Doveva sparire dal mercato entro pochi mesi. Invece, dopo la causa legale legata al nome di John Lennon, la birra John Lemon è diventata improvvisamente introvabile. Le ultime bottiglie sono andate a ruba, trasformando una semplice birra artigianale in un oggetto da collezione.

Credits: Radio France Internationale RFI
La Brasserie de l’Imprimerie per anni ha prodotto la birra aromatizzata allo zenzero e limone “John Lemon” : un gioco di parole evidente, riferimenti ai Beatles facilmente riconoscibili e un’etichetta pensata per essere fotografata e condivisa.
Yoko Ono, che gestisce l’utilizzo commerciale iconografica del marito John Lennon, ha contestato al birrificio l’uso del nome e dell’immagine legati all’artista, intimando il ritiro del prodotto dal mercato. In caso contrario, il birrificio avrebbe rischiato una richiesta di danni da centomila euro e penali giornaliere per ogni giorno di ritardo. Alla fine il birrificio ha ottenuto il permesso di vendere le circa cinquemila bottiglie rimaste entro il primo luglio 2026, prima di interrompere definitivamente la produzione.

Fin qui, una storia abbastanza ordinaria di tutela del marchio. La parte più interessante arriva dopo. Quella che poteva sembrare una liquidazione silenziosa si è trasformata invece in un piccolo caso mediatico. La notizia ha iniziato a circolare, i media l’hanno ripresa e la pubblicità involontaria generata dalla diffida ha accelerato le vendite, portando il numero di bottiglie quasi all’esaurimento.
Non perché il prodotto fosse cambiato. Non perché la birra fosse migliorata. Senza la contestazione, la John Lemon sarebbe probabilmente rimasta ciò che era: una birra locale, riconoscibile, ironica, con un buon potenziale visivo e commerciale nel suo mercato di riferimento.
La qualità della birra sembra quasi passare in secondo piano. A spingere le vendite è la combinazione tra ironia, controversia e fine annunciata. Una pubblicità involontaria che nessun birrificio avrebbe potuto comprare.
Alla fine, la John Lemon rischia di essere ricordata meno per lo zenzero e il limone e più per la diffida che l’ha tolta dagli scaffali. Ed è proprio questo il paradosso: a volte il momento più fortunato per un prodotto arriva quando è già stato condannato a sparire.
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