in tutte le annate successive. Così, visto che spesso lo abbiamo premiato con i Tre Bicchieri, e che nel tempo è divenuto per molti un rosso di riferimento nella grande galassia dei Nero d’Avola, abbiamo deciso di sottoporlo a un esame in verticale: dal 2001 al 2008, in anteprima.

 

Lo abbiamo fatto in un modo diverso dalle nostre solite verticali. La degustazione, aperta al pubblico, l’abbiamo fatta presso il Trimani Wine Bar di Roma e chi era presente ha potuto dare il proprio punteggio. Fra di loro alcuni professionisti, giornalisti od operatori del settore, come Antonio Paolini, Fabio Turchetti, Alessandro Bocchetti, Luciano di Lello, Cristiana Lauro, Sergio Ceccarelli. Ma anche molti semplici appassionati che si sono prestati al gioco.

Perciò troverete il punteggio medio espresso da tutti loro e potrete confrontarlo con quello che ha assegnato chi scrive. Alla degustazione hanno anche partecipato Diego Cusumano e l’enologo Mario Ronco, il vero papà tecnico del Sagana, oltre ai fratelli Paolo, Francesco e Carla Trimani, i padroni di casa.

 
Vi rimandiamo al Gambero Rosso in edicola per le schede di degustazione con il punteggio espresso in centesimi.

di Daniele Cernilli
ha collaborato Natascha Lusenti
settembre 2010