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Un fenomeno da terzo millennio: fenomeno urbano e globale, biologico ed ecosostenibile, che nutre le città, fa risparmiare acqua e luce, rispetta l'ambiente. Si torna all’autarchia metropolitana?


Vertical farming


In tempi di guerra si coltivava l'orto sul balco

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ne di casa. Oggi fragole e pomodori crescono sui terrazzi delle città per hobby, per moda e (anche) per risparmiare sulla spesa. Ne sono la prova i libri e i laboratori dedicati, gli orti sui tetti di grandi città (una passione che sta avendo successo nell’upper class americana) e l’urban beekeeping, apicoltura cittadina, che ha contagiato alcune metropoli della Gran Bretagna, degli States e della Vecchia Europa.

Tre esempi su tutti: il miele ottenuto da alveari sistemati sull’Opera House di Vienna, il “miel béton” (miele di cemento), proveniente dalla banlieue di Parigi, e il “miel Grand Palais”, raccolto sui tetti del Grand Palais e dell’Opéra Garnier, nel centro della Ville Lumière. Una tendenza quella di produrre cibo in città che tornerà a diventare necessità in un futuro prossimo.

Se si riveleranno vere le stime dell’Onu e della Fao ed entro il 2050 la popolazione mondiale raggiungerà i 9 miliardi di abitanti, dei quali l’80% concentrati nelle grandi metropoli, con un bisogno di un miliardo di ettari in più di terra coltivabile per soddisfare le esigenze alimentari, ci sarà poco da ridere.

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Una risposta è la vertical farming, o agricoltura verticale, grattacieli verdi articolati in serre dove verranno coltivati vegetali biologici e allevati animali, completamente autosufficienti dal punto di vista energetico che, situati in contesti urbani, risponderanno ai bisogni alimentari dei cittadini. Produzioni rurali che si sviluppano in altezza, rosicchiando fette di cielo e di luce, senza necessità di suolo e a km 0, annullando la distanza tra chi produce e chi consuma, e riducendo l’inquinamento e i costi di distribuzione: più sostenibile di così!

Ideate oltre 10 anni fa da Dickson Despommier, professore di scienze ambientali alla Columbia University di New York, le biotorri attualmente sono in fase di progetto. Soluzioni potenziali sul sito www.verticalfarm.com.

di Mara Nocilla
febbraio 2011